Cinque nomi, una Medaglia, una memoria

Cinque nomi, una Medaglia, una memoria

Martedì 27 gennaio, il Teatro Ponchielli di Latina ha ospitato la cerimonia commemorativa per il Giorno della Memoria. Un momento solenne dedicato al ricordo della Shoah e delle sue vittime. L’iniziativa, promossa dalla Prefettura in collaborazione con l’Istituto comprensivo Alessandro Volta e il Liceo artistico Michelangelo Buonarroti, ha unito memoria storica e testimonianza civile. Durante l’evento sono state consegnate le Medaglie d’Onore alla memoria, conferite dal Presidente della Repubblica, ai familiari di cinque militari pontini deportati e internati nei lager nazisti. Tra quei nomi, anche quello di Armando Chiavegato, protagonista di una storia che avevo già raccontato: un legame che ha reso questa commemorazione non solo un dovere collettivo, ma anche un momento profondamente personale, capace di suscitare una sincera commozione.

“Riveder le stelle (con l’Under 21)” Daje Ringhio: il futuro passa da qui

“Riveder le stelle (con l’Under 21)” Daje Ringhio: il futuro passa da qui

Non tutte le sere inizi con il desiderio di guardare una partita. A volte scegli il calcio per abitudine, altre per fede, altre ancora solo per noia. Ieri, invece, è stato il ricordo a decidere per me. Perché quando vedi “Italia-Germania”, anche se è una Under 21, qualcosa si accende. Un’eco antica. Un brivido. Un pezzo di storia che ritorna. così, ieri sera, ho assistito a una partita epica. Non per il risultato, ma per lo spirito, per il cuore messo in campo, per il modo in cui quei ragazzi hanno onorato la maglia. Quello che dispiace, semmai, è stato non trovare questa storia nelle prime pagine dei quotidiani sportivi. Come se il coraggio, la bellezza e la passione, quando arrivano dai giovani, lontano dai riflettori, contassero meno.

Rino Polverino, il Re della ‘nightlife’ di Latina

Rino Polverino, il Re della ‘nightlife’ di Latina

Latina scorre lenta, come una tipica città di provincia, con un centro storico dalle linee geometriche, unico nel suo genere in Italia. Eppure fatica a riempirsi, per svariati motivi. Ma al tramonto cambia volto. La sua nightlife si accende nei locali trendy nella via dei pub e in altri poco distanti dal centro, trasformandosi in punti d’incontro per chi cerca divertimento e socializzazione. Nelle serate estive, quando la brezza del litorale comincia a farsi sentire, nei chioschi affacciati sul mare si mescolano ritmi latini, DJ set e aperitivi che si protraggono fino a notte fonda. Dietro tutto ciò, ci sono le persone: alcune hanno creato locali che sono rimasti nella storia della città, conosciuti in tutto il territorio nazionale. Tra questi il 24 MILA BACI di Rino Polverino: il Re della nightlife di Latina.

Alfonso Mazzola: industria e arte, legate dal “Premio COMEL” internazionale

Alfonso Mazzola: industria e arte, legate dal “Premio COMEL” internazionale

Scrivendo e riscrivendo la storia dei personaggi di Latina mi trovo sempre più spesso a incrociare nomi già menzionati: cognomi che mi suonano familiari perché già raccontati. Sembrano siano tutti imparentati tra loro. Alcune famiglie arrivate negli anni Trenta a Littoria, inevitabilmente, si sono intrecciate magari con amori sbocciati tra le poche vie di una città appena nata, attratti forse da dialetti diversi. Latina è bella per questo, per le sue mille storie, perché sono le persone che fanno la storia di una città… Vi ho già raccontato dei fratelli Giorgio e Pietro Mazzola, che aprirono il primo pianobar di Latina, il Leone Rosso. Oggi, invece, vi racconterò del loro zio Alfonso, che fondò negli anni Sessanta la COMEL, una delle eccellenze industriali di Latina.