Sabaudia, d’inverno, è silenziosa. Il profilo del Circeo si intravede dalla strada e basta poco per restarne incantati. È qui che vive Rodolfo Carelli, novantacinque anni, una lunga vita pubblica alle spalle e una passione mai interrotta per la scrittura. Politico per vocazione, poeta per necessità interiore, Carelli ha attraversato la storia repubblicana senza rinunciare a uno sguardo sensibile sul mondo. Da questa città, tra il lago e il mare, ha costruito il suo impegno, lasciando un segno concreto sul territorio: tra le opere più importanti a cui ha partecipato, il ponte Morandi che unisce Sabaudia al mare. Oggi continua a interrogare il presente con le parole. Vi racconto la sua storia.
Avevo già incrociato la storia di Rodolfo Carelli raccontando quella di sua figlia Donata, scrittrice di Sabaudia. Mi è sembrata subito una figura interessante, anche se si tratta di un politico di lungo corso e io, in verità, non sono mai stato un appassionato di politica. A colpirmi, più della politica, è la sua dimensione letteraria, quel legame profondo con la scrittura che affiorava tra le righe dei racconti familiari. Per questo mi sono appuntato il suo nome, con l’idea di tornare su di lui.
Del resto, con Sabaudia ho sempre avuto un legame particolare: al di là di qualche fidanzatina giovanile, conservo il ricordo di quando ho frequentato, anche se per breve tempo, le scuole superiori proprio accanto al palazzo comunale.

Rodolfo Carelli in braccio all'amata nonna Donata E poi ci sono le domeniche passate in macchina con mio padre, durante la consueta passeggiata da Latina al Circeo, con Sabaudia come tappa naturale. Ricordo come fosse ieri, quando attraversammo il ponte Morandi che collega Sabaudia al mare. Il ponte non era ancora stato inaugurato: mio padre scese dall’auto per spostare una transenna e permetterci il passaggio. Posso dire di essere stato tra i primi a percorrerlo, ignaro del valore simbolico che quell’opera avrebbe avuto per la città e per la storia che oggi mi trovo a raccontare.
La storia di Rodolfo Carelli

Rodolfo Carelli nasce il 25 giugno 1931 a Montesarchio, in provincia di Benevento. È il primogenito di due figli; la sorella minore è Fortunata, detta Pupa. Il padre Franco, originario di Taranto, è ufficiale della Marina Militare e trascorre gran parte della vita in navigazione, solcando i mari di tutto il mondo. Tra le esperienze più significative, partecipa al recupero del dirigibile “Italia” dell’ammiraglio Umberto Nobile, precipitato al Polo Nord.
La moglie, Clara Tedesco, si occupa dei figli, Rodolfo e Pupa, vivendo nell’attesa dei rientri di Franco dalle lunghe navigazioni. L’approdo definitivo arriva nel 1948, quando Franco viene assegnato a Sabaudia, dove assume la direzione del Collegio dei Marinaretti. Al termine del servizio viene insignito della Medaglia Mauriziana per i cinquant’anni di navigazione, senza aver mai imparato a nuotare.

Franco Carelli con i Marinaretti di SabaudiaLa famiglia lo raggiungerà l’anno successivo. Nel frattempo Rodolfo compie un percorso scolastico itinerante: frequenta le elementari a Montesarchio, le medie a Napoli e il liceo classico “Archita“ di Taranto, lo stesso che, anni prima, ha frequentato Aldo Moro.

Aldo Moro con Rodolfo CarelliGiunto a Sabaudia a diciotto anni, Rodolfo si innamora subito della città pontina. È una passeggiata sulla spiaggia, fino a Torre Paola, a segnarne il destino: davanti a lui il Circeo, è capace di stregarlo. In quel momento promette a sé stesso che non se ne andrà più. Intanto arriva il tempo delle scelte: l’università. A orientarlo è Donata, l’amata nonna materna, commerciante di gioielli e donna di rara intelligenza, che lo spinge verso Giurisprudenza: in famiglia ci sono diversi magistrati e il cammino, almeno in apparenza, sembra già tracciato.

L’inizio della politica
Iscrittosi a Giurisprudenza a La Sapienza di Roma, Rodolfo finisce spesso per disertare le lezioni, attirato da quelle di Letteratura italiana tenute dal poeta Giuseppe Ungaretti. Nel 1952, la laurea è ancora lontana quando, a Sabaudia, il medico condotto, il dottor Manno, viene nominato commissario della sezione della Democrazia Cristiana. Ha bisogno di volti giovani, capaci di avvicinare altri ragazzi al partito. Rodolfo accetta e compie il suo primo passo nella Democrazia Cristiana.

Il giovane Rodolfo Carelli entra in politicaTrascina con sé nella politica anche l’amico fraterno Nello Ialongo (in seguito diverrà sindaco di Sabaudia) nonostante questi abbia appena vinto il concorso per la presidenza del Parco Nazionale del Circeo. Nel 1960 Rodolfo si laurea e avvia il praticantato dall’avvocato Guido Bernardi, ma bastano pochi mesi perché lo stesso Bernardi intuisca la sua naturale predisposizione per la vita pubblica e lo esorti a seguirla fino in fondo.
Non a caso, in quell’ anno, Rodolfo Carelli viene nominato vicesindaco di Sabaudia, con il comandante della forestale Luigi Tavanti eletto sindaco. È l’inizio di una lunga stagione politica. In quella giunta, Rodolfo coltiva un sogno preciso: aprire Sabaudia al mare attraverso la costruzione di un ponte.

Sabaudia 1963 da sx il segretario comunale Sasso, Enrica Carla Melegari, Rodolfo Carelli e accanto il padre Franco sul ponte in costruzionePer il progetto viene scelto Riccardo Morandi, tra gli architetti più autorevoli dell’epoca. L’opera si completa tra il 1963 e il 1964 e l’intera comunità sabaudiana la accoglie con entusiasmo. Con quel ponte, intitolato a Papa Giovanni XXIII, Sabaudia diventa finalmente una città di lago e di mare, riconciliata con il proprio orizzonte naturale.

Rodolfo ed Enrica Carla in un lento appassionatoIn quegli anni, durante una festa organizzata dalla Scuola di Artiglieria di Sabaudia al Circolo Ufficiali, Rodolfo conosce Enrica Carla Melegari, giovane insegnante di Lettere. Il suo primo incarico la porta sull’isola di Ponza; in seguito, diventerà preside a Sabaudia. Tra i due c’è subito attrazione, che presto si trasforma in amore. Dal loro matrimonio vengono al mondo Paola e Donata.

Rodolfo ed Enrica Carla con le loro bambine: Paola e DonataL’attività letteraria e musicale

Accanto alla politica, Rodolfo coltiva con costanza la passione per la scrittura e per la musica, pur non sapendo suonare alcuno strumento. Nella scrittura sceglie la poesia e vi si dedica con tale intensità da vincere, nel 1974, un importante riconoscimento nazionale: il Premio Viareggio Opera prima con la raccolta “Un posto nel profondo”, introdotta da una prefazione del poeta Mario Luzi. Nel corso degli anni scriverà centinaia di poesie.

(1974) Rodolfo Carelli con "Un posto nel profondo" vince il Premio ViareggioCon la musica, invece, lavora come paroliere. Scrive diverse canzoni, e per la composizione si appoggia a dei musicisti a cui accenna la melodia con la voce. Insomma è come se scrivesse anche la musica. La RCA gli propone di lavorare come paroliere a tempo pieno a Roma, ma l’amore per Sabaudia sarà più forte di ogni altra possibilità.
L'amore d'estate (1960): di Rodolfo Carelli, voce Franco Leo, arrangiamento di Luis BacalovRodolfo Carelli eletto Onorevole della Repubblica
Ma la politica resta la sua missione principale. Alla fine degli anni Sessanta Rodolfo ricopre l’incarico di assessore alla Programmazione alla Provincia di Latina e, nel 1971, diventa il primo assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio. Nel 1976 viene eletto alla Camera dei Deputati, dove rimarrà per ben cinque legislature, fino al 1994. In Parlamento Carelli mantiene un numero di presenze altissimo e partecipa a numerose proposte di legge, confermando una dedizione costante al lavoro istituzionale.

L'onorevole Rodolfo Carelli mentre vota alla Camera dei DeputatiLa battaglia più significativa resta quella per l’equiparazione dei conservatori agli atenei universitari. A questa si affianca il contributo decisivo alla nascita del polo universitario di Latina, come distaccamento dell’Università La Sapienza di Roma, un risultato che ha inciso profondamente sulla crescita culturale del territorio. In occasione della presentazione di un suo libro di poesie, l’onorevole Giulio Andreotti gli renderà omaggio con due volumi che raccolgono l’insieme delle sue attività svolte, nelle cinque legislature, nel Parlamento italiano.

Sabaudia 1984 il sindaco di Sabaudia Nello Ialongo insieme a Giulio Andreotti e Rodolfo Carelli per l'inugurazione del museo Emilio GrecoL’incontro con l’onorevole Rodolfo Carelli
È mattina quando arrivo nella silenziosa Sabaudia: d’inverno lo è di più, e forse per questo ancora più affascinante. Dalla strada si intravede il profilo del Circeo ed è difficile non restarne stregati. Rodolfo vive in una casa di fondazione, un tempo sede degli uffici dell’Opera Nazionale Combattenti. Ad attendermi, oltre all’Onorevole che mi accoglie con un sorriso, c’è la figlia Donata. Sono un po’ emozionato: sto per intervistare un personaggio importante, ma bastano pochi istanti perché lui riesca a mettermi a mio agio.
Rodolfo, dei politici del suo tempo, a chi si è ispirato?
“Sicuramente ad Aldo Moro. Condividevo gli stessi ideali. Mi considero un suo figlio spirituale”
Secondo lei lo avrebbero potuto salvare se avessero voluto?
“A mio avviso sì, ma purtroppo andò diversamente”
Quale eredità le ha lasciato?
“Il rispetto per gli altri, il dialogo e la mediazione, ma anche il profondo rispetto per i giovani e le loro inquietudini”
Scrive ancora poesie?
“Finché vivo continuerò a scrivere poesie. Ho una pagina Facebook che uso come bacheca poetica”

L'onorevole Rodolfo Carelli incontra il Papa, Giovanni Paolo II Oggi Rodolfo Carelli ha novantacinque anni e continua a scrivere. La politica appartiene alla memoria, alle carte, ai libri di storia; la poesia, invece, resta un gesto quotidiano, un modo per abitare il tempo. Nella sua casa di Sabaudia, tra il lago e il mare, le parole continuano a cercare profondità, come hanno sempre fatto. Forse è questo il segno più autentico della sua lunga vita pubblica: aver saputo restare fedele, fino in fondo, a sé stesso. Cosa mi rimane di questo incontro, oltre il racconto pubblico? L’immagine di una persona serena, dal sorriso sincero.
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