I fratelli Cassandra: dal piccolo forno alla grande distribuzione

I fratelli Cassandra: dal piccolo forno alla grande distribuzione

La storia dei fratelli Cassandra è anche la storia di una terra che nasce, resiste e si trasforma. Partono dalla provincia di Caserta e arriva, alla fine degli anni Trenta, a Cisterna di Littoria, quando l’Agro Pontino è ancora un cantiere di speranze e sacrifici. Sono anni complessi, segnati da scelte coraggiose e da un futuro tutto da costruire. La Seconda guerra mondiale interrompe, sconvolge, costringe a ricominciare. Ed è proprio da un piccolo forno e da un modesto negozio di alimentari che i Cassandra ripartono, affidandosi al duro lavoro quotidiano. Poi il trasferimento a Latina, l’apertura di un primo magazzino all’ingrosso e, passo dopo passo, l’ingresso nel mondo della grande distribuzione segnano l’inizio di un’ascesa che affonda le radici nella fatica, nella visione e in un forte legame con il territorio. Vi racconto i fratelli Cassandra.

Virginio Moro e il Felix: quando la notte diventa storia

Virginio Moro e il Felix: quando la notte diventa storia

Sono sempre stato affascinato dal mondo delle discoteche, non l’ho mai nascosto: raccontare questa storia, in fondo, è anche un modo per tornare sulla strada della mia giovinezza. A Latina il nome di Virginio Moro è legato indissolubilmente alle notti della città. Con la sua discoteca Felix, la più longeva del capoluogo pontino, ha saputo interpretare i cambiamenti generazionali, mantenendo sempre vivo il cuore pulsante del divertimento notturno. Non solo imprenditore capace di leggere i tempi, ma anche ideatore di eventi speciali come: “La Notte dei Gatti”, il premio che ogni anno celebra le eccellenze del territorio. Un appuntamento che nel 2025 taglia il traguardo della sua trentunesima edizione, confermando la visione e la capacità di Virginio di andare oltre le piste da ballo, valorizzando la comunità che lo circonda. Per questo, più che un racconto, il suo è diventato un frammento di storia cittadina.

In ricordo di Marinella Di Rezze, la mia fioraia di fiducia

In ricordo di Marinella Di Rezze, la mia fioraia di fiducia

Marinella Di Rezze aveva poco più di vent’anni quando decise di rilevare un piccolo negozio di fiori che si chiamava Il Tulipano. Non sapeva nulla di quel mestiere, ma si buttò lo stesso, con quell’incoscienza che appartiene solo ai giovani. Col tempo la passione la conquistò: imparò a conoscere i fiori, a comporre bouquet, a riconoscere in ogni cliente il fiore giusto. Bella, dolce e gentile, Marinella era diventata la mia fioraia di fiducia. Poi, in un pomeriggio di luglio di venticinque anni fa, il destino le tese un agguato su una di quelle strade dritte e strette, nate con la bonifica dell’Agro Pontino. Strade apparentemente tranquille, ma che nascondono insidie, come l’incrocio tra la  Strada della Segheria e via Zi Maria, dove perse la vita. Marinella era una persona a me cara, e questo racconto lo scrivo per lei.

Alberto Pizzi: il vecchio “Comunale” e il suo terzino destro

Alberto Pizzi: il vecchio “Comunale” e il suo terzino destro

Alberto Pizzi fa parte di quei calciatori rimasti incisi nella memoria dei tifosi del Latina Calcio, quando le immagini sembravano scorrere solo in bianco e nero. Cresciuto nelle giovanili del Parma, il suo talento lo ha portato a calcare i campi in diverse città, indossando maglie e colori differenti. Negli anni Sessanta, il destino lo ha condotto a Latina, allora giovane e vivace realtà sportiva, dove non solo ha trovato una squadra pronta ad accoglierlo, ma anche l’amore e un senso di appartenenza che lo hanno spinto a restare per sempre. Da quel momento, la città pontina è diventata la sua casa, e il suo nome resta ancora oggi legato a quella mitica formazione del Latina che, per talento e cuore, avrebbe meritato una categoria più blasonata.