Andrea Montanino, la macelleria più longeva di Latina

Andrea Montanino, la macelleria più longeva di Latina

Nel 1952, con tante speranze e un mestiere già nelle mani, Andrea Montanino lasciò Nola per approdare a Latina Scalo. Era poco più che un ragazzo, ma sapeva già lavorare la carne con la sicurezza di chi aveva imparato fin da bambino, tra sacrifici e tradizione. Trovò subito posto in una macelleria, iniziando così un percorso fatto di dedizione, pazienza e sogni nel cassetto. Passarono gli anni e quel giovane decise di scommettere su sé stesso. Nel 1963 aprì una piccola macelleria nel centro di Latina. Oggi, a oltre sessant’anni di distanza, quella bottega di carni è diventata la più longeva della città. Ha resistito al tempo, ai cambiamenti e all’avanzare dei supermercati, continuando a vivere grazie alla passione tramandata al figlio Roberto, custode di una storia che profuma ancora di famiglia, lavoro e identità. Questa è la sua storia.

Ciro Cosentino e quel ristorante sulla Mediana

Ciro Cosentino e quel ristorante sulla Mediana

A Latina, all’inizio degli anni Settanta, quando la strada Mediana (oggi Pontina) non era ancora terminata, c’era già chi scommetteva sul futuro. Ciro Cosentino, partito da Genzano, in provincia di Roma, arrivò nell’Agro Pontino dopo tre anni in Germania, dove aveva lavorato prima in una gelateria e poi come cameriere in un ristorante. Rientrato in Italia, trovò impiego a Latina. Fu lì che maturò la decisione di mettersi in proprio. Aprì il suo ristorante su quella strada ancora incompiuta, in una città che cresceva rapidamente, puntando su ciò che sarebbe diventato il suo segno distintivo: piatti di pesce semplici e curati, capaci di lasciare un’impronta nella memoria — e nel palato — di un’intera comunità. Vi racconto la storia di Ciro, per ricordare una bella persona, davvero.

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

A Monticchio, una piccola frazione di Sermoneta, c’è stato un tempo in cui ordinare alla Trattoria di Carlo Nanni non significava solo scegliere un piatto, perché per tutti lui era Carlo Fischio. Ironico, allegro, con la battuta sempre pronta, Carlo si muoveva instancabile tra la cucina e la sala, mentre la moglie Rosina governava i fornelli. Il suo fischio, ai tavoli accompagnava le ordinazioni. La sua trattoria era un piccolo mondo dove sedevano fianco a fianco operai, professionisti, persone di passaggio e clienti affezionati, tutti accomunati da quel linguaggio unico fatto di fischi e sorrisi. Nel 2022 Carlo decise di chiudere, lasciando il lavoro di una vita, ma quel locale non ha mai abbassato davvero la saracinesca: vive ancora nei ricordi di chi, come me, ha avuto la fortuna di frequentarlo. Fischiettando vi racconto la sua storia.