Roberto Calvani, il visionario del Garden Hotel

Roberto Calvani, il visionario del Garden Hotel

Roberto Calvani era nato a Sermoneta in una famiglia agiata. Suo nonno era stato rettore dell’Università Agraria del paese. Ma prima la bonifica e poi la guerra cambiarono ogni cosa. In pochi anni ciò che la famiglia aveva costruito andò perduto e Roberto, primogenito di nove figli, si ritrovò sulle spalle la responsabilità della famiglia dopo la morte del padre. Ancora giovanissimo emigrò in Australia in cerca di opportunità, ma dopo tre anni di duro lavoro decise di tornare. Rientrato in Italia si reinventò come sensale, un mestiere che si rivelò presto molto redditizio. Con uno sguardo rivolto al futuro intuì il potenziale turistico di Latina e diede vita a un progetto ambizioso. Nacque così il Garden Hotel, simbolo della crescita e della modernità della giovane Latina.

La famiglia Gennaro e quella maledetta cannonata al Palazzo M di Littoria

La famiglia Gennaro e quella maledetta cannonata al Palazzo M di Littoria

Nel 1932 la famiglia Gennaro lasciò la provincia di Padova, seguendo il richiamo di una terra nuova: l’Agro Pontino. Erano in tanti, uniti dal lavoro e da un futuro di speranza, quando venne loro assegnato un podere con diversi ettari di campi da rendere fertili. Per dodici anni quella terra fu casa, fatica e promessa. Poi, a Littoria, arrivò la guerra. Tra i rumori del fronte che si avvicinava e la paura crescente, i Gennaro furono tra gli ultimi ad abbandonare la loro casa. Cercarono scampo nei sotterranei del Palazzo M, convinti che quelle mura li avrebbero protetti. Ma il destino fu implacabile: i colpi di cannone sparati dalle navi americane raggiunsero proprio il luogo del loro rifugio. La famiglia Gennaro fu quasi del tutto sterminata. Per rendere omaggio a quelle vittime voglio raccontare la loro storia.

I fratelli Cassandra: dal piccolo forno alla grande distribuzione

I fratelli Cassandra: dal piccolo forno alla grande distribuzione

La storia dei fratelli Cassandra è anche la storia di una terra che nasce, resiste e si trasforma. Partono dalla provincia di Caserta e arriva, alla fine degli anni Trenta, a Cisterna di Littoria, quando l’Agro Pontino è ancora un cantiere di speranze e sacrifici. Sono anni complessi, segnati da scelte coraggiose e da un futuro tutto da costruire. La Seconda guerra mondiale interrompe, sconvolge, costringe a ricominciare. Ed è proprio da un piccolo forno e da un modesto negozio di alimentari che i Cassandra ripartono, affidandosi al duro lavoro quotidiano. Poi il trasferimento a Latina, l’apertura di un primo magazzino all’ingrosso e, passo dopo passo, l’ingresso nel mondo della grande distribuzione segnano l’inizio di un’ascesa che affonda le radici nella fatica, nella visione e in un forte legame con il territorio. Vi racconto i fratelli Cassandra.

Anna Maria Veltre: era mia mamma

Anna Maria Veltre: era mia mamma

Scrivo questo pezzo che non avrei mai voluto scrivere perché, quando perdi la mamma, c’è una tristezza che ti pervade fino ad arrivare nel profondo dell’anima. E non conta l’età: la mamma resta il nostro primo approdo e l’ultimo rifugio, anche quando siamo adulti e crediamo di essere forti. Anna Maria Veltre era mia mamma, ma per tutti era la Signora Andreoli: una presenza costante, di quelle che non fanno rumore ma lasciano il segno. L’unica mia consolazione è averla vissuta fino al suo ultimo giorno su questa terra. Ora immagino il cielo come un immenso terrazzo, dove possa curare le piante che ha tanto amato su questa terra. Tra le lacrime proverò a raccontare la sua vita.