Bruno Bulgarelli, storia di lavoro, passione e amore per Latina

Bruno Bulgarelli, storia di lavoro, passione e amore per Latina

La storia di Bruno Bulgarelli è una di quelle che si intrecciano con la storia stessa di Latina. Figlio di un emiliano e di una friulana arrivati nell’Agro Pontino negli anni Trenta, appartiene a quella generazione cresciuta con il valore del sacrificio e del lavoro. A undici anni scartavetrava le porte di un edificio; era il primo di una lunga serie di mestieri affrontati con determinazione. Partito dal nulla, passo dopo passo, è diventato il più importante venditore di carne del territorio. Oggi, però, la sua energia è rivolta soprattutto alla città che lo ha visto crescere: da presidente del Circolo Cittadino e tra gli ideatori del Premio Internazionale di Fotografia, continua a investire tempo, idee e passione per la valorizzazione di Latina. Una dedizione silenziosa e concreta che merita di essere raccontata.

Antonietta Parisi: la mamma di Daniele e quel regalo arrivato da Michael Jackson

Antonietta Parisi: la mamma di Daniele e quel regalo arrivato da Michael Jackson

Nel 1999 Antonietta Parisi perse suo figlio Daniele, dopo quindici anni di malattia, speranze e battaglie combattute giorno dopo giorno. Per tutto quel tempo aveva cercato di regalargli una vita piena, intensa, normale quanto possibile, pur sapendo che il tempo a disposizione sarebbe stato poco. Un dolore così avrebbe spezzato chiunque. Lei, invece, trovò la forza di trasformarlo in qualcosa capace di aiutare gli altri. Nacque così un’associazione dedicata a Daniele. Da allora Antonietta, che a Latina tutti conoscono come “la mamma di Daniele”, non ha mai smesso di impegnarsi: raccolte fondi, iniziative, mercatini, sempre con un obiettivo preciso, offrire un aiuto concreto alla comunità attraverso la donazione di attrezzature mediche. Questa, che vi sto per raccontare, è la storia di una madre che ha scelto di non arrendersi mai.

Roberto Lazzeri, il sorriso che Latina non ha dimenticato

Roberto Lazzeri, il sorriso che Latina non ha dimenticato

Ci sono persone che sembrano avere il dono della leggerezza. Entrano in una stanza e portano con sé un sorriso, un’energia, la sensazione che la vita, con loro, abbia un passo più sicuro. A Latina molti ricordavano così quel dentista: brillante, curioso, innamorato dei viaggi e della corsa, uno che aveva inseguito chilometri e orizzonti fino alla maratona di New York. Era Roberto Lazzeri. Poi arrivò quel Ferragosto del 2013. E con lui una domanda rimasta sospesa nelle conversazioni, nei ricordi, nei silenzi: com’era possibile? Forse perché il dolore non sempre ha il volto che immaginiamo. Ci sono sofferenze che imparano a restare invisibili, che si nascondono dietro la normalità dei giorni, dietro un sorriso che tutti credono autentico perché nessuno ha motivo di dubitarne.

Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Latina è una città giovane, nata nel Novecento, con un’ identità artistica rimasta per decenni ancorata a un immaginario preciso. Le forme solenni di Ulderico Conti e le figure monumentali di Egisto Caldana e Pasquale Rizzoli hanno scolpito non solo la pietra, ma anche la memoria collettiva della città. Tra madri rurali, seminatori e il Genio della Bonifica, tutto è rimasto a lungo sospeso in un tempo immobile, quasi cristallizzato. Poi, quasi in silenzio, qualcosa è cambiato. È arrivata Natasha Bozharova, giovane scultrice di origine macedone, che in poco più di dieci anni ha iniziato a lasciare un segno nuovo e riconoscibile. Le sue opere, dall’omaggio agli alpini al volto di Sandro Pertini fino al tributo a Vincenzo D’Amico, aprono Latina a una dimensione contemporanea, viva e in dialogo con il presente.