Fabio Falsetti e quel sogno chiamato “Shoes”

Fabio Falsetti e quel sogno chiamato “Shoes”

A Latina lo ricordano ancora come un uomo che non aveva paura di sporcarsi le mani. Da ragazzo, per decisione severa di suo padre, fu mandato a lavorare in un mulino: “Devi capire cos’è la fatica”, gli disse. Tra sacchi di farina e notti insonni, imparò davvero. Ma non si fermò lì. Con uno sguardo sempre rivolto avanti, ebbe un’intuizione semplice e geniale: le macchinette per distribuire noccioline nei bar. Fu solo l’inizio. In pochi anni divenne tra i primi a portare jukebox, flipper e biliardi nei locali di Latina e provincia, cambiando il volto del tempo libero cittadino. Alla fine degli anni Sessanta fece un’altra scelta audace: rilevò un negozio di elettricità sul corso principale e lo trasformò in una raffinata boutique di scarpe: la chiamò Shoes. Morì troppo presto, ma la sua visione vive ancora oggi.

Umberto Migliorin: la storia del calzolaio di via Filiberto a Latina

Umberto Migliorin: la storia del calzolaio di via Filiberto a Latina

Nel cuore di ogni città, spesso nascosti tra le vie più tranquille, ci sono mestieri che sembrano appartenere a un’altra epoca, ma che continuano a resistere al passare del tempo e alle diavolerie della modernità. Uno di questi è il calzolaio, un artigiano che, con le sue mani esperte, dà nuova vita a scarpe e stivali. In un mondo sempre più dominato dalla produzione in serie, il calzolaio è un custode di quel sapere antico e di quegli odori di colla e cuoio che ti fanno tornare bambino. Il calzolaio, di cui vi sto per raccontare si chiamava Umberto Migliorin, oggi la sua attività prosegue con il figlio Gianfranco. Si spera nella terza generazione.

Primo Marzolla, tra i primi calzolai di Littoria

Primo Marzolla, tra i primi calzolai di Littoria

Nell’Agro Pontino le calzature più usate erano gli stivali di gomma, non a caso c’era una zona chiamata Gnif e Gnaf (Borgo Santa Maria) per il rumore degli stivali negli acquitrini della palude. Dopo la fondazione di Littoria, finalmente le persone iniziarono a camminare con normali scarpe di cuoio. Alcuni calzolai le realizzavano pure su misura. Tra questi, Primo Marzolla.