Claudio Rabboni e la prima agenzia immobiliare di Latina

Claudio Rabboni e la prima agenzia immobiliare di Latina

Nel 1964 Latina è una città giovane e in piena crescita. Eppure, non c’è ancora un’agenzia immobiliare. Claudio Rabboni vive ad Alessandria, ma ha conservato i rapporti con alcuni amici d’infanzia romani. Sono proprio loro a parlargli di Latina e delle opportunità che quella città può offrire. Claudio decide allora di andare a vedere di persona. Parte insieme all’amico e collega Ulisse Cavallari e i due capiscono che vale la pena provarci. Si trasferiscono a Latina e in via Duca del Mare aprono la prima agenzia immobiliare della città. È l’inizio di una storia che finirà per intrecciarsi con la crescita economica e industriale del territorio. Grazie alle sue capacità di mediatore, Claudio contribuirà anche all’arrivo di alcune importanti industrie. Oggi ha novant’anni e ha deciso di raccontarmi la sua straordinaria avventura.

La famiglia Callari e quel ristorante all’Acciarella

La famiglia Callari e quel ristorante all’Acciarella

“Andiamo da Callari.” Oppure: “Andiamo alla Faraona”. C’era anche chi diceva semplicemente: “Andiamo all’Acciarella”. Nessuno, o quasi, lo chiamava con il suo vero nome: Torre Astura. Eppure quel ristorante, aperto nel 1968, è rimasto nel cuore di intere generazioni di latinensi. Dietro quei sapori, quelle tavolate e quei ricordi c’era una famiglia arrivata nell’Agro Pontino in cerca di un futuro migliore. Tutto cominciò con Domenico Callari, esperto agricoltore chiamato a lavorare nelle terre del principe Borghese.

Giovanni Pedà, il tabaccaio di via Emanuele Filiberto

Giovanni Pedà, il tabaccaio di via Emanuele Filiberto

A Montebello Ionico, piccolo paese della provincia di Reggio Calabria, Giovanni Pedà nasce in una famiglia di contadini. Dopo le scuole elementari, per necessità, inizia a lavorare, ma il suo sogno è un altro: diventare un ciclista professionista. Sembrava a un passo dal realizzarlo, ma la guerra gli cambiò il destino. Il fronte, la prigionia dopo l’armistizio e, infine, il ricongiungimento con la famiglia, trasferitasi nel frattempo a Littoria, cambiarono per sempre il corso della sua esistenza. Qui ricominciò da capo. Con il lavoro, il sacrificio e una straordinaria capacità di ricostruire la propria vita, sarebbe diventato uno dei volti più conosciuti di Latina, dietro il bancone della storica tabaccheria di via Emanuele Filiberto e nella vita pubblica della città.

Domenico Rocco, da impagliatore di sedie a imprenditore

Domenico Rocco, da impagliatore di sedie a imprenditore

Una sedia capovolta, un fascio di stramma e due mani che intrecciano con pazienza. Comincia così la storia di Domenico Rocco. Quell’arte antica, di impagliare le sedie, l’aveva imparata da bambino a Ventosa, piccola frazione di Santi Cosma e Damiano. Sembrava quello il suo destino. Ma la vita aveva in serbo altri progetti. La guerra, una tragedia familiare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono prima a Latina e poi lontano dall’Agro Pontino. Quelle mani, che da ragazzo intrecciavano la stramma per impagliare una sedia, negli anni avrebbero costruito molto di più: un’azienda destinata ad attraversare tre generazioni