
Giulio Furlan, il mobiliere che arrivò a Littoria in bicicletta
Sei giorni in bicicletta, da Monselice fino all’Agro Pontino. Centinaia di chilometri con una piccola valigia di cartone e gli attrezzi del mestiere. Giulio Furlan aveva ventitré anni quando lasciò il Veneto per cercare fortuna in una terra che stava cambiando volto. Era carpentiere e falegname. A differenza dei coloni veneti che arrivavano in treno, non aveva un podere assegnato né una casa ad aspettarlo. Soltanto le sue mani, la voglia di lavorare e la speranza di costruirsi un futuro. E Littoria non era stata ancora inaugurata.



