Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

A Monticchio, una piccola frazione di Sermoneta, c’è stato un tempo in cui ordinare alla Trattoria di Carlo Nanni non significava solo scegliere un piatto, perché per tutti lui era Carlo Fischio. Ironico, allegro, con la battuta sempre pronta, Carlo si muoveva instancabile tra la cucina e la sala, mentre la moglie Rosina governava i fornelli. Il suo fischio, ai tavoli accompagnava le ordinazioni. La sua trattoria era un piccolo mondo dove sedevano fianco a fianco operai, professionisti, persone di passaggio e clienti affezionati, tutti accomunati da quel linguaggio unico fatto di fischi e sorrisi. Nel 2022 Carlo decise di chiudere, lasciando il lavoro di una vita, ma quel locale non ha mai abbassato davvero la saracinesca: vive ancora nei ricordi di chi, come me, ha avuto la fortuna di frequentarlo. Fischiettando vi racconto la sua storia.

Orazio De Maio: il vero autore dell’inno “Bella Latina”

Orazio De Maio: il vero autore dell’inno “Bella Latina”

Orazio De Maio è una di quelle figure che trasformano la musica in memoria collettiva. Grande musicista di Latina, lasciò un segno profondo nella storia culturale della città con Bella Latina, un inno capace di raccontarne l’anima e l’identità. Per anni i bambini cantarono questa canzone nelle scuole come gesto di appartenenza, rendendola parte integrante della crescita di intere generazioni. Col tempo, molti dimenticarono la canzone e attribuirono erroneamente l’inno ad altri musicisti. Eppure Bella Latina continua a vivere nella nostra storia. Riscoprire questa tradizione oggi, mentre la città si avvicina al centenario, significa restituire alla musica il suo autore e celebrare l’amore per Latina attraverso note destinate a durare nel tempo.

Roberto Fanella e quei jeans Armani che fecero epoca a Latina

Roberto Fanella e quei jeans Armani che fecero epoca a Latina

Alla fine degli anni Settanta, quando Latina iniziava a respirare le prime ventate di modernità, un giovane intraprendente decise di scommettere sul futuro. Roberto Fanella, appena ventenne, nel 1979, rilevò un piccolo negozio di abbigliamento giovanile in via Carducci, vendeva soprattutto Fiorucci e altri marchi allora simbolo di un’Italia che cambiava. Lo ribattezzò “Carducci 37”, trasformandolo presto in un punto di riferimento per i giovani della città. Nel 1981 arrivò l’intuizione che segnò il suo percorso: aprì un secondo negozio, Venice, credendo nel talento visionario di Giorgio Armani, che in quegli anni lanciava i suoi primi jeans e dava vita al marchio Emporio Armani. Oggi Roberto, dopo quarantasei anni, insieme al figlio Francesco, nel negozio di Corso della Repubblica che porta il suo nome, continua a diffondere stile ed eleganza a Latina.

La storia di Virgilio Bono, quando il metallo diventava arte  

La storia di Virgilio Bono, quando il metallo diventava arte  

Virgilio Bono è stato una figura di grande rilievo nell’artigianato pontino, un autentico interprete della materia, capace di trasformare il ferro battuto e il rame in opere d’arte di rara bellezza. Maestro incisore, ha unito la forza della tradizione al linguaggio dell’arte contemporanea, creando forme che parlano di equilibrio, luce e movimento. Nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, affermandosi come uno dei più grandi artigiani del suo tempo. La sua bottega, luogo di pazienza e passione, è stata fucina di idee e scuola di vita per molti giovani che hanno avuto la fortuna di apprendere da lui. La sua eredità non è soltanto nelle opere che ha lasciato, ma anche nello spirito con cui ha saputo restituire dignità e poesia al mestiere dell’artigiano, rendendo il metallo una materia viva, quasi dolce, capace di emozionare.