Roberto Andreatini, l’ultimo dei restauratori a Latina

Roberto Andreatini, l’ultimo dei restauratori a Latina

Ci sono mestieri che sembrano appartenere a un altro tempo. Mestieri fatti di mani, pazienza, esperienza e passione. A Latina resiste ancora una bottega dove le opere d’arte tornano a vivere e altre prendono forma. È quella di Roberto Andreatini, un uomo che, dopo una vita trascorsa tra restauro, scultura e insegnamento, ancora oggi non sa bene come definirsi: restauratore o scultore? Nato ad Ancona, il suo rapporto con l’arte comincia prestissimo e lo porta fino all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1978 arriva al Liceo Artistico di Latina, dove rimane per trentasei anni, prima come professore e poi come vicepreside. Ma non abbandona mai il restauro e la scultura. Ancora oggi la sua bottega è un luogo d’incontro per artisti e appassionati. E lui è lì, sempre pronto ad accoglierti con delicatezza.

Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Latina è una città giovane, nata nel Novecento, con un’ identità artistica rimasta per decenni ancorata a un immaginario preciso. Le forme solenni di Ulderico Conti e le figure monumentali di Egisto Caldana e Pasquale Rizzoli hanno scolpito non solo la pietra, ma anche la memoria collettiva della città. Tra madri rurali, seminatori e il Genio della Bonifica, tutto è rimasto a lungo sospeso in un tempo immobile, quasi cristallizzato. Poi, quasi in silenzio, qualcosa è cambiato. È arrivata Natasha Bozharova, giovane scultrice di origine macedone, che in poco più di dieci anni ha iniziato a lasciare un segno nuovo e riconoscibile. Le sue opere, dall’omaggio agli alpini al volto di Sandro Pertini fino al tributo a Vincenzo D’Amico, aprono Latina a una dimensione contemporanea, viva e in dialogo con il presente.