Ferruccio Bottan, il vigile del fuoco di Littoria

Ferruccio Bottan, il vigile del fuoco di Littoria

Ferruccio Bottan aveva mani capaci di fare molte cose. Sapevano lavorare il legno, costruire mobili, usare gli attrezzi del carpentiere e dell’ebanista. Ma quelle stesse mani sapevano anche diventare leggere quando prendevano una tromba, una fisarmonica o un mandolino. Quando nel 1932 arriva dal Veneto nell’Agro Pontino insieme alla sua numerosa famiglia, porta con sé tutto quello che ha imparato nel paese d’origine. Davanti trova una terra ancora da costruire e una città che sta per nascere. E Ferruccio, a modo suo, contribuirà a farla crescere. Artigiano, musicista, volontario dei Vigili del Fuoco, sarà soprattutto un uomo profondamente legato alla famiglia e alla comunità. Una di quelle persone che non finiscono nei libri di storia, ma che la storia l’hanno vissuta e, qualche volta, l’hanno fatta con le proprie mani.

Giovanni Pedà, il tabaccaio di via Emanuele Filiberto

Giovanni Pedà, il tabaccaio di via Emanuele Filiberto

A Montebello Ionico, piccolo paese della provincia di Reggio Calabria, Giovanni Pedà nasce in una famiglia di contadini. Dopo le scuole elementari, per necessità, inizia a lavorare, ma il suo sogno è un altro: diventare un ciclista professionista. Sembrava a un passo dal realizzarlo, ma la guerra gli cambiò il destino. Il fronte, la prigionia dopo l’armistizio e, infine, il ricongiungimento con la famiglia, trasferitasi nel frattempo a Littoria, cambiarono per sempre il corso della sua esistenza. Qui ricominciò da capo. Con il lavoro, il sacrificio e una straordinaria capacità di ricostruire la propria vita, sarebbe diventato uno dei volti più conosciuti di Latina, dietro il bancone della storica tabaccheria di via Emanuele Filiberto e nella vita pubblica della città.

Italo Soldi e l’edicola storica di Piazza San Marco che non dimentico

Italo Soldi e l’edicola storica di Piazza San Marco che non dimentico

Italo Soldi arrivò a Littoria con il passo incerto di chi ha lasciato tutto alle spalle. Nato a Cremona, in una agiata famiglia di agricoltori, aveva visto la ricchezza dissolversi tra debiti e sventure, fino a costringere i suoi a cercare fortuna nell’Agro Pontino degli anni Trenta. Qui, tra paludi bonificate, Italo imparò a reinventarsi ogni giorno: disinfettava le zone dove la malaria resisteva ostinata e, nei ritagli di tempo, percorreva le campagne con una siringa, aiutando chi ne aveva bisogno grazie agli insegnamenti del dottor Vito Fabiano. Non chiedeva denaro: in cambio riceveva pane, uova, qualche verdura. Bastava per andare avanti. Poi, quasi inattesa, arrivò l’occasione: un’edicola in piazza San Marco. Fu lì che la sua vita cambiò direzione, trovando finalmente stabilità e dignità.

Adanech Yimene: la bella “Abissina” e i sapori dell’Etiopia a Latina

Adanech Yimene: la bella “Abissina” e i sapori dell’Etiopia a Latina

Chissà quante persone, arrivate sotto il cielo azzurro di Latina, si sono sentite a casa, anche se nel loro cuore portavano con sé le melodie e i colori della propria terra d’origine… Latina, sin dalla sua fondazione, quando si chiamava ancora Littoria, non si è mai fermata nell’accogliere tutti, senza distinzioni. Ognuno è arrivato con i propri sogni e speranze per una vita migliore, portando con sé le proprie tradizioni e il proprio bagaglio culturale, che hanno reso la città più ricca e aperta. Così è stato per Adanech Yimene, la ragazza abissina dal sorriso contagioso. Muovendosi tra le strade della sua nuova città, ha trovato opportunità senza tralasciare le proprie origini; anzi, ne ha fatto tesoro e ci ha portato a conoscere i sapori della propria terra nel suo ristorante “Abissinia”.