C’è chi dice che i giovani non abbiano sogni, ambizioni o voglia di impegnarsi. Poi incontri storie come quella di Benedetta Soscia e certi luoghi comuni crollano da soli. Giovanissima atleta di Latina, Benedetta ha conquistato in Inghilterra il titolo europeo di powerlifting, una disciplina che richiede forza, sacrificio e una straordinaria determinazione. Un traguardo prestigioso che rappresenta però soltanto una tappa del suo percorso: il prossimo obiettivo sono i Mondiali in programma a ottobre in Polonia. E mentre continua ad allenarsi per inseguire nuovi successi sportivi, guarda già al futuro con le idee chiare. Studierà Medicina e seguirà le orme del padre. Perché i giovani sono questo: sogni, passione e la capacità di trasformare gli obiettivi in realtà.
Qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio dal mio amico Alberto: «Ogni tanto sarebbe bello se scrivessi anche dei giovanissimi di Latina, soprattutto quando raggiungono traguardi importanti». Gli ho risposto subito che non ne avrei avuto difficoltà, perché credo nei giovani e perché Latina continua a esprimere talenti in tanti settori ed già capitato di scrivere di alcuni di loro.
Il 5 giugno, ad esempio, sono stato invitato al Liceo Manzoni per un progetto promosso dall’ambasciata tedesca. Tra i sei selezionati in tutta Italia c’è quello ideato da uno studente di Latina, dedicato alla guerra e, in particolare, alle vicende di Littoria durante il conflitto. Ho avuto modo di seguirne alcune fasi e presto racconterò più nel dettaglio l’intuizione del diciottenne Riccardo Bruckner e il suo ambizioso progetto.
Ma oggi voglio raccontare un’altra bella storia: quella di Benedetta Soscia, giovanissima atleta pontina che in Inghilterra ha conquistato il titolo europeo di powerlifting e che guarda già ai Mondiali di ottobre in Polonia. Una storia che sento particolarmente vicina, perché conosco sua madre, Silvia Berardi, da quando era una ragazzina e, in un certo senso, conosco Benedetta da sempre, addirittura da quando era ancora nella pancia della mamma. Forse anche per questo il suo successo mi colpisce in modo particolare.

Dietro quella medaglia europea non c’è soltanto un grande risultato sportivo, ma il percorso di una ragazza che, con sacrificio, disciplina e determinazione, sta costruendo il proprio futuro senza rinunciare ai suoi sogni. E quando sento qualcuno dire che i giovani di oggi non sono come quelli di ieri, che non hanno voglia di impegnarsi, penso che probabilmente si fermino alle apparenze. I giovani sono giovani, ed è proprio questa la loro bellezza: hanno sogni e ambizioni come quelli di ogni tempo.
Certo, i tempi cambiano, così come cambiano i modi di vivere e di comunicare, ma i valori restano gli stessi. Benedetta ne è un esempio concreto. Si allena ogni giorno per inseguire un titolo mondiale, ma allo stesso tempo ha già scelto la strada che percorrerà nella vita.

La storia della giovanissima Benedetta Soscia
Benedetta Soscia nasce a Latina il 5 dicembre 2007 ed è la terza di tre figli, dopo Francesco e Arianna. Il padre Fabrizio, originario di Itri, è un medico infettivologo di grande esperienza e prestigio professionale ed è stato anche primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. La madre, Silvia Berardi, dopo l’esperienza professionale come commercialista, lavora presso la Asl di Latina.
Benedetta cresce in una famiglia dove studio e impegno hanno sempre avuto un ruolo importante. Tranquilla e socievole, dimostra fin da piccola una naturale predisposizione allo studio. Cresce coltivando due grandi passioni: la cinofilia e lo sport, in particolare il tennis iniziato all’età di undici anni. Dopo le elementari in via Tasso e le medie alla Alessandro Volta, si iscrive all’Istituto Luigi Einaudi di Latina, indirizzo Servizi Commerciali.

Il tennis
Dopo anni di allenamento, prima al Tennis Club dei Giardinetti e poi al Nascosa, Benedetta inizia a disputare i primi tornei. Gli allenamenti diventano sempre più intensi e l’impegno richiesto dall’attività agonistica cresce di pari passo. Ma proprio quando il tennis sembra poterle regalare grandi soddisfazioni, arrivano i primi problemi fisici: prima una pubalgia, poi una condropatia alle anche. Gli infortuni la costringono a rallentare e, dopo mesi difficili, arriva la decisione più dolorosa per una giovane atleta: lasciare il tennis.

Il powerlifting
Un capitolo che si chiude, ma non la sua voglia di mettersi in gioco. Nel frattempo, infatti, Benedetta continua ad allenarsi in palestra per mantenere il tono muscolare ed è proprio lì che scopre il powerlifting, disciplina di forza basata su tre esercizi fondamentali con il bilanciere: squat, panca piana e stacco da terra. Dopo circa un anno di fisioterapia per recuperare dall’infortunio che aveva messo fine alla sua esperienza nel tennis, decide di dedicarsi completamente a questo sport che fino a poco tempo prima conosceva appena.

Una scelta destinata a cambiarle la vita e a regalarle, nel giro di pochi anni, le più grandi soddisfazioni della sua giovane carriera sportiva. Seguita dal maestro Paolo Pasqualini nella palestra Wayfit Club, Benedetta viene convinta a partecipare alla sua prima gara nazionale di powerlifting, nel dicembre 2025, che si disputa ad Avezzano. Da perfezionista qual è, non si sente ancora pronta per affrontare una sfida del genere e si presenta alla competizione con più dubbi che certezze.
Le gare nazionali
Ma è il campo a dare il suo verdetto: primo posto nello stacco da terra e secondo sia nella panca piana che nello squat. Il debutto non poteva essere più incoraggiante e le conferma di aver imboccato la strada giusta. Benedetta capisce anche di essere spesso troppo severa con sé stessa e che il lavoro svolto merita maggiore fiducia. Quella gara, oltre a regalarle una grande soddisfazione personale, le apre le porte dei Campionati Europei.

Per una ragazza che fino a poco tempo prima era impegnata a recuperare da un infortunio e a cercare una nuova strada nello sport, è una gioia immensa e la conferma che i sacrifici fatti fino a quel momento non sono stati vani.

Il titolo europeo
Maggio 2026. Benedetta parte per l’Inghilterra, destinazione Wolverhampton, dove si disputano i Campionati Europei. Sa di essere in forma, ma è anche consapevole che dovrà confrontarsi con atlete di altissimo livello. L’obiettivo è fare del proprio meglio e provare a conquistare un piazzamento importante. Il 16 maggio arriva il momento della gara. L’emozione è tanta, ma ancora più forte è la determinazione.
Prova dopo prova acquista fiducia e alla fine arriva il risultato che corona il lavoro di mesi: Benedetta Soscia è campionessa europea di powerlifting. Un traguardo straordinario per una ragazza che solo pochi anni prima era stata costretta ad abbandonare il tennis a causa di un infortunio. Con questa importante vittoria ottiene il pass per i Mondiali

I Mondiali
In questi giorni Benedetta è alle prese con gli esami di maturità, un banco di prova sicuramente meno pesante dei bilancieri che solleva ogni giorno in palestra. Tra una prova e l’altra continua ad allenarsi in vista dei Mondiali in programma a ottobre in Polonia. Nei rari momenti di relax, invece, è facile incontrarla per le strade di Latina insieme ad Alba, la sua inseparabile pastore tedesco, compagna fedele delle passeggiate lontano da libri e allenamenti.

L’incontro con Benedetta
Incontro Benedetta al Circolo Cittadino. Il sorriso aperto e i lunghi capelli ricci raccontano subito l’energia e la determinazione di una ragazza che, nonostante i successi già conquistati, conserva una semplicità disarmante.
Benedetta, ma quando hai iniziato il powerlifting non hai avuto timore di incorrere in un altro infortunio?
“Sì, certo. Infatti prima di iniziare ho dovuto affrontare quasi un anno di fisioterapia per recuperare completamente. Però il tennis e il powerlifting sono due discipline molto diverse. Nel tennis lo stress sulle articolazioni è decisamente maggiore, perché ci sono continui cambi di direzione, scatti e movimenti improvvisi. Nel sollevamento pesi, invece, i movimenti sono più controllati e quindi non sono paragonabili sotto questo aspetto”
Dove ti porterà questo sport?
“Non lo so e, sinceramente, non ci penso troppo. So che non potrei viverci. Adesso il mio obiettivo sono i Mondiali di ottobre in Polonia, poi vedremo. Preferisco concentrarmi su un passo alla volta”
Altre passioni?
“Mi piace molto anche la vela”
Dopo la maturità cosa farai?
“Mi iscriverò sicuramente a Medicina. È il percorso che voglio intraprendere. Per quanto riguarda la specializzazione, mi piacerebbe seguire le orme di mio padre e occuparmi di Malattie Infettive, ma mi interessa molto anche l’Ortopedia. Ho ancora tempo per decidere”
E di Latina cosa pensi?
“Non sono del tutto soddisfatta della mia città, anche se penso che dal punto di vista strategico sia perfetta. Ha grandi potenzialità e potrebbe offrire di più, soprattutto ai giovani”
Cosa manca allora?
“Mancano spazi e infrastrutture per la socialità dei giovani. Luoghi dove incontrarsi, confrontarsi e stare insieme. È un aspetto sul quale, secondo me, si dovrebbe investire di più”

Salutando Benedetta non posso fare a meno di pensare a suo nonno, Memmo Berardi, l’indimenticato preside del Vittorio Veneto, al quale dedicai un articolo qualche anno fa. In lei ritrovo molti dei valori che hanno contraddistinto quella famiglia. Oggi Benedetta sogna un titolo mondiale e una laurea in Medicina. Due obiettivi diversi, ma nati dalla stessa convinzione: che i risultati più importanti arrivano sempre attraverso l’impegno.
©Vietata la riproduzione totale o parziale dell’articolo senza il consenso dell’autore

