Gabriella Marano, la criminologa di Latina si racconta

Gabriella Marano, la criminologa di Latina si racconta

Questa è la storia di una bambina curiosa, vivace e soprattutto ribelle. Si arrampica sugli alberi, ama studiare e mal sopporta l’autorità di un padre che vorrebbe decidere il suo futuro. Ma Gabriella Marano la propria strada vuole scegliersela da sola. Conseguirà due lauree per poi specializzarsi in criminologia. Da Avellino si trasferisce per amore a Latina ed è proprio dalla città pontina che comincia a costruire la sua carriera, continuando a sfuggire a quel destino già scritto che il padre aveva immaginato per lei. Oggi Gabriella è una criminologa affermata e un volto familiare al pubblico televisivo, grazie alle numerose partecipazioni prima in Rai e poi su Mediaset. Ho voluto incontrarla per farmi raccontare come quella bambina ribelle sia riuscita, alla fine, a diventare esattamente la donna che voleva essere.

Tommaso Colucci: l’uomo dei fiori che si prende cura di Latina

Tommaso Colucci: l’uomo dei fiori che si prende cura di Latina

Quando incontri Tommaso Colucci, chino su un’aiuola di Latina, sembra quasi volersi nascondere. Per anni ha lavorato con le mani esperte nello stucco veneziano e nella carta da parati, trasformando pareti anonime in superfici vive. Poi, la pensione: un tempo nuovo che all’inizio sembrava non passasse mai. Così ha iniziato piano, con pudore, a sistemare qualche fiore. Oggi cura ogni aiuola come fosse una storia da raccontare e scrive versi coresi che profumano di terra. Ho voluto scrivere di lui perché di persone così abbiamo davvero bisogno. Ogni petalo è una promessa di bellezza condivisa, che resiste al tempo e alla distrazione quotidiana degli altri passanti frettolosi.

Marco Carpineti: da tecnico elettronico a protagonista del vino laziale

Marco Carpineti: da tecnico elettronico a protagonista del vino laziale

Cinquant’anni fa eravamo due ragazzi in gita sulla neve, con più sogni che certezze in tasca. Oggi, guardando il percorso di Marco Carpineti, posso dire di aver visto nascere, quasi senza accorgermene, una delle più belle storie del vino laziale. All’epoca Marco era un perito elettronico con un posto sicuro come tecnico nel Comune di Cori. Poi la vita gli ha chiesto coraggio: alla morte del padre Paolo, agricoltore, lasciò il posto fisso per prendere in mano i quattro ettari e mezzo di famiglia, tra ulivi e viti. Da lì è iniziata un’avventura fatta di studio, intuizione e radici profonde nel territorio. Dopo aver valorizzato i vitigni autoctoni dei Monti Lepini, Marco ha trasformato una piccola azienda in una realtà che oggi conta circa cinquecentocinquanta ettari tra vigneti, foraggi per il bestiame e pascolo arborato. Questa è la sua storia.

Suor Emma Zordan, da Sabaudia a Rebibbia: scrivere libertà

Suor Emma Zordan, da Sabaudia a Rebibbia: scrivere libertà

Ha l’energia di chi non ha mai smesso di credere che ogni vita possa rifiorire. Suor Emma Zordan, nata a Sabaudia da famiglia di origine veneta, da bambina era “terribile” e voleva farsi suora quasi per capriccio. La vocazione autentica è arrivata più tardi, trasformando quella testardaggine in dedizione assoluta agli ultimi. Nel carcere di Rebibbia ha fondato un laboratorio di scrittura creativa che è diventato un percorso di riscatto: sotto la sua guida, i detenuti hanno pubblicato diversi libri, dando voce a fragilità e speranze. Il 3 febbraio 2026 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha insignita del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Oggi è responsabile della casa di riposo delle suore anziane della sua congregazione, al Preziosissimo Sangue di Latina. Questa è la storia di una donna che ha fatto della cura e della parola strumenti di libertà.