Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Natasha Bozharova: il segno contemporaneo in una città del Novecento

Latina è una città giovane, nata nel Novecento, con un’ identità artistica rimasta per decenni ancorata a un immaginario preciso. Le forme solenni di Ulderico Conti e le figure monumentali di Egisto Caldana e Pasquale Rizzoli hanno scolpito non solo la pietra, ma anche la memoria collettiva della città. Tra madri rurali, seminatori e il Genio della Bonifica, tutto è rimasto a lungo sospeso in un tempo immobile, quasi cristallizzato. Poi, quasi in silenzio, qualcosa è cambiato. È arrivata Natasha Bozharova, giovane scultrice di origine macedone, che in poco più di dieci anni ha iniziato a lasciare un segno nuovo e riconoscibile. Le sue opere, dall’omaggio agli alpini al volto di Sandro Pertini fino al tributo a Vincenzo D’Amico, aprono Latina a una dimensione contemporanea, viva e in dialogo con il presente.

Italo Soldi e l’edicola storica di Piazza San Marco che non dimentico

Italo Soldi e l’edicola storica di Piazza San Marco che non dimentico

Italo Soldi arrivò a Littoria con il passo incerto di chi ha lasciato tutto alle spalle. Nato a Cremona, in una agiata famiglia di agricoltori, aveva visto la ricchezza dissolversi tra debiti e sventure, fino a costringere i suoi a cercare fortuna nell’Agro Pontino degli anni Trenta. Qui, tra paludi bonificate, Italo imparò a reinventarsi ogni giorno: disinfettava le zone dove la malaria resisteva ostinata e, nei ritagli di tempo, percorreva le campagne con una siringa, aiutando chi ne aveva bisogno grazie agli insegnamenti del dottor Vito Fabiano. Non chiedeva denaro: in cambio riceveva pane, uova, qualche verdura. Bastava per andare avanti. Poi, quasi inattesa, arrivò l’occasione: un’edicola in piazza San Marco. Fu lì che la sua vita cambiò direzione, trovando finalmente stabilità e dignità.

“Mimmi” Brignola: il primo pediatra di Latina, tra medicina e musica

“Mimmi” Brignola: il primo pediatra di Latina, tra medicina e musica

Ci sono vite che sembrano seguire una traiettoria precisa, e altre che si costruiscono passo dopo passo, inseguendo strade diverse. Quella di Domenico Brignola, “Mimmi” per gli amici, appartiene a entrambe. Nato nella provincia di Caserta, dopo pochi giorni si trasferisce a Lodi, paese della madre. Poi Roma, e infine Latina, dove arriva seguendo il padre, direttore delle poste, in una città che negli anni Cinquanta cresce a ritmo accelerato. Qui Mimmi inizia come medico condotto, entrando nelle case e nella quotidianità delle famiglie, per poi specializzarsi in pediatria e dedicarsi ai più piccoli. Ma la sua non è solo una storia di medicina: negli anni romani era stato anche musicista, nelle orchestre degli avanspettacoli. Due anime, quella del medico e quella dell’artista, unite da uno stesso filo: l’attenzione profonda per le persone. Vi racconto la sua storia.

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

Giuseppe Bellamio, detto Pino, nasce a Littoria da una famiglia padovana trasferitasi nell’Agro Pontino nel 1934, assegnataria di un podere dell’Opera Nazionale Combattenti sulla via Lunga. La sua infanzia è divisa tra la scuola e il lavoro nei campi, dove aiuta il padre, imparando presto il valore del sacrificio. Crescendo prova a fare il falegname, ma capisce che non è la sua strada. Durante le estati va a Padova, dai parenti, dove lavora come cameriere e scopre il mondo della ristorazione. Intraprendente, determinato e amante della socialità, prende una decisione destinata a cambiare il suo destino: svuota la stalla di famiglia e la trasforma in un circolo ACLI. È l’inizio della sua carriera da ristoratore, che negli anni lo porterà lontano, fino a Cuba.