Tonino Mirabella, il piccolo grande fotografo

Tonino Mirabella, il piccolo grande fotografo

Tutto iniziò con un viaggio a Londra. Una gita scolastica e una macchina fotografica portata con sé per fermare quei giorni di gioventù. Tonino Mirabella ancora non poteva saperlo, ma quell’esperienza avrebbe cambiato la sua vita. Tentò anche la strada dell’università, iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza, ma alla fine la macchina fotografica vinse il confronto. Da quel momento Tonino non si è più fermato. Il suo obiettivo ha immortalato personaggi di grande rilievo, tra cui il premio Nobel Rita Levi-Montalcini, ma soprattutto ha raccontato Latina e il suo territorio come pochi altri hanno saputo fare. Mezzo secolo di immagini, volti, luoghi e trasformazioni, raccolti anche in diversi libri fotografici. Ma dietro ogni scatto c’è sempre qualcuno che sceglie dove posare lo sguardo. E questa è la storia dell’uomo che, quasi per caso, scelse di guardare il mondo attraverso un obiettivo.

Ferruccio Bottan, il vigile del fuoco di Littoria

Ferruccio Bottan, il vigile del fuoco di Littoria

Ferruccio Bottan aveva mani capaci di fare molte cose. Sapevano lavorare il legno, costruire mobili, usare gli attrezzi del carpentiere e dell’ebanista. Ma quelle stesse mani sapevano anche diventare leggere quando prendevano una tromba, una fisarmonica o un mandolino. Quando nel 1932 arriva dal Veneto nell’Agro Pontino insieme alla sua numerosa famiglia, porta con sé tutto quello che ha imparato nel paese d’origine. Davanti trova una terra ancora da costruire e una città che sta per nascere. E Ferruccio, a modo suo, contribuirà a farla crescere. Artigiano, musicista, volontario dei Vigili del Fuoco, sarà soprattutto un uomo profondamente legato alla famiglia e alla comunità. Una di quelle persone che non finiscono nei libri di storia, ma che la storia l’hanno vissuta e, qualche volta, l’hanno fatta con le proprie mani.

Franco Berdondini, il falegname che chiamavano Signor Temporin

Franco Berdondini, il falegname che chiamavano Signor Temporin

Franco Berdondini era nato in Emilia, ma da bambino seguì la famiglia nell’Agro Pontino. Nel dopoguerra concluse gli studi di avviamento e imparò presto il mestiere del falegname, lavorando inizialmente sottopadrone. Fu proprio in quegli anni che incontrò Iolanda Temporin, giovane sarta. Tra i due nacque subito l’amore che li portò alle nozze. Quando Franco decise di mettersi in proprio, Latina cresceva senza sosta: nuove case, palazzi e ville spuntavano ovunque. La sua abilità nel lavorare il legno conquistò rapidamente le famiglie più importanti della città, che gli affidavano arredamenti eleganti e su misura. Il lavoro aumentò tanto che Franco aprì un piccolo negozio di mobili, affidandolo a Iolanda. L’insegna diceva “Mobili Temporin”, e da allora tutti lo chiamarono signor Temporin con rispetto e grande ammirazione.

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

Giuseppe Bellamio, detto Pino, nasce a Littoria da una famiglia padovana trasferitasi nell’Agro Pontino nel 1934, assegnataria di un podere dell’Opera Nazionale Combattenti sulla via Lunga. La sua infanzia è divisa tra la scuola e il lavoro nei campi, dove aiuta il padre, imparando presto il valore del sacrificio. Crescendo prova a fare il falegname, ma capisce che non è la sua strada. Durante le estati va a Padova, dai parenti, dove lavora come cameriere e scopre il mondo della ristorazione. Intraprendente, determinato e amante della socialità, prende una decisione destinata a cambiare il suo destino: svuota la stalla di famiglia e la trasforma in un circolo ACLI. È l’inizio della sua carriera da ristoratore, che negli anni lo porterà lontano, fino a Cuba.