Rodolfo Carelli, tra politica, poesia e musica

Rodolfo Carelli, tra politica, poesia e musica

Sabaudia, d’inverno, è silenziosa. Il profilo del Circeo si intravede dalla strada e basta poco per restarne incantati. È qui che vive Rodolfo Carelli, novantacinque anni, una lunga vita pubblica alle spalle e una passione mai interrotta per la scrittura. Politico per vocazione, poeta per necessità interiore, Carelli ha attraversato la storia repubblicana senza rinunciare a uno sguardo sensibile sul mondo. Da questa città, tra il lago e il mare, ha costruito il suo impegno, lasciando un segno concreto sul territorio: tra le opere più importanti, il ponte Morandi che unisce Sabaudia al mare. Oggi continua a interrogare il presente con le parole. Vi racconto la sua storia.

Donata Carelli: la voce creativa di Sabaudia

Donata Carelli: la voce creativa di Sabaudia

Oggi vi porto alla scoperta di Donata Carelli, docente di Lettere, giornalista, scrittrice e sceneggiatrice originaria di Sabaudia. La sua solida formazione umanistica, arricchita da un dottorato internazionale tra Italia e Grecia, si riflette in un percorso brillante che unisce insegnamento e scrittura, spaziando dalla narrativa al teatro e fino ad arrivare al cinema. Dietro un’apparente quiete, Donata custodisce una creatività intensa, capace di nutrire ogni suo progetto. Il suo ultimo libro, Io madre mai, affronta con coraggio il tema complesso della maternità. Tra le sue esperienze figura anche la co-sceneggiatura del documentario: “Soltanto un nome nei titoli di testa”, presentato alla 65ª Mostra del Cinema di Venezia.

Valerio Catoia: il ragazzo con la sindrome da ‘atleta’

Valerio Catoia: il ragazzo con la sindrome da ‘atleta’

La scorsa settimana vi ho raccontato la storia di Franco Gatto, l’uomo che perse la vita per salvare due bambine dall’annegamento nell’estate del 2023. Oggi vorrei portarvi in un’altra estate, ma con un finale decisamente diverso. Era luglio del 2017. A Sabaudia, una bambina lotta contro le onde. Stefano Catoia, un ragazzo che fino a quel momento molti vedevano solo come “quello con la sindrome di Down”, non esita un istante: si tuffa e la salva. Da quel giorno, Stefano ha ricevuto premi, strette di mano, abbracci sinceri. E lui? È rimasto lo stesso: puro, incontaminato, profondamente vero. Ma, incredibilmente, ha anche ricevuto tanti insulti. Codardi. Vili. Scritti da chi si nasconde dietro una tastiera. Insulti arrivati da lontano, non certo dalla nostra città che per questi ragazzi sta facendo molto grazie a delle eccellenti associazioni.