Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

Carlo (Fischio) Nanni: dove si mangiava tra fischi e sorrisi

A Monticchio, una piccola frazione di Sermoneta, c’è stato un tempo in cui ordinare alla Trattoria di Carlo Nanni non significava solo scegliere un piatto, perché per tutti lui era Carlo Fischio. Ironico, allegro, con la battuta sempre pronta, Carlo si muoveva instancabile tra la cucina e la sala, mentre la moglie Rosina governava i fornelli. Il suo fischio, ai tavoli accompagnava le ordinazioni. La sua trattoria era un piccolo mondo dove sedevano fianco a fianco operai, professionisti, persone di passaggio e clienti affezionati, tutti accomunati da quel linguaggio unico fatto di fischi e sorrisi. Nel 2022 Carlo decise di chiudere, lasciando il lavoro di una vita, ma quel locale non ha mai abbassato davvero la saracinesca: vive ancora nei ricordi di chi, come me, ha avuto la fortuna di frequentarlo. Fischiettando vi racconto la sua storia.

Natalino Riccio e quel rudere del 1200… ‘l’Antica Posta’ di Monticchio

Natalino Riccio e quel rudere del 1200… ‘l’Antica Posta’ di Monticchio

Per costruire Littoria, era necessario un grande quantitativo di materiale edile, per cui vennero sfruttate le cave del territorio pontino. Le più importanti si trovavano a Monticchio, una piccola frazione a valle di Sermoneta, dove sorgeva una collinetta con una torre di guardia (Torre Petrara), voluta dai nobili Caetani nel XII secolo per proteggersi da eventuali nemici. Oggi è rimasta solo la torre, senza la collinetta, poiché quest’ultima venne scavata per ricavare il materiale sopra citato. Negli anni Trenta, Antonio Riccio giunse a Monticchio da Minturno con pochi denari; l’unica cosa che riuscì ad acquistare fu un rudere con una stanza e un grottino; era l’Antica Posta. Antonio, insieme al figlio Natalino, trasformò il rudere in un’osteria, che divenne la loro fortuna grazie alle centinaia di persone che lavoravano nelle cave, utilizzate anche per la costruzione dell’EUR.

Giulio Senesi, dal ristorante a Campo de’ Fiori alla trattoria di Littoria

Giulio Senesi, dal ristorante a Campo de’ Fiori alla trattoria di Littoria

Ci stiamo avvicinando al novantaduesimo anno dalla posa della prima pietra di questa particolare città. Perché Latina non si può considerare normale, per la sua struttura architettonica e antropologica. Una città sorta dal nulla, anche se a me piace pensarla riemersa dalla palude, come se fosse stata sempre lì sotto e all’improvviso apparsa per essere…