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I fratelli Cassandra: dal piccolo forno alla grande distribuzione

La storia dei fratelli Cassandra è anche la storia di una terra che nasce, resiste e si trasforma. Partono dalla provincia di Caserta e arrivano, alla fine degli anni Trenta, a Cisterna di Littoria, quando l’Agro Pontino è ancora un cantiere di speranze e sacrifici. Sono anni complessi, segnati da scelte coraggiose e da un futuro tutto da costruire. La Seconda guerra mondiale interrompe, sconvolge, costringe a ricominciare. Ed è proprio da un piccolo forno e da un modesto negozio di alimentari che i Cassandra ripartono, affidandosi al duro lavoro quotidiano. Poi il trasferimento a Latina, l’apertura di un primo magazzino all’ingrosso e, passo dopo passo, l’ingresso nel mondo della grande distribuzione segnano l’inizio di un’ascesa che affonda le radici nella fatica, nella visione e in un forte legame con il territorio.

Premetto che la mia famiglia è legata da una profonda amicizia con Enrico Cassandra e la moglie Luigina. Quello che sto per raccontare sarà per loro una sorpresa, un piccolo modo per ringraziarli del sostegno affettivo che ci hanno dato lo scorso dicembre, quando è venuta a mancare improvvisamente mia mamma, a cui erano tanto legati.

Raccontare le famiglie storiche non è semplice, soprattutto quando sono numerose; per me, che tendo a fare confusione con i nomi, lo è ancora di più… Proviamo allora a inoltrarci nella storia della famiglia Cassandra, iniziata in provincia di Caserta. Cercherò di farvi respirare un racconto che prende forma negli anni Trenta e che ha l’odore della fatica e dell’umiltà di una volta, ma anche il profumo del pane, simbolo di rinascita.

La origini familiari

I fratelli Cassandra, Salvatore, Pasquale, Arturo e Valentino, nascono tra il 1924 e il 1932 a Portico di Caserta, in provincia di Caserta. Prima di loro c’è solo la sorella Rosetta. Il padre, Enrico, originario di Avellino, lavora nelle ditte edili del paese: è un bravo muratore e, con il tempo, acquisisce l’esperienza necessaria per mettersi in proprio. La madre, Marianna Piccirillo, si occupa invece della numerosa famiglia.

Alla fine degli anni Trenta, Enrico, vedendo le poche possibilità di crescita imprenditoriali nel suo paese, decide di spostarsi e tentare la fortuna altrove. L’unica zona d’Italia che, in quel periodo, può offrire un futuro migliore è l’Agro Pontino; sceglie così di trasferirsi con la famiglia a Cisterna di Littoria. Da quelle parti il lavoro non manca: riesce anche a costruirsi una piccola casa. I ragazzi crescono con un forte senso della famiglia e restano molto uniti tra loro.

Enrico Cassandra con i figli: Rosetta, Salvatore, Pasquale, Arturo e Valentino

La guerra e la fuga

Nessuno si aspetta che la guerra arrivi anche da quelle parti. I tempi si fanno difficili soprattutto dopo l’8 settembre 1943, quando i tedeschi, sentendosi traditi dagli italiani, iniziano i rastrellamenti, prendendo di mira soprattutto i giovani. È così che Salvatore e Pasquale, sorpresi per strada, vengono catturati. Nel giro di pochi giorni, però, grazie a uno stratagemma del fratello maggiore, riescono a fuggire. Quando fanno ritorno a Cisterna, trovano la cittadina svuotata: sono tutti sfollati.

Qualcuno rimasto nella zona li avvisa che i loro familiari si sono rifugiati a Velletri. I due li raggiungono a piedi, facendo molta attenzione a non ricadere nelle mani dei tedeschi che ancora pattugliano l’area. Alla fine riescono a ritrovare la famiglia: grazie a Dio sono tutti sani e salvi. Riusciranno a scampare anche ai pesanti bombardamenti e cannoneggiamenti del 1944, che colpiranno duramente sia Velletri sia Cisterna.

La ricostruzione e il piccolo forno

Finita la guerra, è tutto da ricostruire: intorno ci sono solo macerie. Anche la vicina Littoria non è da meno. Ma da qualcosa si deve pur ripartire. I quattro fratelli, aiutati dal padre, aprono così un piccolo forno, con accanto un negozio di generi alimentari. I più giovani, Arturo e Valentino, lavorano di notte per fare il pane. Spesso li aiuta anche Salvatore. Pasquale, invece, che ama andare a ballare la sera, preferisce lavorare di giorno.

Pasquale Cassandra in Piazza del popolo a Latina, nel suo giro per la consegna del pane

Nell’alimentari, Salvatore serve i clienti, il padre resta alla cassa. Pasquale, con un furgoncino, consegna il pane nei vari piccoli alimentari della zona, spingendosi fino a quelli di Latina. È proprio lì si rende conto che in quelle botteghe hanno bisogno anche di altri prodotti, oltre al pane. Comincia così a portare qualcos’altro. Il padre, invece, si distrae affascinato dalle belle donne che entrano a fare la spesa nella loro attività. I figli se ne accorgono e, con discrezione, decidono di fare sempre più affidamento sulle proprie forze.

Il trasferimento a Latina

Il lavoro, seppur faticoso, si rivela molto redditizio e, alla fine degli anni Cinquanta, Salvatore e Pasquale – quest’ultimo, grazie ai suoi giri di consegna, ha costruito una solida rete di contatti – decidono di azzardare l’apertura di uno dei primi depositi all’ingrosso di Latina, una città in rapida e smisurata crescita. Il magazzino, lo aprono in via Enrico Toti. Anche i fratelli Arturo e Valentino, poco tempo dopo, scelgono di seguirne le orme e aprono a loro volta l’attività all’ingrosso, sempre a Latina, in via Aurelio Saffi.

Pasquale e Salvatore Cassandra con le rispettive consorti, Maddalena e Silvana

Intanto Salvatore sposa una ragazza conosciuta nel suo paese d’origine, Maddalena Gravina con la quale avrà tre figli: Enrico, Piero e Gianni. Pasquale, invece, in uno dei suoi giri di consegna, conosce Silvana Ciotoli, una ragazza di Suso, i cui genitori gestiscono lo spaccio al Circolo Cittadino di Latina. Dal loro matrimonio nasceranno Enrico, Maria Antonietta e Gino.

La nascita di uno dei primi supermercati di Latina

Le famiglie dei due fratelli maggiori crescono, e con loro crescono in modo significativo anche gli affari. Dopo anni di sviluppo, Salvatore e Pasquale comprendono prima di molti altri che il mercato sta cambiando direzione e che il lavoro all’ingrosso è destinato ad avere vita breve. Questa intuizione li porta, nella seconda metà degli anni Settanta, ad aprire uno dei primi supermercati della città, all’interno di un grande capannone in via Scrivia.

Il mondo dell’alimentare è in piena trasformazione e Latina non fa eccezione: la grande distribuzione bussa alle porte, ma loro sono già pronti. Con il passare del tempo e con l’ingresso dei figli nell’attività, portatori di visioni diverse, i percorsi dei due fratelli finiscono per separarsi, loro malgrado, anche se il legame rimane profondo. Pasquale, nel 1989, apre un supermercato al centro commerciale Morbella, mentre Salvatore inaugura il suo in via Lago Ascianghi. Mentre i due fratelli Arturo e Valentino abbandonano il mercato alimentare.

Pasquale Cassandra con la moglie Silvana Ciotoli e il loro primo figlio Enrico

Entrambi, ormai prossimi alla pensione, lasciano spazio ai figli, che negli anni successivi apriranno diversi supermercati, presidiando varie zone della città. Salvatore verrà a mancare il 14 settembre 2000, mentre Pasquale il 9 marzo 2004. Le due attività continuano a crescere, ma nel 2010 i figli di Pasquale – Enrico, Maria Antonietta e Gino – decidono che è arrivato il momento di cedere la loro attività.

Oggi la tradizione alimentare fondata dai fratelli Cassandra nel piccolo forno e nella bottega di generi alimentari di Cisterna di Littoria continua con i figli di Salvatore – Enrico, Piero e Gianni – affiliati a Carrefour, uno dei gruppi della grande distribuzione più noti al mondo. I loro supermercati sono presenti non solo a Latina, ma anche in altre località della provincia pontina e a Roma.

L’incontro con Maria Antonietta Cassandra

Il contatto di Maria Antonietta mi è stato fornito da una nostra amica comune, Emanuela Gabarroni, ma il vero tramite è stata poi Claudia Cassandra, che con grande gentilezza mi ha accompagnato a casa della zia.

Maria Antonietta, quale insegnamento hanno lasciato i fratelli Cassandra?

“La resilienza: la capacità di resistere alla difficoltà che inevitabilmente si incontrano nella vita”

Mi ha incuriosito la figura di tuo nonno Enrico, che tipo era?

“Mio nonno è stato un grande personaggio, tutto istinto e ormoni: non era facile vivere accanto a lui. Ma, fondamentalmente, era una persona buona e molto generosa. Era profondamente affascinato dal mondo femminile”

E tua nonna?

“Mia nonna ha sofferto tantissimo i suoi tradimenti, alla fine si sono separati”

Non abbiamo parlato di tua zia Rosetta: quale è stato il suo ruolo?

“Mia zia Rosetta è stata una donna davvero in gamba. Aprì una pasticceria a Cisterna e seppe sempre alternare con equilibrio lavoro e famiglia. È stata di grande supporto per mia nonna nel momento difficile della separazione. Negli ultimi anni, poi, è stata lei a riuscire a riunire tutti i fratelli: al di là delle incomprensioni legate al lavoro, tra loro c’è sempre stato un grande affetto, e zia Rosetta è stata capace di sciogliere quelle piccole beghe che, col tempo, li avevano un po’ allontanati”

Latina: il supermercato del Piccarello dei figli di Salvatore Cassandra: unico in città aperto 24h

Alla fine, tutto nasce da lì: da un piccolo forno, da mani che impastano, da una famiglia che scelse di restare unita anche nei momenti più duri. Poi la vita porta a delle scelte e separazioni, ma la storia dei fratelli Cassandra è ormai intrecciata a doppio filo con quella di Latina. Ne ha accompagnato la crescita, ne ha condiviso le difficoltà e ne ha sostenuto lo sviluppo. Raccontarla oggi significa raccontare anche un pezzo di questa città e delle famiglie che, con sacrificio e visione, ne hanno costruito il futuro.

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