Lorenzo Di Masa chiude il suo storico negozio di dischi ‘Freak Out’

Lorenzo Di Masa chiude il suo storico negozio di dischi ‘Freak Out’

A Latina, chiude uno dei suoi simboli musicali: dopo quarant’anni di attività abbassa la serranda lo storico negozio di dischi ‘Freak Out’, punto di riferimento per generazioni di appassionati. In una città dove il commercio cambia volto a ritmo serrato, anche le note più familiari finiscono per svanire. Tra scaffali di vinili, CD e ricordi, si spegne una delle ultime voci di un’epoca in cui la musica si ascoltava, si sceglieva, si toccava. Oggi impazza la musica liquida che si acquista, ma soprattutto si ascolta, attraverso la rete Internet a discapito della qualità, ma il mondo va così e in certi casi peggiora. Vi racconto la storia di Lorenzo Di Masa, il fondatore del celebre negozio Freak Out di Corso Matteotti.

Rino Polverino, il Re della ‘nightlife’ di Latina

Rino Polverino, il Re della ‘nightlife’ di Latina

Latina scorre lenta, come una tipica città di provincia, con un centro storico dalle linee geometriche, unico nel suo genere in Italia. Eppure fatica a riempirsi, per svariati motivi. Ma al tramonto cambia volto. La sua nightlife si accende nei locali trendy nella via dei pub e in altri poco distanti dal centro, trasformandosi in punti d’incontro per chi cerca divertimento e socializzazione. Nelle serate estive, quando la brezza del litorale comincia a farsi sentire, nei chioschi affacciati sul mare si mescolano ritmi latini, DJ set e aperitivi che si protraggono fino a notte fonda. Dietro tutto ciò, ci sono le persone: alcune hanno creato locali che sono rimasti nella storia della città, conosciuti in tutto il territorio nazionale. Tra questi il 24 MILA BACI di Rino Polverino: il Re della nightlife di Latina.

Umberto Migliorin: la storia del calzolaio di via Filiberto a Latina

Umberto Migliorin: la storia del calzolaio di via Filiberto a Latina

Nel cuore di ogni città, spesso nascosti tra le vie più tranquille, ci sono mestieri che sembrano appartenere a un’altra epoca, ma che continuano a resistere al passare del tempo e alle diavolerie della modernità. Uno di questi è il calzolaio, un artigiano che, con le sue mani esperte, dà nuova vita a scarpe e stivali. In un mondo sempre più dominato dalla produzione in serie, il calzolaio è un custode di quel sapere antico e di quegli odori di colla e cuoio che ti fanno tornare bambino. Il calzolaio, di cui vi sto per raccontare si chiamava Umberto Migliorin, oggi la sua attività prosegue con il figlio Gianfranco. Si spera nella terza generazione.

Giovanni Campagna: la “Serenissima” da Fiume a Latina

Giovanni Campagna: la “Serenissima” da Fiume a Latina

C’è un antico detto che recita: “Tutte le strade portano a Roma”, ma negli anni Trenta tutte le strade portavano a Littoria (poi Latina dopo la guerra), la meta più ambita d’Italia in quegli anni. Il fenomeno continuò anche dopo la guerra, alimentato dall’industrializzazione della Cassa del Mezzogiorno. Latina divenne anche una città di rifugio. I primi ad arrivare furono gli sfollati di guerra, seguiti dagli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati. Poi giunsero i rifugiati dell’Est Europa e, infine, gli italo-tunisini e i libici. Tutti trovarono inizialmente rifugio nell’ex caserma dell’82° reggimento, trasformata in campo profughi. Anche Giovanni Campagna, la moglie Francesca Fiderlè e la figlia Vera, costretti a lasciare Fiume, trovarono rifugio lì nel 1948.