Franco Berdondini, il falegname che chiamavano Signor Temporin

Franco Berdondini, il falegname che chiamavano Signor Temporin

Franco Berdondini era nato in Emilia, ma da bambino seguì la famiglia nell’Agro Pontino. Nel dopoguerra concluse gli studi di avviamento e imparò presto il mestiere del falegname, lavorando inizialmente sottopadrone. Fu proprio in quegli anni che incontrò Iolanda Temporin, giovane sarta. Tra i due nacque subito l’amore che li portò alle nozze. Quando Franco decise di mettersi in proprio, Latina cresceva senza sosta: nuove case, palazzi e ville spuntavano ovunque. La sua abilità nel lavorare il legno conquistò rapidamente le famiglie più importanti della città, che gli affidavano arredamenti eleganti e su misura. Il lavoro aumentò tanto che Franco aprì un piccolo negozio di mobili, affidandolo a Iolanda. L’insegna diceva “Mobili Temporin”, e da allora tutti lo chiamarono signor Temporin con rispetto e grande ammirazione.

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

Giuseppe Bellamio, detto Pino, nasce a Littoria da una famiglia padovana trasferitasi nell’Agro Pontino nel 1934, assegnataria di un podere dell’Opera Nazionale Combattenti sulla via Lunga. La sua infanzia è divisa tra la scuola e il lavoro nei campi, dove aiuta il padre, imparando presto il valore del sacrificio. Crescendo prova a fare il falegname, ma capisce che non è la sua strada. Durante le estati va a Padova, dai parenti, dove lavora come cameriere e scopre il mondo della ristorazione. Intraprendente, determinato e amante della socialità, prende una decisione destinata a cambiare il suo destino: svuota la stalla di famiglia e la trasforma in un circolo ACLI. È l’inizio della sua carriera da ristoratore, che negli anni lo porterà lontano, fino a Cuba.

Roberto Calvani, il visionario del Garden Hotel

Roberto Calvani, il visionario del Garden Hotel

Roberto Calvani era nato a Sermoneta in una famiglia agiata. Suo nonno era stato rettore dell’Università Agraria del paese. Ma prima la bonifica e poi la guerra cambiarono ogni cosa. In pochi anni ciò che la famiglia aveva costruito andò perduto e Roberto, primogenito di nove figli, si ritrovò sulle spalle la responsabilità della famiglia dopo la morte del padre. Ancora giovanissimo emigrò in Australia in cerca di opportunità, ma dopo tre anni di duro lavoro decise di tornare. Rientrato in Italia si reinventò come sensale, un mestiere che si rivelò presto molto redditizio. Con uno sguardo rivolto al futuro intuì il potenziale turistico di Latina e diede vita a un progetto ambizioso. Nacque così il Garden Hotel, simbolo della crescita e della modernità della giovane Latina.

Marco Carpineti: da tecnico elettronico a protagonista del vino laziale

Marco Carpineti: da tecnico elettronico a protagonista del vino laziale

Cinquant’anni fa eravamo due ragazzi in gita sulla neve, con più sogni che certezze in tasca. Oggi, guardando il percorso di Marco Carpineti, posso dire di aver visto nascere, quasi senza accorgermene, una delle più belle storie del vino laziale. All’epoca Marco era un perito elettronico con un posto sicuro come tecnico nel Comune di Cori. Poi la vita gli ha chiesto coraggio: alla morte del padre Paolo, agricoltore, lasciò il posto fisso per prendere in mano i quattro ettari e mezzo di famiglia, tra ulivi e viti. Da lì è iniziata un’avventura fatta di studio, intuizione e radici profonde nel territorio. Dopo aver valorizzato i vitigni autoctoni dei Monti Lepini, Marco ha trasformato una piccola azienda in una realtà che oggi conta circa cinquecentocinquanta ettari tra vigneti, foraggi per il bestiame e pascolo arborato. Questa è la sua storia.