Nel 1952, con tante speranze e un mestiere già nelle mani, Andrea Montanino lasciò Nola per approdare a Latina Scalo. Era poco più che un ragazzo, ma sapeva già lavorare la carne con la sicurezza di chi aveva imparato fin da bambino, tra sacrifici e tradizione. Trovò subito posto in una macelleria, iniziando così un percorso fatto di dedizione, pazienza e sogni nel cassetto. Passarono gli anni e quel giovane decise di scommettere su sé stesso. Nel 1963 aprì una piccola macelleria nel centro di Latina. Oggi, a oltre sessant’anni di distanza, quella bottega di carni è diventata la più longeva della città. Ha resistito al tempo, ai cambiamenti e all’avanzare dei supermercati, continuando a vivere grazie alla passione tramandata al figlio Roberto, custode di una storia che profuma ancora di famiglia, lavoro e identità. Questa è la sua storia.
Alla mia età, basta camminare per la città per rendersi conto di quanto il commercio sia cambiato: oggi dominano le insegne nazionali. Dei negozi storici del centro di Latina ne restano ormai pochi, e quei luoghi che un tempo erano punti di riferimento sono scomparsi da anni. Eppure, continuano a vivere nella mia memoria.
Nell’isolato dove abito dal ’68, vorrei ricordarne qualcuno. A parte il negozio della mia famiglia, mi tornano alla mente la profumeria Zarfati, l’alimentari Roccato, il negozio di casalinghi della famiglia Trudo, Tecnicarte dei Capurso, il negozio di mobili dei fratelli Macale ( poi diventato Casa del Disco), la boutique King and Queen di Antonio Valle, la piccola frutteria della famiglia Di Giacomo, il bar Ezio, l’officina Brogialdi e Feruglio…
Di quei negozi storici, in quell’isolato, sono rimasti il bar Friuli, la libreria Manzoni della famiglia Sicconi, il negozio Buffetti, il tabacchi Lo Bianco e la piccola macelleria più longeva di Latina che aprì Andrea Montanino. Ed è proprio di lui che vi voglio raccontare.

Andrea Montanino davanti la sua piccola macelleria aperta nel 1963 in via Carlo AlbertoQuella piccola macelleria è portata avanti dal figlio Roberto, che conosco da quando era bambino. Mia madre si è sempre servita lì: negli ultimi anni della sua vita, quella bottega era diventata il suo punto di riferimento. Oltre all’acquisto, c’era la chiacchierata con la signora Adriana, vedova del signor Andrea. Quando non la trovavo a casa, sapevo dove cercarla. Ecco cosa significa, in fondo, un negozio storico: non solo un luogo dove comprare, ma un punto di riferimento umano.
La storia di Andrea Montanino: da Nola a Latina

Andrea Montanino nasce il 15 settembre 1928 a Nola, in provincia di Napoli. È il secondo di quattro figli: il primo è Tommaso, poi arrivano le sorelle Filomena e Maddalena. Il padre, Francesco, è un agricoltore e coltiva un piccolo appezzamento di terra; la madre, Minuccia Scala, lo aiuta nei campi e si prende cura dei figli.
Andrea è un bambino vivace e curioso. Già in quarta elementare marina la scuola per andare al mattatoio del paese, affascinato da come si lavora la carne. Il pomeriggio, poi, passa anche dalle macellerie, chiedendo se c’è bisogno di una mano.
Finite le scuole elementari, inizia a lavorare come apprendista nella macelleria più importante del paese per imparare il mestiere. All’inizio si occupa di disossare la carne e di apprendere i diversi tagli per l’esposizione. A quindici anni, grazie alla sua bravura, viene promosso al banco, a diretto contatto con il pubblico.

Andrea Montanino al lavoro in macelleriaOrmai la macelleria per lui non ha più segreti. Eppure sente il bisogno di migliorarsi ancora, perché ha un sogno: aprire, un giorno, una macelleria tutta sua. Il suo futuro, però, non lo immagina nel paese natale. Sente il desiderio di partire, di costruirsi una strada altrove. L’occasione arriva grazie al suo padrino di cresima, Luigi Petillo, che nel frattempo ha ottenuto una promozione come direttore all’Ufficio del Tesoro di Latina. È lui a dirgli che in quella zona il lavoro non manca: cercano persone qualificate, e Andrea lo è.

L’arrivo a Latina
È il 1952 quando Andrea arriva alla stazione di Latina Scalo con la sua valigia di cartone. Si guarda intorno: per lui è un mondo nuovo. Proprio lì, vicino alla stazione, trova subito lavoro. Nella macelleria di Domenico Ciurleo cercano personale preparato, e la prova dura solo un paio di giorni: viene assunto senza tentennamenti. Il signor Ciurleo gli offre anche un alloggio sopra la macelleria, colpito da quel ragazzo che non bada alla fatica, sempre puntuale e cortese con i clienti. Con il passare degli anni, gli aumenta anche lo stipendio.

Andrea Montanino e la passione per ll suo lavoroMa Andrea continua a coltivare quel sogno che lo accompagna ogni sera, a occhi aperti, prima di addormentarsi: vede già la sua macelleria. In quegli anni mette da parte piccoli risparmi, concedendosi poche distrazioni e uscendo raramente con gli amici. Proprio in una di quelle occasioni, nel 1959, conosce una giovane ragazza, in un podere a Casal delle Palme, dove si sono ritrovati per una festicciola. Si chiama Adriana Perini, nata a Littoria ma di origine veneta.

Andrea Montanino e Adriana PeriniPer Andrea è un colpo di fulmine. Anche Adriana resta colpita da quel ragazzo educato e gentile, ma non è convinta a causa della differenza di età: lui è molto più grande. Andrea, però, non demorde e la corteggia per sei mesi. Alla fine Adriana lascia decidere al cuore e si fidanza con lui.
Intanto Andrea comincia a pensare concretamente di realizzare il suo sogno e, alla fine del 1962, comunica la decisione di licenziarsi per avviare un’attività in proprio. Per farlo desistere, il signor Ciurleo gli offre uno stipendio più alto e cerca di dissuaderlo: a Latina non conosce nessuno e il luogo in cui vorrebbe aprire la macelleria è ancora tutto un cantiere.

Le nozze e l’apertura della macelleria a Latina
Ma ormai la decisione è presa. Andrea incontra il proprietario della palazzina, Santino Palumbo, una persona perbene e molto disponibile, che al piano terra ha diversi negozi da affittare. Siamo in via Carlo Alberto: proprio di fronte stanno costruendo un grande palazzo che presto ospiterà molte famiglie. Per risparmiare, da Nola arriva il fratello Tommaso, che lo aiuta nell’allestimento della bottega. Il 7 febbraio 1963 inaugura il suo sogno: la sua piccola macelleria.

Foce Verde 26 maggio 1963: Andrea e Adriana sposi Tre mesi dopo, il 26 maggio, Andrea sposa Adriana. Il viaggio di nozze, ovviamente, viene rimandato a data da destinarsi. I due vanno ad abitare sopra la bottega, in un appartamento sempre del signor Palumbo. Intanto i lavori del grande palazzo procedono spediti e le prime famiglie iniziano a trasferirsi. Per Andrea è ossigeno puro, anche perché ormai la famiglia si è allargata: con loro c’è anche il piccolo Roberto.

Andrea, Adriana e il piccolo RobertoQualche anno più tardi, Santino Palumbo cerca di convincerlo ad acquistare il piccolo negozio, ma Andrea non se la sente: è un impegno troppo grande. Santino, però, insiste e gli propone di pagarlo un po’ alla volta. L’accordo viene sancito con una stretta di mano. La stessa cosa avverrà anche per la casa.
Purtroppo, nel 1974, un infarto lo costringe a restare in ospedale per quaranta giorni. Intorno a lui si stringono tutti: il signor Palumbo va ogni giorno a sincerarsi delle sue condizioni, così come tanti amici. A un certo punto, il primario chiede a Santino chi fosse quel paziente. Quando scopre che è il suo macellaio, scoppia a ridere: “Chissà chi credevo che fosse”.
Fortunatamente Andrea guarisce e torna al lavoro, anche se il medico gli consiglia di rallentare i ritmi: è tempo di concedersi una pausa. Così, insieme ad Adriana, parte per l’America, per quel viaggio di nozze rimasto in sospeso.

Nel frattempo il figlio Roberto cresce e studia; dopo la maturità si iscrive a Giurisprudenza, ma rinuncia per dare una mano al padre. Insieme rinnovano la piccola macelleria, che prende il nome di Carni del Buongustaio, con in piccolo il nome Andrea.
Il 15 ottobre 1999 Andrea ha una ricaduta e il suo cuore smette di battere. Sono passati tanti anni da quel giorno, ma la piccola macelleria è sempre lì, portata avanti con la stessa cura dal figlio Roberto.

Roberto Montanino con un cliente d'eccezione: il comico Maurizio BattistaL’incontro con Roberto e la mamma Adriana
È stata l’intervista più semplice che abbia mai fatto. Sono entrato, ho guardato Roberto, che conosco da sempre, e gli ho chiesto se gli facesse piacere raccontare la storia di suo padre e della loro piccola macelleria. Con il prezioso contributo della signora Adriana, il racconto è venuto fuori quasi da solo.
Signora Adriana, quanti sacrifici in questa piccola macelleria?
“Tantissimi. È stata una vita intera passata a lavorare. Mio marito, però, lo faceva con grande passione. Bisogna anche considerare che allora non c’erano i macchinari di oggi per lavorare la carne: era tutto molto più faticoso, e questo ha influito anche sulla sua salute”
Roberto, come hai fatto a resistere contro i giganti dei supermercati e le grandi macellerie?
“Mi sono aggiornato, ho fatto corsi di formazione e ho aggiunto la gastronomia, avendo la licenza per la cucina”
Vengono solo persone del vicinato?
“No, vengono pure persone di altre zone e poi faccio anche consegne a domicilio”

Adriana con il figlio Roberto nella loro macelleriaE mentre tanti negozi sono scomparsi, inghiottiti dal tempo e dal cambiamento, la macelleria Montanino è ancora lì. La più longeva di Latina. Perché, alla fine, certi luoghi non si dimenticano.
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