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Claudio Rabboni e la prima agenzia immobiliare di Latina

Nel 1964 Latina è una città giovane e in piena crescita. Eppure, non c’è ancora un’agenzia immobiliare. Claudio Rabboni vive ad Alessandria, ma ha conservato i rapporti con alcuni amici d’infanzia romani. Sono proprio loro a parlargli di Latina e delle opportunità che quella città può offrire. Claudio decide allora di andare a vedere di persona. Parte insieme all’amico e collega Ulisse Cavallari e i due capiscono che vale la pena provarci. Si trasferiscono a Latina e in via Duca del Mare aprono la prima agenzia immobiliare della città. È l’inizio di una storia che finirà per intrecciarsi con la crescita economica e industriale del territorio. Grazie alle sue capacità di mediatore, Claudio contribuirà anche all’arrivo di alcune importanti industrie. Oggi ha novant’anni e ha deciso di raccontarmi la sua straordinaria avventura.

Nella mia continua ricerca di storie pensavo di aver ormai esaurito quelle legate alle prime attività nate a Littoria e poi a Latina. Ma questa città riesce sempre a sorprendermi. Qualche mese fa ho ricevuto la telefonata di un amico di mio padre, Claudio Rabboni. Mi chiedeva un incontro perché voleva raccontarmi qualcosa. Ho accettato subito. Sapevo che, inevitabilmente, tra un ricordo e l’altro sarebbe riaffiorato anche qualche episodio legato a mio padre. E ogni volta che accade è come ritrovare per un attimo una parte di lui.

Con Claudio ci siamo incontrati in un bar e, oltre agli aneddoti su mio padre, ha iniziato a raccontare la storia di un tizio che lui chiama “super ladro”. Per poter sviluppare quella storia, però, avrei dovuto contattare la famiglia per saperne di più”. Alla fine abbiamo desistito: troppo complicato ricostruire la vicenda di un personaggio finito sulle cronache di Latina sessant’anni fa. Comunque, per i più curiosi, il super ladro era originario di Sermoneta e il maltolto lo conservava nel cimitero del paese.

Al terzo incontro, davanti al solito caffè, parlando della sua vita, mi dice che la sua agenzia immobiliare, che io ricordo benissimo perché ci andavo con mio padre, era stata la prima in assoluto a Latina. È in quel momento che scatta qualcosa: “Claudio, ma a te va di raccontarmi la tua storia?”. Mi guarda un po’ perplesso, poi annuisce.

La storia di Claudio Rabboni

Claudio Rabboni nasce a Roma il 23 marzo 1936. È il secondo e ultimo figlio; prima di lui nasce la sorella Maria. Il padre, Ignazio, di origine siciliana, è capitano del Regio Esercito e partecipa alla Prima guerra mondiale insieme al giovane Amedeo di Savoia, futuro Duca d’Aosta. Terminato il conflitto, Ignazio viene destinato in Sardegna, dove conosce Elena Cau, una ragazza di Alghero. Dopo un breve periodo di fidanzamento i due si sposano. In Sardegna nasce Maria, la loro prima figlia e poi si trasferiscono a Roma.

La mamma di Claudio Rabboni: Elena Cau

Claudio ha quattro anni quando il padre parte per la guerra in Africa Orientale, dove incontra nuovamente il Duca d’Aosta. Ignazio viene fatto prigioniero dagli inglesi e non farà più ritorno a casa. Durante la prigionia muore per un infarto e viene sepolto in Kenya.

Ignazio Rabboni ed Elena Cau, prima della partenza per la guerra

Il dopoguerra

Nel frattempo Claudio frequenta le scuole elementari a Roma. È un bambino molto sveglio e quello che sta vivendo lo fa crescere in fretta. Durante i rastrellamenti seguiti all’armistizio, insieme ai suoi amici corre per i vicoli ad avvisare gli uomini del quartiere, quando vengono avvistate le camionette dei soldati tedeschi.

Roma 1937: Claudio Rabboni con la mamma e la sorella Maria

Terminata la guerra e concluse le scuole elementari, Claudio frequenta le medie e poi si iscrive all’Istituto Tecnico Duca degli Abruzzi per diventare ragioniere. Ma dopo la morte del padre la situazione economica della famiglia è molto difficile. La madre decide di trasferirsi a Torino da alcuni conoscenti, mentre la sorella si sposa. Claudio sceglie allora di arruolarsi volontario. A sedici anni entra nell’Esercito come artigliere e viene destinato ad Alessandria. Qui continua gli studi fino a conseguire il diploma. Concluso il periodo di leva, si congeda.

Claudio con la mamma

Trova subito lavoro in Svizzera, come tornitore, Ma con il diploma in tasca non gli resta difficile trovare un impiego migliore in un negozio di autoricambi. Ma Claudio è ambizioso e ha voglia di progredire. Fa domanda alla Standa di Alessandria e viene assunto come gerente del reparto alimentare. In quel periodo conosce Anna Arzoni, una ragazza che lavora all’UPIM. Dopo un paio d’anni i due si sposano.

L’arrivo a Latina

Con gli amici d’infanzia, Claudio è rimasto sempre in contatto. Sono proprio loro a raccontargli che a Latina ci sono molte opportunità di lavoro. Claudio vorrebbe avviare un’attività, anche se non sa ancora quale. Insieme al collega e amico Ulisse Cavallari parte per un sopralluogo, per capire se la città offre davvero le possibilità che gli sono state descritte. Appena arrivati, Latina appare ai loro occhi come un grande cantiere. Diverse gru svettano dentro e fuori la città e, soprattutto, non c’è ancora neanche un’agenzia immobiliare.

Il giovane Claudio Rabboni

I due si guardano intorno, intuiscono l’occasione e decidono di trasferirsi a Latina insieme alle rispettive mogli. È il 1964 quando inaugurano l’Agenzia Immobiliare Cavallari. Il nome sta bene anche a Claudio, che non ama apparire: a lui interessano soprattutto i fatti. Sono gli anni in cui Latina usufruisce degli interventi della Cassa del Mezzogiorno e molte industrie guardano con interesse al territorio pontino. A Claudio viene allora un’idea. Gli è stata affidata la vendita di alcuni terreni e decide di contattare direttamente diverse aziende, tra cui la Plasmon.

La Plasmon

Da Milano sono molto interessati, ma c’è un problema: bisogna trovare sotto quei terreni acqua adatta alla produzione. I primi sondaggi non danno i risultati sperati. Claudio, però, non si arrende e prova persino a fare il furbo: manda ad analizzare l’acqua del rubinetto di casa. Ma il risultato è peggiore di prima. A quel punto confessa tutto a un alto dirigente della Plasmon che lo ha preso a benvolere. L’uomo gli concede un ultimo tentativo e questa volta, a settanta metri di profondità, trovano l’acqua che fa per loro.

La Plasmon a Latina dal 1969

Nel 1969 viene inaugurato lo stabilimento Plasmon di Latina, ma non è l’unica azienda che Claudio riesce a portare sul territorio. Grazie alla sua mediazione, nel 1970 arriva a Latina Scalo la Rumianca, importante marchio della chimica nazionale, e nel 1973 la Marconi a Cisterna di Latina. Intanto Claudio è rimasto solo in agenzia, perché il socio Ulisse ha deciso di lasciare l’attività per accudire il padre malato in Toscana. Per lui sono anni d’oro: lo sviluppo di Latina è impressionante. In quel periodo nasce anche la figlia, Regina.

L’UFO Circeo-Ponza

Ma un’altra grande intuizione arriva nel 1985, quando Claudio Rabboni, insieme al suo collaboratore Titta Talani, decide di acquistare una grande barca in legno, chiamata UFO, per portare i turisti da San Felice Circeo a Ponza. Nessuno, fino ad allora, aveva pensato di collegare il Circeo a Ponza, nonostante fosse il punto più vicino all’isola pontina. L’iniziativa riscuote grande successo. Poi i continui controlli, forse sollecitati dalla concorrenza convincono i due soci, dopo tre anni, a vendere l’imbarcazione.

Nel 1990 decide che è il momento di chiudere anche l’agenzia, ma non di fermarsi. Claudio ama viaggiare e proprio durante uno dei suoi viaggi conosce alcuni dirigenti della Valtur, che gli affidano gli studi di fattibilità per i loro villaggi. Decide anche di cambiare città. A Montecarlo acquista un rudere e lo trasforma in un’elegante abitazione. Vivrà nel Principato di Monaco per dieci anni. Poi qualcosa cambia. A Montecarlo non si trova più bene e, soprattutto, sente la mancanza della figlia rimasta a Latina. Decide così di tornare per starle vicino.

Claudio Rabboni in uno dei suoi tanti viaggi

Oggi Claudio ha novant’anni e alle spalle una vita piena di esperienze, vissuta senza mai fermarsi. Si gode la pensione insieme alla compagna Teresa Silvestri, di origini coresi, da tanti anni al suo fianco. Il suo unico rammarico è non poter più viaggiare all’estero per problemi di salute. Ma a stare fermo proprio non ci riesce: una scappata fuori porta, nel fine settimana, non gliela toglie nessuno.

L’incontro con Claudio Rabboni al Circolo Cittadino

Incontro Claudio Rabboni al Circolo Cittadino “Sante Palumbo”, di cui è anche socio. Tra noi non ci sono troppi convenevoli. Mi conosce da quando ero bambino.

Claudio, tuo padre lo ricordi?

“Purtroppo no, ho solo qualche flash. Avevo quattro anni quando partì per la guerra”

Sei mai andato sulla sua tomba?

“Sono andato tre volte in Kenia a trovarlo, è sepolto in una fossa comune insieme ad altri suoi compagni di sventura”

Tu hai aperto la prima agenzia immobiliare a Latina, ma prima come si vendevano gli immobili e i terreni?

“Prima c’erano i mediatori che frequentavano i bar o anche il Circolo Cittadino. Questi erano i luoghi. Ma la città cresceva in fretta, forse anche troppo, e io ho colto l’opportunità, quella di aprire la prima agenzia immobiliare”

Cosa pensi di Latina?

“Penso che quello che ha offerto questa città sia ineguagliabile in Italia, ma poi, piano piano, è scemato tutto. Secondo me potrebbe ancora dare tantissimo, ma le persone che sanno fare o che hanno buone idee non vengono ascoltate. Insomma, Latina è la città che potrebbe essere, ma non lo è”

Claudio Rabboni con la figlia Regina

Claudio Rabboni è stato un visionario. Un uomo capace di vedere opportunità dove altri ancora non le vedevano. Ha costruito il proprio successo, ma spesso le sue intuizioni hanno finito per creare opportunità anche per gli altri. La Plasmon ne è forse l’esempio più significativo: se oggi quello stabilimento dà lavoro a circa trecento persone, una piccola parte di questa storia appartiene anche a quell’uomo che tanti anni fa non si arrese davanti ai primi sondaggi andati male e continuò a cercare l’acqua giusta.

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