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Ignazio Balsamo, una vita tra diritto e politica

Da ragazzo Ignazio Balsamo vive in Sicilia e, arrivato il momento dell’università, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza a Palermo. Ma lì si lascia distrarre un po’ troppo e il padre decide di fargli proseguire gli studi a Firenze. Nel frattempo la famiglia si trasferisce a Latina, dove il padre lavora come geometra al Genio Civile. Ignazio si laurea nel 1953 e per alcuni anni la sua vita si divide tra Roma e Latina. Nel 1957 decide di stabilirsi definitivamente nella città pontina. Qui comincia un lungo percorso che lo vedrà protagonista nelle aule di tribunale e nella vita politica cittadina. Nella professione, si occupa soprattutto di diritto amministrativo e fallimentare, con una particolare attenzione agli interessi dei lavoratori. Socialista prima e socialdemocratico dopo la scissione, diventerà anche segretario provinciale del partito. Questa è la storia dell’avvocato Ignazio Balsamo.

Di uomini politici, in questi anni, ne ho raccontati davvero pochi. Si conteranno sulle dita di una mano, o poco più. Non perché le loro storie non siano interessanti, ma perché ho sempre preferito cercare i miei personaggi altrove. Questa volta, però, entra in gioco l’affetto. La famiglia Balsamo la conosco dalla fine degli anni Sessanta, quando abitava qualche piano sopra casa dei miei genitori.

Sono passati più di cinquant’anni, ma certi ricordi hanno la strana capacità di rimanere lì, da qualche parte, e riaffiorare quando meno te lo aspetti. Per questo raccontare l’avvocato Ignazio Balsamo, prima ancora che l’uomo politico, significa per me tornare indietro nel tempo, a quando ero ragazzino e giocavo a pallone con il figlio Mario e altri amici nei giardini del Palazzo M.

Ricordo bene il signor Ignazio. Lo incontravo per le scale o in ascensore e la sua aria seria mi metteva un po’ in soggezione. Era sempre vestito elegante. Ricordo invece benissimo la moglie, Silvana. Era una bellissima signora e ai miei occhi appariva quasi il suo opposto: solare, espansiva, le piaceva molto parlare. Anche fisicamente formavano una coppia particolare: lei era decisamente più alta di lui.

Con Mario Balsamo siamo rimasti in contatto, anche se lui ormai vive a Roma ed è un affermato regista e scrittore. Mi ha chiamato qualche tempo fa, perché in un mio articolo c’era una foto dove appariva anche suo padre. Mi è bastato poco per leggere nel suo pensiero:

“Vuoi che racconti tuo papà?”

“Magari!” è stata la sua risposta. Insomma, mi sono preso una bella responsabilità.

Mario Balsamo con la mamma Silvana in una scena del film “Mia madre fa l’attrice” da lui scritto e diretto nel 2015

La storia di Ignazio Balsamo

Ignazio Balsamo nasce l’8 maggio 1930 a Gibellina, in provincia di Trapani. È il primo di due figli; dopo di lui nasce la sorella Rosetta. Il padre, Mario, è geometra, mentre la madre, Rosa Navarra, si occupa della famiglia. Ignazio è un bambino un po’ introverso, ma molto sensibile. Frequenta le scuole elementari e medie a Gibellina, mentre per il liceo classico si trasferisce a Trapani, ospite di alcuni familiari. Proprio durante gli anni del liceo diventa più spigliato e aperto verso gli altri.

Mario Balsamo

Raggiunta la maturità liceale, Ignazio si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Palermo. Ma alla fine del primo anno i risultati non sono soddisfacenti, soprattutto per la poca voglia di studiare. Ormai è un ragazzo spigliato e ha tanta voglia di divertirsi. Il padre decide così di fargli cambiare aria, lontano dalla Sicilia, e lo manda a studiare a Firenze, dove la facoltà di giurisprudenza gode di un’ottima reputazione.

Rosa Navarra

Silvana

A Firenze i risultati sono decisamente migliori, anche per il senso di responsabilità che Ignazio avverte verso il padre che, con grandi sacrifici, lo sta facendo studiare. Ma nella città fiorentina non manca certo il divertimento. Un giorno si trova a passeggiare nel Parco delle Cascine, luogo molto frequentato dai giovani fiorentini di quel tempo.

Proprio in quel parco, nel 1952, vede una ragazza di cui rimane subito stregato. Si chiama Silvana Stefanini ed è molto estroversa. Ride e scherza con i suoi amici, che si accorgono di quel ragazzo che continua a guardarla. Uno di loro la sfida: se ha davvero coraggio, deve andare da lui e baciarlo sulla bocca. Silvana non ci pensa due volte. Si avvicina a Ignazio e lo bacia. Da quel momento lui non trova più pace e comincia a corteggiare quella bella ragazza, decisamente più alta di lui.

Silvana Stefanini

Quello di Ignazio è un lungo corteggiamento e Silvana, alla fine, cede alle sue lusinghe. I due si fidanzano. Silvana è una donna avanti per quei tempi, moderna e indipendente. A Ignazio piace proprio così, anche se lui è molto più riservato ed è quasi il suo opposto.

Il giovane Ignazio Balsamo al Luna Park

Nel 1953 Ignazio si laurea. Silvana, invece, dimostra ancora una volta la sua autonomia quando decide di andare a lavorare a Roma come segretaria. Ma la sua vera passione è la recitazione. Inizia come comparsa, poi come figurante, fino a ottenere, nel 1954, il ruolo più importante della sua breve esperienza cinematografica ne “La barriera della legge”, dove recita accanto a Rossano Brazzi.

Latina

Intanto Mario, consigliato da alcuni amici, fa domanda di assunzione al Genio Civile di Latina, dove cercano geometri esperti. La richiesta viene accettata e così, nei primi anni Cinquanta, la famiglia Balsamo arriva nella città pontina. Terminata l’università, Ignazio si divide tra Roma, dove fa pratica in uno studio legale e può stare vicino a Silvana, e Latina. Il vero legame di Ignazio con Latina comincia però nel 1957, quando decide di trasferirsi definitivamente per aprire lo studio in una stanza nell’appartamento dei suoi genitori.

Roma 1961: Ignazio e Silvana nel giorno del loro matrimonio

Nel 1961 Ignazio e Silvana si sposano e l’anno successivo nasce il loro unico figlio, Mario. A Silvana la provincia sta un po’ stretta, ma ormai la scelta è fatta. Ignazio, invece, stringe da subito un forte legame con Latina. Instaura nuove amicizie con diversi avvocati del foro, con i quali si confronta professionalmente e condivide anche altre passioni. Una su tutte, la politica. Nel 1964 si iscrive al Partito Socialista Italiano e, con la scissione del 1969, Ignazio sceglie la componente socialdemocratica, che nel 1971 tornerà a chiamarsi PSDI.

La politica

Proprio con questa sigla diventa segretario provinciale. Si presenta alle elezioni e viene eletto consigliere comunale a Latina. Le sue battaglie sono rivolte soprattutto alla salvaguardia dell’occupazione nelle grandi industrie, un impegno che porta avanti anche nella professione. Specializzato in diritto amministrativo e fallimentare, difende gli operai coinvolti nei fallimenti, cercando di tutelarne i diritti.

L’avvocato Ignazio Balsamo in uno dei suoi discorsi politici

L’unico vero svago di Ignazio è il casinò. Quando può, nel fine settimana parte con gli amici. Le mete preferite sono Saint-Vincent, Campione e Montecarlo. Il suo gioco è la roulette. A volte vince, altre perde. È il suo modo di rilassarsi e staccare da un lavoro che lo impegna per tutta la settimana, tra aule di tribunale, continue riunioni e battaglie politiche.

Ma quando torna al lavoro, il pensiero di Ignazio è sempre rivolto anche a chi ha più bisogno. Dopo la sua morte, il 6 giugno 2010, nel suo studio viene scoperto un intero armadio pieno di pratiche: decine e decine di persone che aveva seguito gratuitamente perché non potevano permettersi un avvocato.

L’incontro con Mario Balsamo

Incontro Mario Balsamo al Circolo Cittadino. Per farlo tornare a Latina l’ho dovuto un po’ ricattare. Da quando è venuta a mancare la sua straordinaria mamma, il 29 agosto 2024, Mario torna raramente nella sua città natale. Quando ci siamo sentiti gli ho detto che avrei raccontato con piacere di suo padre, ma a una condizione: sarebbe dovuto venire a Latina. Le emozioni riesco ad avvertirle davvero solo quando ho davanti la persona che mi racconta.

Mario, quali insegnamenti ti ha lasciato tuo padre?

“Sicuramente il senso di giustizia, la correttezza e la rettitudine morale. Tutte cose che mi hanno fortemente danneggiato”, dice ridendo.

Che padre è stato?

“All’inizio un padre non molto presente. Ma anno dopo anno il nostro legame è diventato forte. E illuminante”

Dei casinò cosa mi dici?

“Ricordo che tutte le feste comandate le passavamo nei casinò, almeno fino a quando ho compiuto diciotto anni. Ricordo anche la tensione di mia madre, perché il risultato della roulette non era mai prevedibile”

E quando perdeva?

“Lavorava il doppio per recuperare”

Cosa disse quando scegliesti di iscriverti a Filosofia?

“Mi lasciò fare, ma era dispiaciuto. Avrebbe voluto che il suo studio continuasse con me. Poi capì la mia scelta e mi sostenne sempre. Dopo scoprii che aveva una specie di altarino con tutte le mie apparizioni mediatiche e tutti i miei libri”

So che sta per essere pubblicata la tua ultima fatica letteraria. È un romanzo?

“Sì, è un romanzo”

Il titolo?

“In tre”

Latina anni ’70: Ignazio e Silvana con il figlio Mario

Ignazio Balsamo era un idealista. Credeva in una società più equa e per questo dedicò una parte importante del suo impegno politico e professionale alla difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori. Ma, arrivato alla fine di questa storia, ciò che mi rimane soprattutto è l’uomo. Quell’armadio pieno di pratiche seguite gratuitamente per chi non poteva permettersi un avvocato racconta forse più di tante parole chi fosse Ignazio Balsamo.

Sono passati sedici anni dalla sua scomparsa e credo che Latina potrebbe ricordarlo anche con un’intitolazione. Non soltanto per il politico e l’avvocato che è stato, ma soprattutto per le sue qualità umane.

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