Rino Caputo, un intellettuale a Latina

Rino Caputo, un intellettuale a Latina

Ci sono persone che sembrano avere chiara la propria strada fin da bambini. Studiano, leggono, si interrogano sul mondo e, mentre gli altri cercano ancora di capire cosa faranno da grandi, loro hanno già cominciato a costruire il proprio futuro. Rino Caputo era uno di quei ragazzi. Nato a Ischitella, nel Gargano, dimostra molto presto una grande predisposizione per lo studio. È l’inizio del percorso di un intellettuale che lo porterà lontano: Roma, l’università, la politica, le battaglie dei giovani ricercatori, l’insegnamento e infine la cattedra nella nascente Università di Tor Vergata. A volte, però, sono i sentimenti, più delle nostre decisioni, a scegliere i luoghi della nostra vita. A Rino accade quando incontra una giovane neolaureata. È l’amore a condurlo a Latina, una città che lo affascina fin dal primo momento e con la quale nasce un legame indissolubile.

Ferruccio Bottan, il vigile del fuoco di Littoria

Ferruccio Bottan, il vigile del fuoco di Littoria

Ferruccio Bottan aveva mani capaci di fare molte cose. Sapevano lavorare il legno, costruire mobili, usare gli attrezzi del carpentiere e dell’ebanista. Ma quelle stesse mani sapevano anche diventare leggere quando prendevano una tromba, una fisarmonica o un mandolino. Quando nel 1932 arriva dal Veneto nell’Agro Pontino insieme alla sua numerosa famiglia, porta con sé tutto quello che ha imparato nel paese d’origine. Davanti trova una terra ancora da costruire e una città che sta per nascere. E Ferruccio, a modo suo, contribuirà a farla crescere. Artigiano, musicista, volontario dei Vigili del Fuoco, sarà soprattutto un uomo profondamente legato alla famiglia e alla comunità. Una di quelle persone che non finiscono nei libri di storia, ma che la storia l’hanno vissuta e, qualche volta, l’hanno fatta con le proprie mani.

Paolo Iannuccelli, una vita tra basket, penna e mare

Paolo Iannuccelli, una vita tra basket, penna e mare

Se dovessi raccontare Paolo Iannuccelli attraverso tre immagini, sceglierei una palla a spicchi, una penna e il mare di Ponza. Tre passioni che sembrano lontane tra loro e che invece raccontano perfettamente la sua vita. Il basket, vissuto sul campo prima da giocatore e poi da allenatore; il giornalismo e la scrittura, con tanti libri e storie dedicate alla pallacanestro e ai personaggi pontini; e infine Ponza, l’isola che ama profondamente e alla quale ha dedicato pagine capaci di conquistare l’attenzione nazionale. Questa volta, però, per me sarà un racconto particolare: perché Paolo, prima ancora di essere il protagonista della mia prossima storia, è un amico.

Francesco Gardin, da colono alla prima cantina sociale di Latina

Francesco Gardin, da colono alla prima cantina sociale di Latina

“Gnif Gnaf”. È così che viene chiamato quel piccolo insediamento dell’Agro Pontino, quando Francesco Gardin vi arriva dal Friuli nel 1933 insieme alla sua numerosa famiglia. Un nome curioso, nato dal rumore degli stivali che affondano nel terreno ancora impregnato d’acqua. Solo nel 1955, con la costruzione della chiesa dedicata a Santa Maria della Letizia, prenderà il nome di Borgo Santa Maria. Francesco ha ventiquattro anni, insieme al padre, comincia subito a lavorare in uno dei tremila poderi messi a disposizione dall’Opera Nazionale Combattenti. Ha frequentato soltanto fino alla terza elementare, ma farà molta strada. Nel dopoguerra sarà tra i primi coloni eletti nel Consiglio comunale di Latina e nel 1960 fonderà la Cantina Sociale Borgo Santa Maria, la prima cooperativa vinicola della città.