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Ciro Cosentino e quel ristorante sulla Mediana

A Latina, all’inizio degli anni Settanta, quando la strada Mediana (oggi Pontina) non era ancora terminata, c’era già chi scommetteva sul futuro. Ciro Cosentino, partito da Genzano, in provincia di Roma, arrivò nell’Agro Pontino dopo tre anni in Germania, dove aveva lavorato prima in una gelateria e poi come cameriere in un ristorante. Rientrato in Italia, trovò impiego a Latina. Fu lì che maturò la decisione di mettersi in proprio. Aprì il suo ristorante su quella strada ancora incompiuta, in una città che cresceva rapidamente, puntando su ciò che sarebbe diventato il suo segno distintivo: piatti di pesce semplici e curati, capaci di lasciare un’impronta nella memoria — e nel palato — di un’intera comunità. Vi racconto la storia di Ciro, per ricordare una bella persona, davvero.

Erano gli anni Settanta e lo slancio del boom economico si faceva ancora sentire in tutta la nazione. A Latina, però, il ritmo era persino più sostenuto. La città era in piena crescita: industrie, negozi, botteghe artigiane e agricoltura trainavano l’economia dell’intera provincia. I redditi pro-capite aumentavano rapidamente, fino a portare Latina ai vertici delle classifiche delle città più virtuose d’Italia.

Erano gli anni in cui le famiglie, la domenica, potevano permettersi il pranzo al ristorante. Così accadeva anche nella mia: era l’unica vera occasione per stare tutti insieme, perché mio padre era sempre al lavoro. La domenica, quindi, si usciva. I suoi ristoranti preferiti erano tre: la Pigna a Cori, Inge e Gianni sul lungomare di Latina e Ciro sulla strada Mediana, oggi Pontina. Ricordo ognuno di quei luoghi con affetto.

Ancora oggi, quando ripenso a quelle domeniche serene, mi tornano vividi non solo i sapori, ma soprattutto i volti delle persone che animavano quei ristoranti. Il ricordo più nitido è quello di Ciro Cosentino che mio padre conosceva bene. Lavorava in sala, a contatto diretto con i clienti, mentre gli altri due ristoratori restavano nelle cucine e si vedevano di rado. Di lui mi è rimasta negli occhi la gentilezza garbata e il suo modo accogliente di stare tra la gente. Al suo fianco, la moglie Filomena, presenza costante e preziosa.

Ero curioso di conoscere fino in fondo la sua storia, così sono andato dal figlio Gianni, proprietario della pizzeria Fogliano, che si trova all’inizio del viale che porta al lago. In pochi istanti gli ho raccontato il motivo della mia visita: ricordare suo papà nei miei scritti. Nei suoi occhi ho visto accendersi un’emozione improvvisa, sincera. La risposta è arrivata subito, con un sorriso che diceva tutto: sì.

La storia di Ciro: da Genzano in Germania

Ciro Cosentino nasce il 29 luglio 1942 a Genzano, in provincia di Roma. È il primo di tre figli: dopo di lui arrivano Gianni e Roberto. Il padre, Fedele, ha una bottega di cappelli, mentre la madre si dedica alla famiglia. Ciro è un bambino educato e tranquillo. Frequenta le scuole elementari e medie nel suo paese, poi prende una decisione che segna il suo cammino: iscriversi a un prestigioso istituto alberghiero sul lago di Garda. Sente che il suo futuro sarà diverso dal mestiere del padre. Vuole scegliere una strada da costruire con le proprie mani.

Terminato il percorso all’alberghiero, trova subito lavoro in una gelateria italiana a Karlsruhe, nel sud-ovest della Germania. Un impiego che però non lo entusiasma e dopo pochi mesi lo lascia per entrare a lavorare in un ristorante. Lì l’esperienza sarà decisiva: si forma professionalmente e riesce anche a mettere da parte qualche risparmio. Il suo obiettivo, però, è tornare in Italia. Ci riesce nel 1965, ma una volta rientrato nel suo paese si accorge che non c’è nulla che lo convinca davvero a fermarsi.

L’arrivo a Latina

A Latina c’è un rinomato ristorante sul lungomare, di proprietà della famiglia Benedetti, nome molto conosciuto in città. Cercano personale qualificato. Ciro si presenta e viene subito assunto. È un nuovo inizio. In quel ristorante lavora anche una ragazza, Filomena Guglielmo, nata a Latina, di origine calabrese. Tra i due nasce più di una semplice collaborazione: si innamorano e cominciano a frequentarsi anche fuori dall’orario di lavoro, intrecciando alla crescita professionale un sentimento destinato a segnare la loro vita.

1971: Ciro Cosentino e Filomena Guglielmo nel giorno delle nozze

Anche il fratello Gianni segue il percorso di Ciro. Frequenta lo stesso istituto alberghiero e, una volta terminati gli studi, si trasferisce in Germania. A differenza del fratello sceglie la cucina: lavora come cuoco nello stesso ristorante in cui Ciro è in sala. Proprio lì conosce Ingeborg Felz, una ragazza tedesca molto apprezzata per la sua professionalità. Tra i due nasce un legame profondo, fino a trasformarsi in una scelta di vita. Si sposano in Germania, suggellando un amore nato lontano da casa. Pure loro, presto lasceranno la Germania.

Ciro e Filomena in viaggio di nozze

Raggiungeranno Ciro per lavorare con lui nel ristorante Benedetti. Così le storie dei due fratelli, ancora una volta, si intrecciano. Ma nel 1971 si divideranno di nuovo: Ciro e Filomena si sposano e proprio in quello stesso anno, decidono di aprire un ristorante tutto loro. È una scelta coraggiosa.

Nasce il ristorante “Ciro” sulla Mediana

La strada su cui investono, la Mediana, che nel 1985 verrà chiamata Pontina, non è ancora del tutto completata, intorno ci sono polvere, cantieri e incertezze.  Ma Ciro vede quello che verrà. E così decide di scommettere sul futuro. Quella strada diventa il passaggio principale di tutti i romani, che scelgono di andare al mare a Sabaudia, San Felice Circeo e a Terracina. Il ristorante lo chiameranno semplicemente “Ciro”.  

Ciro e Filomena con i figli Stefano e Gianni

Inge e Gianni, invece, scelgono una strada più sicura: nel 1973 rilevano il ristorante Benedetti. L’attività è già avviata, ma con impegno e capacità riescono ad ampliare la clientela, rendendo il locale un punto di riferimento d’estate e d’inverno. Insomma, dopo l’esperienza in Germania, anche loro trovano il proprio spazio a Latina. Intanto le famiglie crescono: Ciro e Filomena hanno due figli, Stefano e Gianni; da Inge e Gianni nasce Alessandra. Le storie professionali si consolidano, e si rafforzano radici ormai ben piantate nella città.

Nel 1976 il cambio di insegna: “Inge e Ciro”

Ciro, profondamente legato al fratello Gianni, sente che le loro strade non devono restare parallele. Dentro di sé coltiva un desiderio: lavorare fianco a fianco, come agli inizi. Gli propone così di unire le attività nel ristorante sulla Mediana, trasformando un sogno familiare in un progetto concreto.

Gianni ne parla a lungo con Inge. Non è una scelta facile: significa lasciare un ristorante solido, costruito con sacrificio. Ma nel 1976 arriva il sì. Cedono il locale del lungomare, che diventerà “Il Tarantino”, e si trasferiscono sulla Mediana. Da quel momento l’insegna non è solo un nome, ma un legame: “Inge e Ciro”. Una storia di fratelli che scelgono di camminare insieme.

Ciro e Filomena in una ricorrenza

L’accoglienza nel ristorante è impeccabile: Ciro in sala, Filomena presenza attenta e discreta, Inge sempre elegante e professionale. In cucina c’è l’esperienza di Gianni, cuoco capace di dare carattere e qualità a ogni piatto. La proposta è prevalentemente di pesce, preparato con cura e rispetto della tradizione. Soprattutto i prezzi sono popolari e alla portata di tutti.

Il locale non è frequentato soltanto dai latinensi, ma anche dai tanti viaggiatori che percorrono la strada per lavoro o per raggiungere le località di villeggiatura. E, di tanto in tanto, tra i tavoli compaiono anche volti noti dello spettacolo e della televisione: da Franco Franchi a Franco Califano, da Paolo Bonolis a Bruno Vespa, insieme a molti altri attori e cantanti, diretti al Circeo.

L’apertura della pizzeria Fogliano

Nel 1986 Ciro e Filomena, pensando al futuro dei figli, decidono di aprire una pizzeria all’ingresso del lago di Fogliano. Filomena di giorno lavora al ristorante e la sera segue la pizzeria. Sarà anche quello un buon investimento.

Latina: la pizzeria Fogliano

Nel 2005 viene a mancare la signora Inge, un dolore che segna profondamente la famiglia. Nel 2010 Ciro e Gianni decidono di chiudere il ristorante: si chiude così un’epoca. Per qualche tempo continuano a dare una mano in pizzeria. Ciro si spegne il 21 gennaio 2024, lasciando un ricordo vivo in chi lo ha conosciuto. Oggi l’attività è seguita dal figlio Gianni, che porta avanti la tradizione di famiglia.

L’incontro con Gianni, il figlio di Ciro

Incontro Gianni Cosentino al Circolo Cittadino, gli leggo l’emozione negli occhi. Parlare di un padre è sempre un viaggio tra orgoglio e nostalgia.

Come va la pizzeria che i tuoi aprirono quarant’anni fa?

“Fortunatamente continua ad andare bene, soprattutto d’estate, quando possiamo lavorare anche all’aperto. Negli ultimi anni abbiamo notato un notevole incremento di turisti stranieri nel periodo estivo: inglesi, tedeschi e olandesi”

Un ricordo di tuo papà?

“Ricordo mio padre sempre impegnato. Però il lunedì era sacro e si dedicava completamente a noi. D’inverno ci portava spesso sulla neve”

Quali sono i suoi insegnamenti che hai fatto tuoi?

“La correttezza, prima di tutto. Nella vita privata come nel lavoro”

Il figlio di Ciro, Gianni Cosentino, mentre impasta nella sua pizzeria "Fogliano"

In tanti, a Latina, hanno frequentato il ristorante di Ciro, apprezzandone la gentilezza e il buon cibo, sempre a prezzi accessibili. Ricordare quelle domeniche con mio padre è come aprire una finestra sul passato: rivedo persone semplici, venute dal nulla, che con il lavoro e la dignità hanno lasciato un’impronta che il tempo non cancella.

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