Aurora Neri e il primo negozio di pasta all’uovo di Latina

Aurora Neri e il primo negozio di pasta all’uovo di Latina

Quando Aurora Neri arrivò a Latina dalla provincia di Viterbo, nel 1960, intuì immediatamente che quella città giovane e in piena espansione avrebbe accolto con entusiasmo la tradizione della pasta all’uovo fatta a mano. Aveva già esperienza grazie al negozio di Civita Castellana, ma scelse di ricominciare altrove, inseguendo nuove opportunità. Il successo fu immediato: il profumo delle sfoglie fresche conquistò famiglie, lavoratori e nuovi residenti. Non avendo figli, Aurora chiamò accanto a sé il nipote Filippo, che aveva già imparato il mestiere lavorando con lei da ragazzino. Da allora sono passati sessantasei anni, e Pasta all’Uovo Neri continua ancora oggi, orgogliosamente, con la quarta generazione. Una storia di sapori autentici, diventati parte dell’identità stessa della città pontina.

Fabio Falsetti e quel sogno chiamato “Shoes”

Fabio Falsetti e quel sogno chiamato “Shoes”

A Latina lo ricordano ancora come un uomo che non aveva paura di sporcarsi le mani. Da ragazzo, per decisione severa di suo padre, fu mandato a lavorare in un mulino: “Devi capire cos’è la fatica”, gli disse. Tra sacchi di farina e notti insonni, imparò davvero. Ma non si fermò lì. Con uno sguardo sempre rivolto avanti, ebbe un’intuizione semplice e geniale: le macchinette per distribuire noccioline nei bar. Fu solo l’inizio. In pochi anni divenne tra i primi a portare jukebox, flipper e biliardi nei locali di Latina e provincia, cambiando il volto del tempo libero cittadino. Alla fine degli anni Sessanta fece un’altra scelta audace: rilevò un negozio di elettricità sul corso principale e lo trasformò in una raffinata boutique di scarpe: la chiamò Shoes. Morì troppo presto, ma la sua visione vive ancora oggi.

Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Latina è una città giovane, nata nel Novecento, con un’ identità artistica rimasta per decenni ancorata a un immaginario preciso. Le forme solenni di Ulderico Conti e le figure monumentali di Egisto Caldana e Pasquale Rizzoli hanno scolpito non solo la pietra, ma anche la memoria collettiva della città. Tra madri rurali, seminatori e il Genio della Bonifica, tutto è rimasto a lungo sospeso in un tempo immobile, quasi cristallizzato. Poi, quasi in silenzio, qualcosa è cambiato. È arrivata Natasha Bozharova, giovane scultrice di origine macedone, che in poco più di dieci anni ha iniziato a lasciare un segno nuovo e riconoscibile. Le sue opere, dall’omaggio agli alpini al volto di Sandro Pertini fino al tributo a Vincenzo D’Amico, aprono Latina a una dimensione contemporanea, viva e in dialogo con il presente.

“Mimmi” Brignola: il primo pediatra di Latina, tra medicina e musica

“Mimmi” Brignola: il primo pediatra di Latina, tra medicina e musica

Ci sono vite che sembrano seguire una traiettoria precisa, e altre che si costruiscono passo dopo passo, inseguendo strade diverse. Quella di Domenico Brignola, “Mimmi” per gli amici, appartiene a entrambe. Nato nella provincia di Caserta, dopo pochi giorni si trasferisce a Lodi, paese della madre. Poi Roma, e infine Latina, dove arriva seguendo il padre, direttore delle poste, in una città che negli anni Cinquanta cresce a ritmo accelerato. Qui Mimmi inizia come medico condotto, entrando nelle case e nella quotidianità delle famiglie, per poi specializzarsi in pediatria e dedicarsi ai più piccoli. Ma la sua non è solo una storia di medicina: negli anni romani era stato anche musicista, nelle orchestre degli avanspettacoli. Due anime, quella del medico e quella dell’artista, unite da uno stesso filo: l’attenzione profonda per le persone. Vi racconto la sua storia.