“Mimmi” Brignola: il primo pediatra di Latina, tra medicina e musica

“Mimmi” Brignola: il primo pediatra di Latina, tra medicina e musica

Ci sono vite che sembrano seguire una traiettoria precisa, e altre che si costruiscono passo dopo passo, inseguendo strade diverse. Quella di Domenico Brignola, “Mimmi” per gli amici, appartiene a entrambe. Nato nella provincia di Caserta, dopo pochi giorni si trasferisce a Lodi, paese della madre. Poi Roma, e infine Latina, dove arriva seguendo il padre, direttore delle poste, in una città che negli anni Cinquanta cresce a ritmo accelerato. Qui Mimmi inizia come medico condotto, entrando nelle case e nella quotidianità delle famiglie, per poi specializzarsi in pediatria e dedicarsi ai più piccoli. Ma la sua non è solo una storia di medicina: negli anni romani era stato anche musicista, nelle orchestre degli avanspettacoli. Due anime, quella del medico e quella dell’artista, unite da uno stesso filo: l’attenzione profonda per le persone. Vi racconto la sua storia.

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

Giuseppe Bellamio, detto Pino, nasce a Littoria da una famiglia padovana trasferitasi nell’Agro Pontino nel 1934, assegnataria di un podere dell’Opera Nazionale Combattenti sulla via Lunga. La sua infanzia è divisa tra la scuola e il lavoro nei campi, dove aiuta il padre, imparando presto il valore del sacrificio. Crescendo prova a fare il falegname, ma capisce che non è la sua strada. Durante le estati va a Padova, dai parenti, dove lavora come cameriere e scopre il mondo della ristorazione. Intraprendente, determinato e amante della socialità, prende una decisione destinata a cambiare il suo destino: svuota la stalla di famiglia e la trasforma in un circolo ACLI. È l’inizio della sua carriera da ristoratore, che negli anni lo porterà lontano, fino a Cuba.

Andrea Montanino, la macelleria più longeva di Latina

Andrea Montanino, la macelleria più longeva di Latina

Nel 1952, con tante speranze e un mestiere già nelle mani, Andrea Montanino lasciò Nola per approdare a Latina Scalo. Era poco più che un ragazzo, ma sapeva già lavorare la carne con la sicurezza di chi aveva imparato fin da bambino, tra sacrifici e tradizione. Trovò subito posto in una macelleria, iniziando così un percorso fatto di dedizione, pazienza e sogni nel cassetto. Passarono gli anni e quel giovane decise di scommettere su sé stesso. Nel 1963 aprì una piccola macelleria nel centro di Latina. Oggi, a oltre sessant’anni di distanza, quella bottega di carni è diventata la più longeva della città. Ha resistito al tempo, ai cambiamenti e all’avanzare dei supermercati, continuando a vivere grazie alla passione tramandata al figlio Roberto, custode di una storia che profuma ancora di famiglia, lavoro e identità. Questa è la sua storia.

Roberto Calvani, il visionario del Garden Hotel

Roberto Calvani, il visionario del Garden Hotel

Roberto Calvani era nato a Sermoneta in una famiglia agiata. Suo nonno era stato rettore dell’Università Agraria del paese. Ma prima la bonifica e poi la guerra cambiarono ogni cosa. In pochi anni ciò che la famiglia aveva costruito andò perduto e Roberto, primogenito di nove figli, si ritrovò sulle spalle la responsabilità della famiglia dopo la morte del padre. Ancora giovanissimo emigrò in Australia in cerca di opportunità, ma dopo tre anni di duro lavoro decise di tornare. Rientrato in Italia si reinventò come sensale, un mestiere che si rivelò presto molto redditizio. Con uno sguardo rivolto al futuro intuì il potenziale turistico di Latina e diede vita a un progetto ambizioso. Nacque così il Garden Hotel, simbolo della crescita e della modernità della giovane Latina.