Donata Carelli: la voce creativa di Sabaudia

Donata Carelli: la voce creativa di Sabaudia

Oggi vi porto alla scoperta di Donata Carelli, docente di Lettere, giornalista, scrittrice e sceneggiatrice originaria di Sabaudia. La sua solida formazione umanistica, arricchita da un dottorato internazionale tra Italia e Grecia, si riflette in un percorso brillante che unisce insegnamento e scrittura, spaziando dalla narrativa al teatro e fino ad arrivare al cinema. Dietro un’apparente quiete, Donata custodisce una creatività intensa, capace di nutrire ogni suo progetto. Il suo ultimo libro, Io madre mai, affronta con coraggio il tema complesso della maternità. Tra le sue esperienze figura anche la co-sceneggiatura del documentario: “Soltanto un nome nei titoli di testa”, presentato alla 65ª Mostra del Cinema di Venezia.

Roberto Fanella e quei jeans Armani che fecero epoca a Latina

Roberto Fanella e quei jeans Armani che fecero epoca a Latina

Alla fine degli anni Settanta, quando Latina iniziava a respirare le prime ventate di modernità, un giovane intraprendente decise di scommettere sul futuro. Roberto Fanella, appena ventenne, nel 1979, rilevò un piccolo negozio di abbigliamento giovanile in via Carducci, vendeva soprattutto Fiorucci e altri marchi allora simbolo di un’Italia che cambiava. Lo ribattezzò “Carducci 37”, trasformandolo presto in un punto di riferimento per i giovani della città. Nel 1981 arrivò l’intuizione che segnò il suo percorso: aprì un secondo negozio, Venice, credendo nel talento visionario di Giorgio Armani, che in quegli anni lanciava i suoi primi jeans e dava vita al marchio Emporio Armani. Oggi Roberto, dopo quarantasei anni, insieme al figlio Francesco, nel negozio di Corso della Repubblica che porta il suo nome, continua a diffondere stile ed eleganza a Latina.

Piergiulio Subiaco, la memoria storica del Consorzio di Bonifica

Piergiulio Subiaco, la memoria storica del Consorzio di Bonifica

C’è un filo invisibile che lega l’acqua e l’aria nella vita di Piergiulio Subiaco. L’acqua delle terre pontine, che ha imparato a conoscere e proteggere al Consorzio di Bonifica di Latina. E l’aria attraversata dalle onde radio, quando ottenne il brevetto di radioamatore. Due passioni solo in apparenza lontane, unite dallo stesso spirito: la curiosità di ascoltare, comprendere e connettere il mondo che lo circonda. Il suo amore profondo per i canali di bonifica e per il fiume Ufente, da tenere sempre sotto controllo perché le acque non si riprendano l’Agro Pontino. Lo stesso amore che, attraverso le onde radio e il suo apparato, lo ha portato a parlare con il Re di Giordania e con il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, entrambi appassionati radioamatori.                                                                                                                     

La storia di Virgilio Bono, quando il metallo diventava arte  

La storia di Virgilio Bono, quando il metallo diventava arte  

Virgilio Bono è stato una figura di grande rilievo nell’artigianato pontino, un autentico interprete della materia, capace di trasformare il ferro battuto e il rame in opere d’arte di rara bellezza. Maestro incisore, ha unito la forza della tradizione al linguaggio dell’arte contemporanea, creando forme che parlano di equilibrio, luce e movimento. Nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, affermandosi come uno dei più grandi artigiani del suo tempo. La sua bottega, luogo di pazienza e passione, è stata fucina di idee e scuola di vita per molti giovani che hanno avuto la fortuna di apprendere da lui. La sua eredità non è soltanto nelle opere che ha lasciato, ma anche nello spirito con cui ha saputo restituire dignità e poesia al mestiere dell’artigiano, rendendo il metallo una materia viva, quasi dolce, capace di emozionare.