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Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Latina è una città giovane, nata nel Novecento, con un’ identità artistica rimasta per decenni ancorata a un immaginario preciso. Le forme solenni di Ulderico Conti e le figure monumentali di Egisto Caldana e Pasquale Rizzoli hanno scolpito non solo la pietra, ma anche la memoria collettiva della città. Tra madri rurali, seminatori e il Genio della Bonifica, tutto è rimasto a lungo sospeso, quasi cristallizzato. Poi, quasi in silenzio, qualcosa è cambiato. È arrivata Natasha Bozharova, giovane scultrice di origine macedone, che in poco più di dieci anni ha iniziato a lasciare un segno nuovo e riconoscibile. Le sue opere, dall’omaggio agli alpini al volto di Sandro Pertini fino al tributo a Vincenzo D’Amico, aprono Latina a una dimensione contemporanea, viva e in dialogo con il presente.

Sono cresciuto tra le Madri Rurali del Palazzo M, giocando da bambino attorno a quelle figure silenziose che, illuminate la sera da due fari potenti, sembravano prendere vita. È lì che è nato il mio primo sguardo sull’arte, un legame emotivo diventato negli anni curiosità e poi ricerca. Crescendo, ho iniziato a scoprire i nomi dietro le opere più rappresentative della città, quasi tutte legate al periodo di Littoria.

Tra questi emergono lo scultore romano Ulderico Conti, il veneto Egisto Caldana e l’emiliano Pasquale Rizzoli, autori che hanno definito l’identità visiva di Latina. Le loro opere, distribuite tra il Palazzo M, Piazza del Quadrato e Piazza Bruno Buozzi, raccontano una stagione artistica precisa, ancora oggi capace di influenzare lo sguardo di chi attraversa questi spazi quotidianamente. Dopo di loro, va ricordato anche Peppino Quinto, scultore pontino che negli anni Settanta realizzò la statua dedicata a Giuseppe Giuliano, posta dietro le Madri Rurali al Palazzo M.

Latina Palazzo M: le “Madri Rurali” dello scultore Ulderico Conti. Alle spalle la statua di “Giuseppe Giuliano” dello scultore Peppino Quinto

Come ben sapete, sono appassionato delle storie della mia città e il mio interesse non si ferma al passato, ma guarda anche al presente. Mi piace raccontare le vicende di chi, pur essendo arrivato qui da pochi anni, sta già contribuendo a scrivere nuove pagine della storia di Latina. Per questo ho deciso di raccontare Natasha Bozharova, artista che ha scelto di vivere qui e che, attraverso le sue opere, ha dimostrato un legame autentico con la città. Ho chiesto il contatto all’amico Fabio D’Achille e ho organizzato l’intervista.

Natasha Bozharova e quel suo amore per l’arte

Natasha Bozharova nasce il 15 ottobre 1981 a Skopje, in una famiglia unita e radicata nel lavoro. È la secondogenita, dopo il fratello Vladimir. Il padre, Aleksander, ingegnere, dopo l’indipendenza della Macedonia del Nord dalla ex Jugoslavia, nel 1991 avvia una propria attività dedicata alla progettazione di edifici, strade e infrastrutture. La madre, Rosa, lavora invece come impiegata in una grande azienda alimentare.

Fin da piccola Natasha mostra un carattere determinato. Alle scuole elementari scopre il disegno: è una vera folgorazione. Da quel momento non smetterà più di coltivare questa passione, che la accompagna per tutta la scuola dell’obbligo. Il primo ostacolo arriva però al momento di scegliere le superiori. I genitori la vorrebbero indirizzare verso studi di Giurisprudenza. Solo il nonno materno, Dushan, intuisce il suo talento e cerca di sostenerla, senza però riuscire a far cambiare idea alla famiglia, che la iscrive all’istituto scelto per lei.

Natasha Bozharova a cinque anni

Ma Natasha non è una ragazza che si arrende facilmente: continua a disegnare e dipingere, anche quando la famiglia la vorrebbe concentrata solo sugli studi. Durante gli anni delle superiori riesce comunque a ritagliarsi uno spazio tutto suo, iniziando a frequentare corsi presso l’istituto di belle arti di Skopje.

AleKsander e Rosa: genitori di Natasha Bozharova

L’ingresso ufficiale nell’arte

Dopo la maturità arriva la svolta: i genitori si arrendono e le permettono di scegliere il proprio percorso. Natasha si iscrive così alla facoltà di Belle Arti, dando forma concreta alla sua vocazione. In quegli anni, grazie a un amico, incontra il professor Vladimir Georgievski, uno dei più importanti artisti macedoni.

Skopje Macedonia del Nord: il Mendicante, opera in bronzo di Natasha Bozharova collocata nella piazza principale della città

La prima volta che entra nel suo studio, le sembra di varcare la soglia di una bottega medievale. Rimane subito affascinata, non solo dal luogo, ma anche dal carisma del maestro. Georgievski osserva i suoi lavori e ne intuisce immediatamente il talento.

Sculture di personaggi storici realizzate dalla maestra Natasha per essere posizionate sulla facciata di un palazzo storico nel centro di Skopje

Da quel momento, una volta a settimana, Natasha frequenta quello studio, che diventa un luogo di crescita e scoperta: non solo tecnica, ma arte in ogni sua forma. È lì che affina il suo sguardo e costruisce le basi della propria identità artistica, avvicinandosi anche alla scultura. Un incontro che le cambia il modo di vedere l’arte.

La maestra Natasha Bozharova mentre lavora su una sua opera

Terminati gli studi universitari, apre uno studio in città per dedicarsi completamente alla sua arte. Con il tempo, però, avverte il bisogno di isolarsi per ritrovare una dimensione più intima. Si trasferisce in una casa nel bosco, lontano da Skopje, iniziando un lungo periodo di riflessione e lavoro intenso.

È proprio in questa fase che la sua produzione diventa più ricca e matura: pittura, disegno e scultura si intrecciano in un percorso di ricerca profonda. Al termine di questa esperienza, torna a Skopje con una consapevolezza nuova e uno stile ormai definito.

L’arrivo a Latina

Nel 2012 Natasha trascorre una vacanza a Roma ed è lì che incontra l’artista pontino Mauro De Martino. Tra i due nasce subito un legame profondo, che nel tempo si trasforma in una storia d’amore. Un anno dopo è lui a raggiungerla in Macedonia, dove Natasha vive con la figlia Veronika, nata da una precedente relazione.

Natasha Bozharova con Fabio D’Achille

Si sposano nel 2015. L’anno successivo, tra il desiderio di Mauro di tornare a Latina e quello di Natasha di aprirsi a nuovi orizzonti, decidono di partire. Una scelta non semplice, soprattutto per lei, che nella sua città aveva già avviato un percorso artistico importante.

A Latina Natasha incontra Fabio D’Achille, figura attiva nella promozione culturale del territorio pontino, che la coinvolge in una mostra collettiva a Sabaudia. È il primo passo di un nuovo percorso, che segna l’inizio della sua vita artistica nella città che la accoglie con curiosità e apertura.

Latina via Don Morosini: Natasha posa accanto alla sua opera dedicata al Presidente Sandro Pertini

Da quel momento il suo lavoro inizia a farsi conoscere sempre di più, fino ad arrivare alla prima commissione importante: il busto del Presidente Sandro Pertini in via Don Morosini, inaugurato il 24 febbraio 2018. Invece, nel 2019, in occasione del decennale della sfilata degli Alpini a Latina, realizza un’altra opera significativa: la scultura raffigurante un Alpino accanto a una bambina, simbolo della giovane città e del suo futuro. L’opera viene collocata in Corso della Repubblica, tra due portici.

Latina Corso della Repubblica: il monumento agli Alpini della maestra Natasha Bozharova

L’ultima sua opera è dedicata al più grande calciatore di Latina, Vincenzo D’Amico. Il suo mezzo busto è stato scoperto l’11 marzo 2026, in occasione dell’inaugurazione del centro sportivo che porta il suo nome, aggiungendo un nuovo tassello al percorso dell’artista e al racconto contemporaneo della città.

Latina: il busto dell’indimenticato calciatore Vincenzo D’Amico nel centro sportivo che porta il suo nome. Opera è della maestra Natasha Bozharova

Oggi Natasha, oltre a portare avanti le sue creazioni, si dedica anche all’insegnamento delle tecniche scultoree, trasmettendole come un vero e proprio alfabeto espressivo, attraverso cui ogni allievo può costruire il proprio linguaggio creativo.

L’incontro

Incontro Natasha al Circolo Cittadino, dove è custodita anche una sua opera dedicata a Francesco Mansutti. Mi accoglie con semplicità e mi sorprende subito: parla italiano con una naturalezza che supera quella di molti madrelingua.

Latina Circolo Cittadino: la Sindaca Matilde Celentano scopre la scultura della maestra Natasha dedicata a Francesco Mansutti

Si dice onorata per il mio interesse verso la sua storia, ma la sensazione è reciproca. Sono io a sentirmi privilegiato nell’intervistare un’artista che, pur non essendo nata qui, è ormai profondamente legata a questa terra. Una presenza che Latina ha fatto sua e che, attraverso l’arte, continua a raccontarla e arricchirla.

Natasha come ti trovi in questa città?

“Mi trovo molto bene. Latina è una città che offre spazio, sia fisico che mentale, e qui mi sono sentita subito ispirata. Ho incontrato persone che mi hanno accolta con calore e che stimano il mio lavoro: per un artista, questo è fondamentale”

Ormai sono dieci anni che vivi qui, ti senti un po’ pontina?

“Io qui mi sento a casa. Adesso però mi sono trasferita a Priverno perché avevo necessità di un ambiente più ampio. Però ogni mattina vengo a Latina dove tengo i miei corsi di scultura”

Dipingi ancora?

“Ogni tanto. La scultura mi assorbe quasi completamente”

Progetti?

“Con Fabio D’Achille, con cui collaboro fin dal mio arrivo qui, stiamo lavorando a un ponte culturale tra Latina e Skopje. Il progetto è già a buon punto e speriamo di riuscire a realizzarlo presto: l’idea è quella di organizzare due festival che coinvolgano artisti locali e macedoni”

Oggi cosa pensano di te i tuoi genitori?

“Sono orgogliosi del mio lavoro e sono di grande supporto. Seguono tutte le mie attività con molta attenzione e rispetto. Spesso collaboro con mio padre ai progetti che richiedono soluzioni artistiche e pezzi unici. Per esempio, l’ultimo lavoro svolto insieme, pochi mesi fa, è stata la realizzazione di una scultura di grandi dimensioni per un giardino pubblico a Skopje”

L’ultima scultura della maestra Natasha Borzharova realizzata per i giardini pubblici di Skopje

Latina è nata dall’incontro, dal coraggio di chi è arrivato qui da lontano per costruire una vita nuova. È una città che ha saputo accogliere i nostri nonni e i nostri padri, offrendo opportunità e futuro, e che oggi continua a fare lo stesso con chi sceglie di viverla. La storia di Natasha Bozharova si inserisce proprio in questa tradizione: un nuovo percorso che si intreccia con quello di una comunità in continuo divenire. Perché Latina, ieri come oggi, vive anche delle storie di chi arriva e decide di restare… lasciando un segno

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