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Eutimio Catone, il barbiere di Latina che vinse la “Corrida”

Latina è una città che ha la musica nel sangue, forse per questo i talenti musicali non sono mai mancati, a partire dalla sua fondazione. Il conservatorio Ottorino Respighi ne è la testimonianza: Latina è una città musicale. Qualche talento l’ho già raccontato, come il chitarrista Orazio Di Pietro. Negli anni sessanta, nella nostra zona, vennero alla luce diversi complessi sulla scia emozionale dei Beatles. Si esibivano nei vari locali da ballo, disseminati nei borghi e nel centro della città. Il personaggio che sto per raccontarvi suonava divinamente il mandolino. Il suo talento venne premiato in uno dei programmi televisivi più seguiti negli anni ottanta, condotto dal primo presentatore della Rai, Corrado Mantoni. Il programma era “La Corrida” e il talentuoso musicista di Latina si chiamava Eutimio Catone, di mestiere Barbiere.

La voglia di narrare la storia che sto per raccontarvi, nasce da un mio errore. Il mio amico Gian Paolo Calzolari, con estrema delicatezza, mi ha segnalato la disattenzione su un mio articolo: avevo scritto violino al posto di mandolino. Nel messaggio, mi ha anche allegato un video di un fratello di suo zio che suonava il mandolino nella trasmissione La Corrida. Si stava esibendo con un suo cugino chitarrista. La strana coppia di anziani teneva testa a Corrado, il più ironico dei presentatori. Mi sono goduto l’esilarante video e mi è venuta voglia di approfondire su quel particolare personaggio di Latina.

Quando ho sentito il nome e cognome, Eutimio Catone, mi è venuto subito in mente il mio amico Marco e alla domanda se potesse essere il figlio, Gian Paolo ha risposto affermativamente. Non era difficile capirlo, anche perché Marco gravita nel mondo della musica, essendo un bravo batterista. A quel punto l’ho chiamato e abbiamo deciso di incontrarci.

La curiosa storia di Eutimio Catone, tra forbici e mandolino

Eutimio Catone nasce a Sermoneta il 12 dicembre del 1919. Secondo di cinque figli di Angelo e Paola. Già da bambino Eutimio dimostra il suo talento musicale. Inizia a suonare il mandolino a cinque anni, ed è subito considerato un bambino prodigio. Dopo la quinta elementare, continua gli studi musicali, ma i suoi genitori lo spingono affinché impari anche un mestiere, perché di sola musica non si campa, soprattutto in un piccolo paese come Sermoneta. Inizia così a lavorare da un barbiere.

Sermoneta anni ’20: i musicisti del paese. Eutimio Catone è il bambino a dx, inginocchiato con il suo mandolino

Oltre al mandolino impara a suonare anche il flauto traverso. Lo suona così bene che viene chiamato in un’orchestra fiorentina, come primo flautista. Abituato a Sermoneta, per lui Firenze è un altro mondo. È anche un bel ragazzo e le distrazioni sono parecchie. Lì conosce una ragazza, figlia di un ambasciatore di un paese dell’Est Europa, ma per lui non è una relazione seria, ha solo voglia di divertirsi. Ma non ha fatto i conti con l’ambasciatore che non la prende affatto bene. Per non trovarsi in una brutta situazione, sarà costretto a tornarsene in quel di Sermoneta.

Eutimio Catone (secondo da dx) insieme ai suoi amici

Per guadagnarsi da vivere, torna a lavorare dal barbiere del suo paese e per arrotondare inizia a fare le serenate sotto casa delle promesse spose. Ma in più di qualche circostanza le ragazze gli lanciano sguardi ammiccanti e languidi, creando imbarazzo ai suoi compaesani innamorati. Intanto è stata fondata Littoria, ed Eutimio trova lavoro come esattore delle tasse nella nuova città. Ma ben presto dovrà partire per la naia e contemporaneamente per la guerra. Viene mandato in Albania, e poi trasferito nella zona sud della Francia occupata dagli italiani.

A Saint Chamond, nel dipartimento della Loira, Eutimio conosce un barbiere unisex e inizia a collaborare con lui. Finita la guerra torna a Littoria. I suoi genitori hanno occupato una casa popolare, come hanno fatto tanti altri sfollati, ma il posto da esattore è stato preso da un’altra persona e quindi si ritrova disoccupato. Contatta il barbiere francese che gli offre nuovamente lavoro. Dalla Francia torna nelle feste comandate. E in una di quelle giornate, passate a Latina, conosce Gioconda, una ragazza di origine leccese. I due si innamorano e, nel 1950, convolano a nozze. Andranno a vivere in Francia.

Eutimio Catone con il suo mandolino

Nella cittadina francese di Saint Chamond, nel 1952, nascerà il loro primo figlio, Marco. Ma il freddo intenso, a ridosso delle Alpi, non fa bene alla salute di Eutimio sofferente di pressione alta. Nel 1954 decidono di tornare a Latina dove il clima è tutt’altra cosa. Eutimio apre una barberia nella piazza del tribunale, però la terrà per poco tempo. Un amico gli dà la dritta di fare il barbiere per i malati, all’interno dell’ospedale Santa Maria Goretti.

Ogni mattina va in giro per le camere con la sua valigetta, per chi vuole farsi la barba o il taglio dei capelli. Così ha tutti i pomeriggi liberi per dedicarsi alla musica. Spesso la sera va a suonare nei vari locali della provincia, ma anche a Napoli e a Roma. Intanto nasce il secondo figlio, Paolo.

Eutimio Catone e il cugino Ermete Manciocchi alle prove de La Corrida

Eutimio e la vittoria a La Corrida -dilettanti allo sbaraglio-

La Corrida era un programma ideato da Corrado e Riccardo Mantoni. Andato in onda in radio, dal 1968 fino al 1979, poi trasmesso in televisione su Canale 5 dal 1986. Corrado fu il primo presentatore televisivo della Rai. Aveva iniziato ancor prima in radio. Fu lui ad annunciare, nel 1945, la fine della seconda guerra mondiale. Radiofonicamente il programma La Corrida, funzionò molto bene, ma in tv fu un vero successo. Le espressioni ironiche di Corrado, verso i partecipanti, restano inimitabili.

Il programma consisteva nell’esibizione di dilettanti allo sbaraglio. Il pubblico in sala decideva le sorti delle sfide, applaudendo oppure fischiando e suonando campanacci per quelle meno apprezzate. In una delle primissime puntate un parente del cugino di Eutimio Catone mandò il provino alla redazione del programma. E quindi all’oscuro di tutto Eutimio e il cugino Ermete Manciocchi, vennero scelti per partecipare a La Corrida. Con mandolino e chitarra, i due anziani signori si presentarono davanti a Corrado che li guardava con tenerezza.

Eutimio, Edmondo e Corrado mentre vengono premiati

La performance fu perfetta. Guadagnarono la finale, e alla fine vinsero. Il premio consisteva in un orologio dal valore di due milioni e mezzo di lire. Corrado non mancò di ironizzare pure sul premio: chiese ai due come avrebbero fatto a dividerlo. Edmondo gli rispose, ironicamente, che si accontentavano dei propri orologi. La puntata finì con la replica della loro performance.

Il video di Eutimio e Ermete a La Corrida

I ricordi del figlio di Eutimio, Marco Catone

Dopo un breve scambio di messaggi, chiamo Marco per incontrarlo, ma lui è super impegnato. Si giustifica dicendo che deve fare il nonno, però poi ammette che ha le prove con il suo gruppo. Alla fine ci accordiamo: appuntamento per il giorno dopo al bar Mimì.

Marco è inutile chiederti da dove arriva la passione per la musica, quindi raccontami di tuo padre. Cos’era la musica per lui?

“Era tutto, si può dire che ha suonato tutta la vita. Aveva un orecchio musicale incredibile. Ricordo che quando facevano Sanremo, in pochi minuti, riusciva a suonare tutte le canzoni”

Ha avuto una vita piuttosto movimentata da giovane

“Era un bel ragazzo e le donne se lo contendevano. Alle case popolari suonava sul  terrazzo di casa per allenarsi e i vicini apprezzavano. Alcuni cantavano, altri ballavano e le ragazze sognavano. Credo si sia divertito abbastanza, infatti si è sposato tardi per quell’epoca, aveva trentuno anni. Però poi ha messo la testa a posto e si è dedicato alla famiglia”

Secondo te, con le sue qualità, avrebbe potuto fare di più con la musica?

“Credo di sì. Quando i militari americani lo sentirono suonare, gli dissero che in America avrebbe potuto fare fortuna suonando il banjo-mandolino, ma lui stava bene a Latina”

Chi prese poi l’orologio della vincita a La Corrida?

“La Rai lo regalò a entrambi”

Anche molto anziano, Eutimio Catone continuò a suonare il mandolino. Morirà il 7 maggio 1992

E già, Latina dagli infiniti talenti che vanno via e poi ritornano, che vanno via e non la dimenticano. Calcutta nel suo ultimo concerto, al Palalottomatica dell’Eur, ha proiettato alcune immagini di Latina e mia figlia, sotto il palco, ha sbandierato la sciarpa del Latina calcio, e lui le ha sorriso. No, Latina, nonostante i suoi difetti non si dimentica.

2 Comments

  1. Complimenti per l’articolo, assai informativo su un personaggio interessante. Bisognerebbe anche farne uno su Ermete Manciocchi, fratello di mia nonna e anche lui personaggio assai interessante. Era figlio di Lino Manciocchi, che pur non avendo mai studiato musica fu ottimo musicista e direttore della banda municipale di Sermoneta.
    Il suo nome completo era Ermete Edmondo Manciocchi, ma noi lo chiamavamo “zio Temondo”. L’amministrazione comunale di Latina gli ha intitolato un parco giochi.

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