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Premio Immagine Latina 2025 e quel mio sogno da bambino

Era il 2019 quando iniziai a raccontare le storie di Latina, scavando nelle vite e nei ricordi dei suoi protagonisti. Da allora, ogni domenica, scrivo i miei racconti. Ricevo molti messaggi di affetto e, spesso qualcuno mi ferma per dirmi di continuare a scrivere. Inoltre, sapere che le mie parole arrivano anche ai giovani mi emoziona: forse, in loro, qualcosa si muove davvero. Ringrazio chi mi legge, finanche dall’estero. Un ringraziamento speciale va a Franco Borretti, anima culturale della città e ideatore, ventisette anni fa, del Premio Immagine Latina, oggi divenuto riconoscimento regionale. Il 12 ottobre di quest’anno quel premio l’ho ricevuto anch’io. E ne vado orgoglioso, perché in quell’immagine, finalmente, ho visto riflesso anche il mio sogno che avevo da bambino… Mi imbarazza scrivere di me, ma lo faccio per la mia autostima che ogni tanto se ne va in vacanza.

Sono nato a Latina, quattordici anni dopo la fine della guerra, in una città giovane, appena uscita dall’infanzia della bonifica, dove le strade erano dritte e i sogni avevano fretta di crescere. La mia famiglia aveva un negozio, “Andreoli Hi-Fi”: per anni è stato un faro nel centro cittadino, un luogo dove la musica era di casa e la gente si fermava anche solo per ascoltare. Crescevo in mezzo ai suoni, agli amplificatori, ai dischi, come se il mondo potesse trovare ritmo anche solo in un vinile. Ma io avevo già un’altra musica in testa: quella delle parole.

Latina 1960: il mio primo registratore

Scrivevo su un diario, di nascosto. Piccoli pensieri, frasi senza forma, domande più grandi di me. Non lo sapevo ancora, ma in quelle righe c’era già la mia strada. Sognavo di fare il giornalista. Di raccontare. Di essere quella voce che riesce a dare senso a ciò che accade. Eppure, come spesso capita, la vita mi ha chiesto altro. Dopo la maturità mi iscrissi alla facoltà di Scienze Politiche, ma non durò molto. L’azienda di famiglia aveva bisogno di me, e io non ero ancora pronto a ribellarmi ai doveri.

Latina 1962: un dj in fasce

Ho passato decenni tra scaffali, impianti Hi-Fi e clienti, imparando però a guardare le persone, a leggere le loro storie senza che le dicessero. Era un’altra forma di giornalismo, silenzioso, quotidiano. Non scrivevo, ma continuavo a osservare. Poi, nel 2001, persi mio padre. Con lui sparì anche un pezzo di quella sicurezza che pensavo eterna. Fu allora che sentii riemergere la voce del ragazzo di un tempo, quello che sognava di scrivere.

Latina 1960: io e mio padre Pasquale Andreoli

2003: il primo romanzo

Due anni dopo, nel 2003, pubblicai il mio primo libro: “Una fuga lunga un sogno“, edito da Novecento. Era un romanzo breve, ma per me fu come aprire una diga. Lo dedicai a mio padre, a tutto ciò che non gli avevo mai detto. Scrivere mi fece capire che non avevo perso tempo: avevo solo raccolto materiale per raccontare meglio. Seguì poi il silenzio. Un silenzio lungo diversi anni, ma continuai lo stesso a scrivere senza però pubblicare nulla.

Poi, nel 2016, tornai alla scrittura con “Biscotto, storia di un play boy e di un sogno infranto”. Era la biografia di Francesco Porzi che tutti chiamavano Biscotto, il ragazzo più bello di Latina, il re del “giro di Peppe”. Dietro al mito c’era un ragazzo che ce l’aveva fatta, era uscito dalla palude per abbracciare il mondo della moda, apparendo sulle riviste glamour dell’epoca. Ma nonostante tutto, con orgoglio, diceva di essere di Latina, la sua città rifugio. Quando tornava, trovava la sua famiglia e gli amici di sempre. Purtroppo morì giovane in un incidente stradale.

Quel libro mi riportò al centro della città e dentro me stesso. Fu un successo, ma più che le copie vendute contavano gli sguardi: la gente si riconosceva in quella storia, perché raccontava una Latina vera, nostalgica e viva. Lo stesso anno pubblicai “Traffici Illeciti” un breve romanzo noir. Insomma, la scrittura tornò a scorrermi addosso come un bisogno. Cominciai a partecipare a raccolte e antologie:  Scrissi per varie pubblicazioni: La Littorina, Sedotti dal delitto, Delitti e misteri, Antologia dei poeti pontini, Mi ricordi il mare.

L’inizio dei miei trecentocinquanta racconti

Ogni volta, un pezzo di me si muoveva dentro quelle pagine. Ma il sogno del giornalismo restava lì, intatto, in un cassetto chiuso da troppi anni. Nel 2018, quando la maggior parte delle persone della mia età pensa a rallentare, io decisi di ricominciare. Mi iscrissi a un corso promosso dalla Regione Lazio, un corso per Social Media Editor. Ero uno dei più grandi, anche degli insegnanti, ma non mi importava. Mi classificai secondo su sessanta candidati.

Perugia Aprile 2019: Festival del Giornalismo

Dopo un anno di studio intenso, presi l’attestato. Avevo di nuovo in mano la penna o, meglio, la tastiera. Ed era come respirare per la prima volta. Il 4 maggio 2019 pubblicai il mio primo articolo su Fatto a Latina: di questo devo ringraziare il direttore Lidano Grassucci, che ha sempre creduto in me. Quell’articolo lo avevo dedicato al “giro di Peppe”, lo stesso che avevo raccontato nel libro di Biscotto. Non immaginavo che avrebbe avuto migliaia di visualizzazioni. Eppure accadde. Da allora non mi sono più fermato.

Ogni domenica, un nuovo racconto. Persone comuni, artigiani, artisti, commercianti, ragazzi… personaggi storici e attuali. Ogni volto, una storia. Ho scritto di loro come si scrive di un amore: con rispetto, con curiosità, con tenerezza. Latina è diventata la mia redazione, la mia fonte inesauribile. In cinque anni ho scritto circa trecentocinquanta racconti, e ognuno di loro è una finestra aperta su una città che cambia, ma non smette mai di sorprendere.

Alcuni dei miei racconti raccolti e pubin due libri nel 2021 e 2023

Nel 2021 pubblicai Latina nei miei racconti – I luoghi di aggregazione. Due anni dopo, Latina nei miei racconti, vol. II. Sono libri che parlano di bar, di piazze, di circoli, di persone. Luoghi dove il tempo si ferma e la memoria respira. Ho voluto lasciare una traccia sulla carta stampata per i giovani, perché conoscano la loro città. E per i meno giovani, perché non la dimentichino.

Il tesserino da giornalista atteso da una vita

Il 20 marzo 2023, finalmente il tesserino da giornalista pubblicista. Avevo sessantatré anni, ma dentro di me mi sentivo lo stesso ragazzo che sognava sui quaderni. Quando sono andato a ritirarlo nella sede dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, mi sono commosso, non per orgoglio, ma per gratitudine. Perché avevo mantenuto fede a quel bambino che non aveva mai smesso di credere e sognare.

Dopo quattro anni di collaborazione con la rivista web Fatto a Latina, nel 2023, decisi di aprire un mio blog, Emilio Andreoli Racconta. Era un modo per dare casa alle mie parole, un archivio del cuore. Da allora, le mie storie hanno viaggiato oltre i confini della provincia: Cina, Stati Uniti, Irlanda, Brasile, Australia, Porto Rico, Spagna… Non lo avrei mai creduto. Scrivo di Latina, eppure Latina parla al mondo. Forse perché le emozioni, quelle vere, non hanno passaporto.

Roma 20 marzo 2023: il ritiro del tesserino dell'Ordine dei Giornalisti

Un premio inaspettato: il Premio Immagine Latina 2025

Nel 2024 ho iniziato una nuova avventura con Latinapress: i videoracconti. Volevo dare voce ai miei personaggi, farli camminare dentro le immagini. In pochi mesi, quelle storie hanno superato le duecentomila visualizzazioni. È stato come vedere i miei racconti prendere fiato, muoversi, vivere. E poi, nel 2025, è arrivato un riconoscimento inaspettato: il Premio Immagine Latina 2025 – Premio d’Onore Internazionale a Riconoscimento dei peculiari Meriti Professionali.

Premio Immagine Latina 2025

Una targa, una stretta di mano, ma soprattutto la sensazione di aver seminato qualcosa. Non tanto per me, ma per la mia città. Perché tutto quello che faccio, ogni parola che scrivo, nasce da lì. Oggi continuo a raccontare. Ogni settimana una storia nuova, ogni storia un modo per ringraziare la vita. A volte mi chiedono perché lo faccio, cosa mi spinge ancora. Rispondo sempre la stessa cosa: “Perché scrivere è il mio modo di respirare”. È la mia forma di libertà, la mia memoria personale e collettiva.

Latina 12 Ottobre 2025: consegna il Premio Immagine Latina lo scrittore Pierluigi Felli

Molti dei personaggi che ho raccontato sono recitati nel reading teatrale Radici in Aria, uno spettacolo musicale con immagini, ideato da Emanuela Gasbarroni, che finora ha già avuto sette repliche sempre con il tutto esaurito e grande consenso di pubblico. Di volta in volta viene adattato ai luoghi dove viene esibito.

Latina Parco San Marco: il pubblico di "Radici in Aria"

Sempre nel 2025 è arrivata la mia ultima fatica letteraria: ho curato il libro autobiografico dell’onorevole Vincenzo Bianchi. Ho voluto mettermi ancora una volta alla prova, questa volta scrivendo per un altro. L’ho fatto per l’amicizia che mi lega a Vincenzo e per il modo sincero con cui me lo ha chiesto. Il risultato? Beh, leggetelo… e poi ditemi voi se ho fatto un buon lavoro.

Latina, per me, è come un giubbotto di pelle consumato: ha i segni del tempo, ma dentro conserva ancora il calore di chi l’ha indossato con amore. E io, in fondo, non ho mai smesso di indossarlo. Certo Latina ha tanti difetti, ma quando sei innamorato accetti anche quelli. Una cosa vorrei: che alcuni degli oltre trecento personaggi raccontati nelle mie storie, fossero ricordati in maniera istituzionale, per rinforzare la nostra identità. L’ho detto più volte, ma sono rimasto inascoltato. Invece di dedicare vie, piazze e luoghi a personaggi (a volte divisivi), dedichiamoli ai nostri concittadini che hanno dato tanto alla nostra città.

Non so cosa porterà il futuro. So solo che finché avrò parole, continuerò a usarle per raccontare. Perché scrivere non è solo narrare gli altri, ma anche riconoscersi.

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