La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

La storia di Pino Bellamio: dal podere al ristorante, fino all’Avana

Giuseppe Bellamio, detto Pino, nasce a Littoria da una famiglia padovana trasferitasi nell’Agro Pontino nel 1934, assegnataria di un podere dell’Opera Nazionale Combattenti sulla via Lunga. La sua infanzia è divisa tra la scuola e il lavoro nei campi, dove aiuta il padre, imparando presto il valore del sacrificio. Crescendo prova a fare il falegname, ma capisce che non è la sua strada. Durante le estati va a Padova, dai parenti, dove lavora come cameriere e scopre il mondo della ristorazione. Intraprendente, determinato e amante della socialità, prende una decisione destinata a cambiare il suo destino: svuota la stalla di famiglia e la trasforma in un circolo ACLI. È l’inizio della sua carriera da ristoratore, che negli anni lo porterà lontano, fino a Cuba.

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

A Monticchio, una piccola frazione di Sermoneta, c’è stato un tempo in cui ordinare alla Trattoria di Carlo Nanni non significava solo scegliere un piatto, perché per tutti lui era Carlo Fischio. Ironico, allegro, con la battuta sempre pronta, Carlo si muoveva instancabile tra la cucina e la sala, mentre la moglie Rosina governava i fornelli. Il suo fischio, ai tavoli accompagnava le ordinazioni. La sua trattoria era un piccolo mondo dove sedevano fianco a fianco operai, professionisti, persone di passaggio e clienti affezionati, tutti accomunati da quel linguaggio unico fatto di fischi e sorrisi. Nel 2022 Carlo decise di chiudere, lasciando il lavoro di una vita, ma quel locale non ha mai abbassato davvero la saracinesca: vive ancora nei ricordi di chi, come me, ha avuto la fortuna di frequentarlo. Fischiettando vi racconto la sua storia.

Natalino Riccio e quel rudere del 1200… ‘l’Antica Posta’ di Monticchio

Natalino Riccio e quel rudere del 1200… ‘l’Antica Posta’ di Monticchio

Per costruire Littoria, era necessario un grande quantitativo di materiale edile, per cui vennero sfruttate le cave del territorio pontino. Le più importanti si trovavano a Monticchio, una piccola frazione a valle di Sermoneta, dove sorgeva una collinetta con una torre di guardia (Torre Petrara), voluta dai nobili Caetani nel XII secolo per proteggersi da eventuali nemici. Oggi è rimasta solo la torre, senza la collinetta, poiché quest’ultima venne scavata per ricavare il materiale sopra citato. Negli anni Trenta, Antonio Riccio giunse a Monticchio da Minturno con pochi denari; l’unica cosa che riuscì ad acquistare fu un rudere con una stanza e un grottino; era l’Antica Posta. Antonio, insieme al figlio Natalino, trasformò il rudere in un’osteria, che divenne la loro fortuna grazie alle centinaia di persone che lavoravano nelle cave, utilizzate anche per la costruzione dell’EUR.