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Bruno Bulgarelli, storia di lavoro, passione e amore per Latina

La storia di Bruno Bulgarelli è una di quelle che si intrecciano con la storia stessa di Latina. Figlio di un emiliano e di una friulana arrivati nell’Agro Pontino negli anni Trenta, appartiene a quella generazione cresciuta con il valore del sacrificio e del lavoro. A undici anni scartavetrava le porte di un edificio; era il primo di una lunga serie di mestieri affrontati con determinazione. Partito dal nulla, passo dopo passo, è diventato il più importante venditore di carne del territorio. Oggi, però, la sua energia è rivolta soprattutto alla città che lo ha visto crescere: da presidente del Circolo Cittadino e tra gli ideatori del Concorso Internazionale di Fotografia, continua a investire tempo, idee e passione per la valorizzazione di Latina. Una dedizione silenziosa e concreta che merita di essere raccontata.

Nel mese di maggio, negli spazi del Museo Duilio Cambellotti, nell’ex Opera Balilla di Piazza San Marco, si è svolta la quarta edizione del Concorso Internazionale di Fotografia Città di Latina. Un appuntamento che, anno dopo anno, ha saputo crescere per qualità e prestigio, arricchendosi di nuovi contenuti e di una proposta culturale sempre più articolata. Tra i tanti momenti interessanti ho assistito, personalmente, ai documentari dedicati ai grandi maestri della fotografia del Novecento.

Dietro questo progetto c’è anche la visione di Bruno Bulgarelli, presidente dell’associazione organizzatrice e tra gli ideatori del Premio. Ho avuto occasione di conoscere Bruno qualche anno fa, quando scrissi di suo fratello Valter, carismatico barbiere di Piazza della Libertà. Ci siamo poi ritrovati quando raccontai la famiglia Toson, alla quale appartiene sua moglie Elida. Da allora ci siamo incontrati diverse volte, soprattutto dopo la sua elezione alla presidenza del Circolo CittadinoSante Palumbo“.

Latina Museo Duilio Cambellotti: Bruno Bulgarelli presenta il Concorso Internaziole di Fotografia Città di Latina

Visto il suo grande impegno per Latina, ho deciso di raccontare la sua storia. Mi è bastato un messaggio su WhatsApp per convincerlo a concedermi un’ora del suo tempo, che alla fine diventano sempre due. Perché a Latina, quando inizi a raccontare una vita, ne affiorano subito altre che si intrecciano con la prima. Un nome richiama un volto, un episodio apre un’altra storia, e così via. Potrei trascorrere intere giornate ad ascoltare questi racconti che, messi insieme, finiscono per comporre la memoria collettiva della città.

La storia di Bruno Bulgarelli

Bruno Bulgarelli nasce a Latina il 29 settembre 1945. È il terzo e ultimo figlio della famiglia, dopo Valter e Giordana. Ma la storia del padre, Giordano, comincia molti anni prima in Emilia-Romagna, dove si arrangia con piccoli lavori. Negli anni Trenta arriva a Littoria con la sua famiglia, assegnataria del podere 1222 sulla Migliara 44. Qui trova occupazione prima come trattorista e poi come manovale.

Durante una festa di cortile a Borgo Faiti conosce Annilla Comelli, una ragazza friulana. Anche la sua famiglia arrivata nell’Agro Pontino negli anni immediatamente successivi alla bonifica. I due giovani si fidanzano e si sposano presto. Quando è in arrivo il secondo figlio, Giordano viene richiamato alle armi e parte per la campagna di Russia. Temendo che non faccia ritorno, Annilla decide di chiamare la bambina Giordana, in ricordo del padre. Ma nel gennaio del 1945 Giordano, miracolosamente, torna a casa, e alla fine di settemre nascerà Bruno.

Bruno Bulgarelli con i genitori: Giordano e Annilla Comelli

L’infanzia e l’adolescenza di Bruno

Bruno è un bambino timido e solitario. Frequenta le scuole elementari a Borgo Faiti per i primi quattro anni; la quinta la svolge a Latina, alla scuola Torquato Tasso. Spesso, essendo il più piccolo della famiglia, viene tenuto dai nonni materni. Soprattutto dalla nonna Carolina, donna di grande fede cattolica, che influirà profondamente sulla sua vita. Una presenza molto diversa da quella del padre Giordano, comunista convinto e per nulla credente.

Bruno Bulgarelli con i suoi genitori

Terminate le scuole elementari, Bruno vorrebbe continuare gli studi, ma il padre lo porta subito a lavorare nella ditta edile presso la quale è impiegato, per contribuire al sostentamento della famiglia. Il suo primo incarico consiste nello scartavetrare tutte le porte di un edificio destinato a ospitare il Provveditorato agli Studi.

Conclusa quell’esperienza, trova lavoro come garzone in un negozio di generi alimentari in Corso Matteotti. Successivamente passa alla piccola officina del signor Civitani, sulla circonvallazione, dove si riparano biciclette. Poi, per due anni, lavora nell’officina dell’elettrauto bolognese. Ma Bruno non ama fermarsi. Vuole continuare a fare esperienze e imparare mestieri diversi. Lavora così anche in un autosalone di via Costa e, in seguito, nella ferramenta Crivellari di via Eugenio di Savoia. Quest’ultimo è un lavoro che gli piace davvero.

L’amore e la passione per il volo

Nel 1961, in occasione di una festa di compleanno, Bruno viene invitato da un cugino e lì incontra l’amore. Conosce Elida Toson, una ragazza di origine veneta. Per entrambi è un vero colpo di fulmine.

Pisa 1965: Bruno Bulgarelli in forza alla Folgore si lancia con il paracadute

I due giovani pensano già alle nozze, ma a Bruno arriva la cartolina per il servizio militare: destinazione Pisa, nella Brigata ParacadutistiFolgore“. Per lui sarà davvero una folgorazione. È proprio durante quell’esperienza che nasce la passione per il volo, un interesse che lo accompagnerà negli anni successivi fino a conseguire il brevetto di pilota e diventare presidente dell’Aeroclub di Latina.

Bruno Bulgarelli ed Elida Toson nel giorno delle loro nozze

Terminato il servizio militare, nel 1967, Bruno ed Elida possono finalmente sposarsi. Dalla loro unione nasceranno Massimo e Alessandra. Dopo il matrimonio si trasferiscono in Libia, dove Bruno riceve l’incarico di aprire e gestire una ferramenta situata proprio di fronte al palazzo reale. L’esperienza, però, dura poco. Con l’ascesa al potere di Muammar Gheddafi, nel 1969, la situazione cambia rapidamente e i due sono costretti a lasciare il Paese.

Nasce la macelleria Elida Toson

Rientrato a Latina, Bruno trova subito lavoro nella ferramenta di Guglielmo Giorgi, nei pressi dello stadio comunale. Ma dopo appena un anno decide di cambiare completamente settore. Spinto dai consigli del cognato Adriano Toson, che ha aperto il primo supermercato di Latina, inaugura un negozio di generi alimentari in via Cesare Augusto, e si avventura in una nuova esperienza, questa volta in proprio.

In quell’anno consegue anche la licenza media, una cosa che gli è rimasta in sospeso fin da ragazzino, quando ha dovuto rinunciare agli studi per aiutare la famiglia. Inizia inoltre a frequentare corsi di formazione nel settore del commercio. Vuole aggiornarsi continuamente, imparare e acquisire nuove competenze, Quel grosso impegno lo porterà a sviluppare notevoli capacità imprenditoriali.

5 luglio 1982: Bruno Bulgarelli (primo a sx) insieme ad un po’ di amici e all’amato fratello Valter (terzo da sx) a festeggiare la vittoria dell’Italia contro il Brasile

La sua preparazione e determinazione non passano inosservate a uno dei maggiori gruppi della distribuzione alimentare, particolarmente attivo nel settore delle carni: il gruppo Cremonini. Nel 1980 prende così avvio una collaborazione destinata a segnare la sua carriera. Anno dopo anno assume incarichi di crescente responsabilità, fino a diventare responsabile delle vendite per il Lazio.

Da sx Nando Di Pietro, Bruno Bulgarelli e il campione di ciclismo Francesco Moser (suo l’autografo sulla foto)

Nel 1995 decide, insieme alla sua famiglia, di trasformare il negozio di alimentari in una grande e moderna macelleria, che porta il nome della moglie: Elida Toson. Una scelta che si rivela vincente e che consolida ulteriormente la presenza della famiglia nel settore alimentare. Da anni l’attività è portata avanti dal figlio Massimo, mentre Bruno, pur continuando a seguirla da dietro le quinte, può dedicare più tempo a una delle passioni che lo accompagna fin dai tempi della Folgore: il volo.

Bruno Bulgarelli in occasione di una corsa ciclistica. Il secondo da sx è il regista sportivo Enzo De Pasquale

Nel novembre del 2023 viene eletto presidente del Circolo Cittadino “Sante Palumbo” e per Bruno Bulgarelli inizia una nuova sfida, questa volta sul piano culturale. Anche in questo ambito mostra capacità relazionali, organizzative e innovative che hanno contraddistinto il suo percorso professionale.

La famiglia allargata di Bruno ed Elida

Ne è una testimonianza il ruolo svolto nell’organizzazione del Concorso Internazionale di Fotografia Città di Latina, del quale è tra gli ideatori e promotori. Un’iniziativa che, anno dopo anno, contribuisce a dare a Latina una visibilità sempre maggiore anche oltre i confini nazionali.

L’incontro con Bruno Bulgarelli

Ovviamente incontro Bruno Bulgarelli al Circolo Cittadino, ormai suo quartier generale. È da lì che continua a tessere relazioni, promuovere iniziative e immaginare nuovi progetti per Latina.

Bruno, un bilancio sul tuo percorso professionale e di vita: hai qualche rimpianto?

“Nessun rimpianto. Ho fatto tutto quello che volevo fare e sono riuscito a coltivare anche le mie passioni”

Oltre al volo, quali sono le altre passioni che hanno accompagnato la tua vita?

“Il Judo, che ho praticato per una vita, la fotografia e il ciclismo”

Come e perché nasce il Concorso Internazionale di Fotografia?

“L’idea è nata da me e dal mio amico Alfredo Loffredo. Poi abbiamo coinvolto altre persone valide che hanno contribuito a far crescere il progetto. Volevamo far conoscere il nome di Latina al di là dei soliti stereotipi. Quando ci siamo resi conto che nemmeno a Roma esisteva una manifestazione di questo tipo, abbiamo deciso di partire. Oggi questa avventura ci sta dando grandi soddisfazioni”  

Ho visto che per il Premio hai fatto una squadra giovane

“Sì, credo molto nei giovani. Il futuro della città è nelle loro mani e noi dobbiamo solo accompagnarli”

Tu sei presidente anche dell’Aeroclub di Latina, voli spesso?

“Certo, volo spesso. In passato abbiamo organizzato voli per portare aiuti umanitari in Mali, in Kosovo e in Albania”

Sono dieci anni che tuo fratello Valter non c’è più: una parola per lui?

“Io e Valter eravamo molto legati. Mi manca tantissimo”

Bruno Bulgarelli con il suo bellissimo aeroplano

Dopo ottant’anni di vita vissuta intensamente, Bruno Bulgarelli continua a guardare avanti. Con lo stesso entusiasmo di sempre e con un amore per Latina che traspare da ogni progetto, da ogni iniziativa, da ogni racconto.

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