Giuseppe Pezone: da una valigia di cartone al negozio di moda

Giuseppe Pezone: da una valigia di cartone al negozio di moda

Era la fine degli anni Quaranta quando un giovane lasciò la sua terra, la provincia di Caserta, con una valigia di cartone stretta tra le mani e un cuore pieno di speranza. Scese dal treno a Cisterna, per poi dirigersi verso Latina, la città nuova in pieno fermento, dove ogni strada profumava di possibilità. Con la sua bicicletta iniziò a girare i poderi, offrendo brillantina e lucidi da scarpe, portando insieme alla merce anche il sorriso e la voglia di costruirsi un futuro. Poi vennero i mercati, la biancheria venduta tra le voci della gente insieme a sua moglie Rosetta e, infine, il coraggio di aprire un negozio di confezioni. Quel negozio, dopo sessant’anni, esiste ancora, perché i figli hanno scelto di custodire l’eredità di Giuseppe Pezone e di sua moglie Rosetta Mantoan: una storia di lavoro, sacrificio e amore che attraversa le generazioni.

La Riviera di Maurizio e Clara: mezzo secolo di fiori e passione a Latina

La Riviera di Maurizio e Clara: mezzo secolo di fiori e passione a Latina

Era il 1970 quando, sotto un grosso palazzone appena sorto, accanto al quartiere delle case popolari di Latina, aprì un negozio di fiori. Dove fino a poco tempo prima c’era solo un campo d’erba, cominciò a germogliare una storia fatta di lavoro, passione e bellezza. A darle vita furono Maurizio e Clara, che fino ad allora avevano fatto tutt’altro mestiere. In poco tempo divennero maestri dell’arte floreale, conquistando clienti ben oltre i confini del quartiere. Quel negozio si chiamava La Riviera. Oggi non ci sono più né La Riviera né Maurizio e Clara, ma chi li ha conosciuti porta con sé il ricordo di due persone che hanno saputo trasformare i fiori in emozioni. La loro eredità non è un negozio, ma la bellezza che hanno lasciato nel cuore di tanti.

Claudio Salvucci: quando il pane profuma di storia

Claudio Salvucci: quando il pane profuma di storia

Tante famiglie arrivarono nell’Agro Pontino anche dalle Marche, Abruzzo, Molise… Furono molti gli operai di queste regioni a lavorare nella bonifica integrale. Ma l’emigrazione verso la nuova città continuò anche dopo la guerra. La famiglia Salvucci giunse dalle Marche alla fine degli anni Quaranta, con pochi bagagli e un mestiere antico nelle mani: quello del fornaio. Latina, giovane città in pieno fermento, prometteva lavoro, terra fertile e nuove strade da percorrere. Fu una scommessa di famiglia, fondata sull’esperienza tramandata tra le mura di casa, dove il pane si impastava da generazioni. Oggi, a più di settant’anni da quel viaggio, Claudio che di anni ne ha ottantadue è ancora lì, nel suo laboratorio, a impastare pane nel suo vapoforno. Porta avanti la tradizione insieme alle sue due figlie, Silvia e Fabiana, testimoni di una storia che profuma di lievito, sacrificio e orgoglio.

Gennaro Ciaramella: sotto la divisa da fruttivendolo, una grande storia

Gennaro Ciaramella: sotto la divisa da fruttivendolo, una grande storia

A Latina ci sono personaggi che danno tanto alla comunità, ma non conosciamo le loro storie… Arrivato nella città pontina nei primi anni ’70, insieme alla sua umile e numerosa famiglia, Gennaro Ciaramella incarna perfettamente il volto di chi, partendo da zero, ha costruito il proprio futuro con impegno, sacrificio e determinazione. Insieme ai fratelli e alle sorelle trasforma un sogno in realtà: aprire le prime frutterie, che con il tempo sono diventate un punto di riferimento importante della vita quotidiana della città. Ma Gennaro non è soltanto un imprenditore: la sua grande passione per il calcio e per lo sport lo ha sempre accompagnato, prima da giocatore e poi come promotore di eventi sportivi e iniziative sociali. Perché, nonostante i traguardi raggiunti, non ha mai dimenticato le sue radici e continua a restituire al territorio parte di ciò che la vita gli ha dato.