La Riviera di Maurizio e Clara: mezzo secolo di fiori e passione a Latina

La Riviera di Maurizio e Clara: mezzo secolo di fiori e passione a Latina

Era il 1970 quando, sotto un grosso palazzone appena sorto, accanto al quartiere delle case popolari di Latina, aprì un negozio di fiori. Dove fino a poco tempo prima c’era solo un campo d’erba, cominciò a germogliare una storia fatta di lavoro, passione e bellezza. A darle vita furono Maurizio e Clara, che fino ad allora avevano fatto tutt’altro mestiere. In poco tempo divennero maestri dell’arte floreale, conquistando clienti ben oltre i confini del quartiere. Quel negozio si chiamava La Riviera. Oggi non ci sono più né La Riviera né Maurizio e Clara, ma chi li ha conosciuti porta con sé il ricordo di due persone che hanno saputo trasformare i fiori in emozioni. La loro eredità non è un negozio, ma la bellezza che hanno lasciato nel cuore di tanti.

Clara Galante, l’attrice internazionale di Latina con nel cuore una “Perla”

Clara Galante, l’attrice internazionale di Latina con nel cuore una “Perla”

Latina è terra di luce e orizzonti larghi, capace di far nascere talenti che spesso trovano riconoscimento lontano da casa. Eppure, c’è chi torna spesso, portando con sé il bagaglio di esperienze e il respiro di mondi diversi. Clara Galante è una di queste voci: un’artista che non ha mai reciso il filo con la sua città. Ogni ritorno è un incontro con i volti familiari, con i luoghi che l’hanno cresciuta, con quel paesaggio che mescola il profumo del mare e della campagna. Clara rientra a Latina con naturalezza: lascia alle spalle i panni dell’attrice e si confonde tra la folla, riappropriandosi del suo passato nelle vie della città. Nei suoi passi, Latina ritrova un po’ di sé e, forse, scopre quanto i suoi talenti possano essere un orgoglio da raccontare.

Alberto Pizzi: il vecchio “Comunale” e il suo terzino destro

Alberto Pizzi: il vecchio “Comunale” e il suo terzino destro

Alberto Pizzi fa parte di quei calciatori rimasti incisi nella memoria dei tifosi del Latina Calcio, quando le immagini sembravano scorrere solo in bianco e nero. Cresciuto nelle giovanili del Parma, il suo talento lo ha portato a calcare i campi in diverse città, indossando maglie e colori differenti. Negli anni Sessanta, il destino lo ha condotto a Latina, allora giovane e vivace realtà sportiva, dove non solo ha trovato una squadra pronta ad accoglierlo, ma anche l’amore e un senso di appartenenza che lo hanno spinto a restare per sempre. Da quel momento, la città pontina è diventata la sua casa, e il suo nome resta ancora oggi legato a quella mitica formazione del Latina che, per talento e cuore, avrebbe meritato una categoria più blasonata.

Claudio Salvucci: quando il pane profuma di storia

Claudio Salvucci: quando il pane profuma di storia

Tante famiglie arrivarono nell’Agro Pontino anche dalle Marche, Abruzzo, Molise… Furono molti gli operai di queste regioni a lavorare nella bonifica integrale. Ma l’emigrazione verso la nuova città continuò anche dopo la guerra. La famiglia Salvucci giunse dalle Marche alla fine degli anni Quaranta, con pochi bagagli e un mestiere antico nelle mani: quello del fornaio. Latina, giovane città in pieno fermento, prometteva lavoro, terra fertile e nuove strade da percorrere. Fu una scommessa di famiglia, fondata sull’esperienza tramandata tra le mura di casa, dove il pane si impastava da generazioni. Oggi, a più di settant’anni da quel viaggio, Claudio che di anni ne ha ottantadue è ancora lì, nel suo laboratorio, a impastare pane nel suo vapoforno. Porta avanti la tradizione insieme alle sue due figlie, Silvia e Fabiana, testimoni di una storia che profuma di lievito, sacrificio e orgoglio.