La famiglia Callari e quel ristorante all’Acciarella

La famiglia Callari e quel ristorante all’Acciarella

“Andiamo da Callari.” Oppure: “Andiamo alla Faraona”. C’era anche chi diceva semplicemente: “Andiamo all’Acciarella”. Nessuno, o quasi, lo chiamava con il suo vero nome: Torre Astura. Eppure quel ristorante, aperto nel 1968, è rimasto nel cuore di intere generazioni di latinensi. Dietro quei sapori, quelle tavolate e quei ricordi c’era una famiglia arrivata nell’Agro Pontino in cerca di un futuro migliore. Tutto cominciò con Domenico Callari, esperto agricoltore chiamato a lavorare nelle terre del principe Borghese.

Domenico Rocco, da impagliatore di sedie a imprenditore

Domenico Rocco, da impagliatore di sedie a imprenditore

Una sedia capovolta, un fascio di stramma e due mani che intrecciano con pazienza. Comincia così la storia di Domenico Rocco. Quell’arte antica, di impagliare le sedie, l’aveva imparata da bambino a Ventosa, piccola frazione di Santi Cosma e Damiano. Sembrava quello il suo destino. Ma la vita aveva in serbo altri progetti. La guerra, una tragedia familiare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono prima a Latina e poi lontano dall’Agro Pontino. Quelle mani, che da ragazzo intrecciavano la stramma per impagliare una sedia, negli anni avrebbero costruito molto di più: un’azienda destinata ad attraversare tre generazioni

Concetta Improta, orgogliosamente pescivendola

Concetta Improta, orgogliosamente pescivendola

Ci sono persone che finiscono per diventare il simbolo di una città, pur senza aver mai ricoperto incarichi importanti. Concetta Conte Improta è una di queste. Per decenni il suo banco del pesce è stato il cuore del mercato coperto di Latina. Oggi quel banco continua a vivere grazie ai suoi figli, a testimoniare una storia fatta di lavoro, generosità e umanità. Donna dal carattere forte e dal cuore generoso, non si voltava mai dall’altra parte davanti a chi aveva bisogno. A chi non poteva permetterselo regalava il pesce, mentre ai bambini che trascorrevano le giornate sulle scale del mercato vendendo qualche treccia d’aglio preparava un piatto caldo. Eppure la sua vita non era stata affatto semplice. Figlia di un pescatore, madre di dieci figli e costretta dalla guerra a ricominciare tutto da capo, non ha mai smesso di lavorare e di aiutare gli altri.

Bruno Bulgarelli, storia di lavoro, passione e amore per Latina

Bruno Bulgarelli, storia di lavoro, passione e amore per Latina

La storia di Bruno Bulgarelli è una di quelle che si intrecciano con la storia stessa di Latina. Figlio di un emiliano e di una friulana arrivati nell’Agro Pontino negli anni Trenta, appartiene a quella generazione cresciuta con il valore del sacrificio e del lavoro. A undici anni scartavetrava le porte di un edificio; era il primo di una lunga serie di mestieri affrontati con determinazione. Partito dal nulla, passo dopo passo, è diventato il più importante venditore di carne del territorio. Oggi, però, la sua energia è rivolta soprattutto alla città che lo ha visto crescere: da presidente del Circolo Cittadino e tra gli ideatori del Premio Internazionale di Fotografia, continua a investire tempo, idee e passione per la valorizzazione di Latina. Una dedizione silenziosa e concreta che merita di essere raccontata.