Antonio Chittano e La Rustichella: storia di un emigrante

Antonio Chittano e La Rustichella: storia di un emigrante

Negli anni Cinquanta Antonio Chittano lascia la provincia di Lecce con una valigia, poche certezze e molte speranze. Come tanti italiani del dopoguerra parte per lavorare all’estero: prima in Germania, poi in Svizzera, tra sacrifici, nostalgia e un pensiero fisso, quello del ritorno. Il rientro in Italia avviene alla fine degli anni Sessanta, insieme alla sua famiglia. Durante il viaggio decide di fermarsi a Latina, solo per salutare i parenti di sua moglie Rita: la mamma e il fratello Mario. Una sosta breve, almeno nelle intenzioni, ma destinata a cambiare il corso della loro vita. Mario lo convince a restare e a rilevare una piccola pizzeria a taglio, tra le prime aperte a Latina. Antonio accetta e mette radici in quella giovane città. Oggi, dopo oltre mezzo secolo, quella piccola pizzeria, La Rustichella, vive ancora grazie alle figlie, custodi della stessa passione che il padre ha saputo trasmettere.

I fratelli Cassandra: dal piccolo forno alla grande distribuzione

I fratelli Cassandra: dal piccolo forno alla grande distribuzione

La storia dei fratelli Cassandra è anche la storia di una terra che nasce, resiste e si trasforma. Partono dalla provincia di Caserta e arriva, alla fine degli anni Trenta, a Cisterna di Littoria, quando l’Agro Pontino è ancora un cantiere di speranze e sacrifici. Sono anni complessi, segnati da scelte coraggiose e da un futuro tutto da costruire. La Seconda guerra mondiale interrompe, sconvolge, costringe a ricominciare. Ed è proprio da un piccolo forno e da un modesto negozio di alimentari che i Cassandra ripartono, affidandosi al duro lavoro quotidiano. Poi il trasferimento a Latina, l’apertura di un primo magazzino all’ingrosso e, passo dopo passo, l’ingresso nel mondo della grande distribuzione segnano l’inizio di un’ascesa che affonda le radici nella fatica, nella visione e in un forte legame con il territorio. Vi racconto i fratelli Cassandra.

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

A Monticchio, una piccola frazione di Sermoneta, c’è stato un tempo in cui ordinare alla Trattoria di Carlo Nanni non significava solo scegliere un piatto, perché per tutti lui era Carlo Fischio. Ironico, allegro, con la battuta sempre pronta, Carlo si muoveva instancabile tra la cucina e la sala, mentre la moglie Rosina governava i fornelli. Il suo fischio, ai tavoli accompagnava le ordinazioni. La sua trattoria era un piccolo mondo dove sedevano fianco a fianco operai, professionisti, persone di passaggio e clienti affezionati, tutti accomunati da quel linguaggio unico fatto di fischi e sorrisi. Nel 2022 Carlo decise di chiudere, lasciando il lavoro di una vita, ma quel locale non ha mai abbassato davvero la saracinesca: vive ancora nei ricordi di chi, come me, ha avuto la fortuna di frequentarlo. Fischiettando vi racconto la sua storia.

Orazio De Maio: il vero autore dell’inno “Bella Latina”

Orazio De Maio: il vero autore dell’inno “Bella Latina”

Orazio De Maio è una di quelle figure che trasformano la musica in memoria collettiva. Grande musicista di Latina, lasciò un segno profondo nella storia culturale della città con Bella Latina, un inno capace di raccontarne l’anima e l’identità. Per anni i bambini cantarono questa canzone nelle scuole come gesto di appartenenza, rendendola parte integrante della crescita di intere generazioni. Col tempo, molti dimenticarono la canzone e attribuirono erroneamente l’inno ad altri musicisti. Eppure Bella Latina continua a vivere nella nostra storia. Riscoprire questa tradizione oggi, mentre la città si avvicina al centenario, significa restituire alla musica il suo autore e celebrare l’amore per Latina attraverso note destinate a durare nel tempo.