Tommaso Colucci: l’uomo dei fiori che si prende cura di Latina

Tommaso Colucci: l’uomo dei fiori che si prende cura di Latina

Quando incontri Tommaso Colucci, chino su un’aiuola di Latina, sembra quasi volersi nascondere. Per anni ha lavorato con le mani esperte nello stucco veneziano e nella carta da parati, trasformando pareti anonime in superfici vive. Poi, la pensione: un tempo nuovo che all’inizio sembrava non passasse mai. Così ha iniziato piano, con pudore, a sistemare qualche fiore. Oggi cura ogni aiuola come fosse una storia da raccontare e scrive versi coresi che profumano di terra. Ho voluto scrivere di lui perché di persone così abbiamo davvero bisogno. Ogni petalo è una promessa di bellezza condivisa, che resiste al tempo e alla distrazione quotidiana degli altri passanti frettolosi.

Marco Carpineti: da tecnico elettronico a protagonista del vino laziale

Marco Carpineti: da tecnico elettronico a protagonista del vino laziale

Cinquant’anni fa eravamo due ragazzi in gita sulla neve, con più sogni che certezze in tasca. Oggi, guardando il percorso di Marco Carpineti, posso dire di aver visto nascere, quasi senza accorgermene, una delle più belle storie del vino laziale. All’epoca Marco era un perito elettronico con un posto sicuro come tecnico nel Comune di Cori. Poi la vita gli ha chiesto coraggio: alla morte del padre Paolo, agricoltore, lasciò il posto fisso per prendere in mano i quattro ettari e mezzo di famiglia, tra ulivi e viti. Da lì è iniziata un’avventura fatta di studio, intuizione e radici profonde nel territorio. Dopo aver valorizzato i vitigni autoctoni dei Monti Lepini, Marco ha trasformato una piccola azienda in una realtà che oggi conta circa cinquecentocinquanta ettari tra vigneti, foraggi per il bestiame e pascolo arborato. Questa è la sua storia.

Suor Emma Zordan, da Sabaudia a Rebibbia: scrivere libertà

Suor Emma Zordan, da Sabaudia a Rebibbia: scrivere libertà

Ha l’energia di chi non ha mai smesso di credere che ogni vita possa rifiorire. Suor Emma Zordan, nata a Sabaudia da famiglia di origine veneta, da bambina era “terribile” e voleva farsi suora quasi per capriccio. La vocazione autentica è arrivata più tardi, trasformando quella testardaggine in dedizione assoluta agli ultimi. Nel carcere di Rebibbia ha fondato un laboratorio di scrittura creativa che è diventato un percorso di riscatto: sotto la sua guida, i detenuti hanno pubblicato diversi libri, dando voce a fragilità e speranze. Il 3 febbraio 2026 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha insignita del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Oggi è responsabile della casa di riposo delle suore anziane della sua congregazione, al Preziosissimo Sangue di Latina. Questa è la storia di una donna che ha fatto della cura e della parola strumenti di libertà.

Rodolfo Carelli, tra politica, poesia e musica

Rodolfo Carelli, tra politica, poesia e musica

Sabaudia, d’inverno, è silenziosa. Il profilo del Circeo si intravede dalla strada e basta poco per restarne incantati. È qui che vive Rodolfo Carelli, novantacinque anni, una lunga vita pubblica alle spalle e una passione mai interrotta per la scrittura. Politico per vocazione, poeta per necessità interiore, Carelli ha attraversato la storia repubblicana senza rinunciare a uno sguardo sensibile sul mondo. Da questa città, tra il lago e il mare, ha costruito il suo impegno, lasciando un segno concreto sul territorio: tra le opere più importanti, il ponte Morandi che unisce Sabaudia al mare. Oggi continua a interrogare il presente con le parole. Vi racconto la sua storia.